ITALICS
PANORAMA POZZUOLI
una mostra diffusa a cura di Chiara Parisi
10 - 14 settembre 2025
La città di Pozzuoli, con la sua straordinaria stratificazione storica e potenza mitologica, dal 10 al 14 settembre 2025 è diventata teatro della quinta edizione di Panorama, una grande mostra diffusa di arte contemporanea curata da Chiara Parisi, direttrice del Centre Pompidou-Metz, e promossa da ITALICS, consorzio di gallerie italiane e straniere basate in Italia (di arte antica, moderna e contemporanea) che dal 2021, con cadenza annuale, racconta l’Italia attraverso un intreccio virtuoso tra arte, architettura, patrimonio, paesaggio e comunità locali. Si tratta della quinta edizione del progetto, già realizzato in località come Procida, Monopoli, L’Aquila e il Monferrato. Fin dal suo esordio, Panorama mira a mettere in relazione l’arte e l’architettura – antica e contemporanea – con il territorio e le comunità che la ospitano, creando un dialogo creativo tra le opere e il contesto locale.
Un territorio unico in Italia, quello dei Campi Flegrei, una vasta area vulcanica modellata da eruzioni millenarie che presenta un paesaggio mutevole, plasmato dalla potenza geologica della cosiddetta Caldera del Tufo Giallo Napoletano. Abitata fin dall’antichità, la zona accolse dapprima i Greci Eubei, poi, attratti dal paesaggio e dalle acque termali, fu il tempo dei Romani che qui lasciarono porti, terme e luoghi pubblici ancora oggi visibili. Ma è il legame con il mito a rendere i Campi Flegrei particolarmente affascinanti. In questa terra gli dèi dell’Olimpo sconfissero i Giganti, imprigionandoli sotto la crosta infuocata. Il lago d’Averno era l’ingresso al regno degli Inferi; la Solfatara, la fucina del dio Efesto; e Dedalo, in fuga da Creta, vi avrebbe costruito il tempio di Apollo, dimora della Sibilla Cumana, che ispirata dal dio, pronunciava le sue profezie.
In questo contesto straordinario, affacciata sul Mar Tirreno e con lo sguardo rivolto alle isole di Ischia, Procida e Vivara, si svela Pozzuoli: una gemma nascosta nel Golfo di Napoli. A dominarla è il Rione Terra, promontorio e fulcro identitario della città, sotto il quale si cela uno dei percorsi archeologici più suggestivi del Mediterraneo. Un quartiere che, disabitato dagli anni Settanta, è oggi reso nuovamente accessibile e visitabile grazie a un ambizioso intervento di restauro. Pozzuoli affascina con la potenza del suo Anfiteatro Flavio, tra i più grandi dell’antichità, e con i resti enigmatici del Tempio di Serapide. A rendere unico il suo territorio contribuiscono anche i fenomeni naturali della Solfatara, con fumarole e pozze di fango ribollente, e il leggendario Lago d’Averno, specchio di leggende e soglia dell’oltremondo, e la storica Darsena, vivace porto cittadino. Intorno a Pozzuoli, l’eco del mito risuona ancora tra le rovine di Cuma, la prima colonia greca d’Occidente, e le meraviglie sommerse di Baia, l’antica città dei piaceri imperiali. Un territorio che da millenni intreccia natura, storia e leggenda, incandescente come la terra che lo plasma.
L’opera di Wilfredo Prieto (Futuro incietro / Uncertain Future, 2011). Courtesy Galleria Massimo Minini.
Il fil rouge di Panorama Pozzuoli è il tema della divinizzazione, un concetto che attraversa epoche e sensibilità e che a Pozzuoli trova una risonanza profondamente naturale. Qui, dove il mito si intreccia con la storia e la natura si manifesta in forme spettacolari e potenti, l’idea del divino abita ogni pietra, ogni veduta, ogni rovina antica. Dai culti del passato ai racconti di eroi e semidei che popolano le tradizioni locali, fino alle interpretazioni più contemporanee della trascendenza, Pozzuoli si offre come scenario ideale per esplorare come l’arte possa intrecciare – e interrogare – la memoria, l’archetipo, l’assoluto. Un luogo dove la dimensione spirituale si fa esperienza visiva, urbana e collettiva.
