Officine educative


officine_educative è un dispositivo didattico di coinvolgimento, una azione di empowerment educativa-laboratoriale. Coinvolge cinque scuole superiori, di ciascuna provincia della Campania, attraverso metodologie laboratoriali già oggetto di un protocollo di intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale della Campania. L’obiettivo è quello di strutturare percorsi per un approccio al pensiero fotografico.

Secondo il metodo di Aporemaonlus, gruppi di studenti, con l’ausilio di artisti, si rendono interpreti nelle scuole di incontri teorici e operativi finalizzati alla realizzazione di un’opera “ibrida”[1], incrocio del fare di alunni e artisti.

Obiettivo del percorso:

  1. Costituzione di un momento di avvicinamento dei giovani all’immagine come linguaggio estetico-critico, nonché elaborazione di modalità di applicazione dei linguaggi acquisiti.
  2. Costruzione, attraverso le competenze specifiche conseguite e le loro possibili applicazioni diversificate, di percorsi visivi.
  3. Creazione di opere ibride, nate dal lavoro tra operatori artistici e alunni delle diverse scuole della regione, patrimonio del territorio e motore per lo sviluppo di azioni di tutela, valorizzazione e attrazione culturale.

Le scuole:

Avellino – ISISS ANANIA DE LUCA; Benevento – Liceo VIRGILIO; Caserta – ISTITUTO MATTEI; Napoli – LICEO SS APOSTOLI; Salerno – LICEO ARTISTICO A. SABATINI-F. MENNA.

Artisti coinvolti:

Andrea Bove, Guido D’Apuzzo, Domenico Mennillo, Marco Rossetti.

 

 

 

 

 

 

 

[1] l’opera ibrida è quella che, nei percorsi di aporema,  viene realizzata da artisti e bambini, insieme, nelle scuole.  “insieme” ovvero senza una priorità tra le parti. I ragazzi non conoscono il concetto di artista; gli artisti sono stati alunni troppo tempo fa. Sono due mondi fisicamente distanti, Tutto ciò determina l’innescarsi di relazioni tra diversi soggetti, al di là del luogo dove ciò avviene.

Queste dinamiche coinvolgono in primis bambini/ragazzi/adolescenti ed artisti visivi/scrittori/musicisti, ma poi si allargano man mano a tutto il personale della scuola, sino ad uscire fisicamente dalla scuola per arrivare alle famiglie.

Partendo dal fare si investe il rapporto convenzionale che le persone hanno, convenzionalmente, con le cosiddette opere d’arte. E le svela, le riconduce a pratica di pensiero. Per approfondire il concetto di Opera Ibrida si può visitare il sito: www.aporema.it e www.artoteca.it