“A Pozzuoli si può parlare con gli dei. Divinizzazione non è solo un tema, – spiega la curatrice Chiara Parisi – è una domanda che percorre tutta la storia di questo territorio: cosa succede quando l’umano si misura con il sacro, con il potere, con la morte? A partire dalla figura dell’imperatore divinizzato fino alle apparizioni popolari, il tema attraversa tanto la storia antica quanto l’immaginario contemporaneo. E oggi, nell’era del culto dell’immagine, chi divinizziamo? E perché?”
La mostra si è sviluppata lungo un cammino che attraversa la città, incontrando chiese, gallerie sotterranee, terrazze panoramiche, vestigia e paesaggi vulcanici: un itinerario tra luoghi simbolo di stratificazioni storiche e divine, pensato come una promenade. Un luogo che sembra essere disegnato per accogliere l’unicità che ITALICS sa esprimere attraverso la passione dei propri galleristi.
I luoghi e le tappe della mostra
Interventi spettacolari, commissionati e pensati appositamente per questa edizione o addirittura realizzati in situ, nati dall’ispirazione e dall’energia unica del territorio: Panorama Pozzuoli propone nuove produzioni messe in dialogo con capolavori di arte antica per dare forza e profondità a un percorso segnato da presenze quasi divine, con cui confrontarsi.
Ad affiancare le esposizioni delle opere in mostra, eventi musicali, talk con curatori ed artisti, il coinvolgimento di scuole, associazioni e realtà del territorio attente all’inclusione e al reinserimento sociale per speciali attività di mediazione e avvicinamento del pubblico. Non sono mancati momenti di approfondimento e confronto, come un dibattito sui vulcani, metafora naturale e culturale del territorio flegreo.





Le opere di Maurizio Cattelan (Senza Titolo, 2003), Ugo Rondinone (The First, 2025), Lawrence Weiner (Artifice Enough, 2008), Elmgreen and Dragset (60 Minutes, 2024), Anish Kapoor (Random Triangle Mirror, 2012).
La mediazione culturale a cura di Aporema
Ad arricchire l’esperienza di Panorama Pozzuoli 2025 vi è uno strutturato progetto di mediazione culturale, pensato per facilitare l’incontro tra il pubblico e le opere in mostra. L’azione di mediazione è curata da Aporema, organizzazione no profit specializzata nell’educazione al patrimonio culturale e nei linguaggi dell’arte. Questo progetto ha coinvolto attivamente i giovani del territorio, in particolare studenti delle scuole locali, chiamati a diventare mediatori ed “ambasciatori” della mostra per i visitatori.
Dal punto di vista organizzativo, il team di mediazione culturale è stato articolato su tre livelli principali:
- Coordinamento centrale (team Aporem): supervisione generale del servizio, del coordinamento operativo e della gestione logistica e formativa dei mediatori. Questo nucleo centrale ha pianificato i turni di presenza, organizzato la formazione dei giovani e offerto supporto sul campo durante l’evento.
- Mediatori culturali senior: figure esperte (storici dell’arte, educatori museali, guide esperte) che hanno un duplice ruolo. Da un lato fornire una mediazione specialistica in occasione di eventi speciali, visite guidate approfondite, conferenze o laboratori didattici; dall’altro fungere da mentori per i giovani mediatori, offrendo supporto e consigli durante l’attività quotidiana e mantenendo un raccordo costante con gli artisti e la curatrice.
- Giovani mediatori culturali: studenti selezionati in veste di facilitatori junior. Il loro compito è stato accogliere e orientare il pubblico, fornendo brevi spiegazioni introduttive sugli artisti e sulle opere esposte, e offrire assistenza ai visitatori nella fruizione degli spazi della mostra. Questi giovani, adeguatamente formati, hanno rappresentato il volto amichevole della mostra, aiutando soprattutto i non addetti ai lavori ad apprezzare i contenuti artistici in modo accessibile e coinvolgente.
Per garantire un servizio di qualità, è stato strutturato un accurato percorso formativo per tutti i giovani mediatori prima dell’inizio della manifestazione. La formazione si articola in diverse fasi:
- Incontri preliminari teorici: sessioni introduttive dedicate a fornire ai ragazzi le conoscenze di base, con un’introduzione all’arte contemporanea e agli artisti presenti in mostra, insieme a nozioni sulle peculiarità storico-artistiche di Pozzuoli e del Rione Terra. In parallelo, sono state affrontate tecniche di comunicazione efficace e di ascolto attivo, fondamentali per interagire al meglio con il pubblico.
- Formazione pratica sul campo: workshop e simulazioni pensati per far esercitare i giovani mediatori in situazioni reali. Sono state effettuate simulazioni di visite guidate, role-playing e prove di mediazione, in cui gli studenti potranno mettere in pratica le abilità comunicative appena acquisite. Inoltre, sono stati organizzati incontri e interazioni dirette con gli artisti e la curatrice Chiara Parisi, così da permettere ai ragazzi di approfondire direttamente dalle fonti il significato delle opere e delle scelte curatoriali. Queste attività pratiche hanno aiutato i mediatori junior a prendere confidenza con il loro ruolo e a sviluppare sicurezza nel rapportarsi con il pubblico eterogeneo atteso alla mostra.
- Sviluppo delle cosiddette soft skills: capacità di parlare in pubblico, lavoro di squadra, problem solving e gestione delle dinamiche di gruppo.
Al termine del percorso formativo, i giovani mediatori hanno ricevuto gli strumenti e le conoscenze necessarie per svolgere efficacemente il loro compito durante i giorni di Panorama Pozzuoli. Parallelamente, è stata curata con attenzione la comunicazione e visibilità del servizio di mediazione, in modo che il pubblico potesse identificarlo e beneficiarne facilmente.
I mediatori hanno indossato badge o divise distintive (come magliette o pettorine con il logo del progetto), così da essere immediatamente riconoscibili all’interno dei vari siti della mostra.
Aporema ha predisposto anche momenti di valutazione e feedback durante e dopo l’evento. Sono state raccolte le opinioni dei visitatori attraverso questionari (anche digitali) per misurare il gradimento dell’esperienza di mediazione. Inoltre, il team di mediatori (senior e junior) si è riunito periodicamente per brevi debriefing, allo scopo di condividere le esperienze quotidiane, affrontare eventuali criticità emerse e migliorare continuamente il servizio. Questa attenzione al feedback ha garantito un monitoraggio costante della qualità dell’iniziativa, a beneficio sia del pubblico sia della formazione stessa dei giovani partecipanti.
L’intero progetto Panorama Pozzuoli, con la sua componente di mediazione culturale giovanile, ha avuto un impatto molto positivo sul territorio flegreo e sulla sua comunità.
Dal punto di vista educativo, coinvolgere studenti delle scuole come mediatori ha rappresentato un’opportunità formativa di grande valore: i giovani partecipanti hanno potuto approfondire la conoscenza dell’arte contemporanea e della storia locale, sviluppare competenze comunicative e organizzative, e soprattutto vivere un’esperienza di cittadinanza attiva a stretto contatto con il patrimonio culturale. In termini di partecipazione giovanile, Panorama Pozzuoli funge da catalizzatore: i ragazzi non sono stati solo destinatari passivi di un evento culturale, ma parte attiva della sua realizzazione.
Le scuole del territorio, dal canto loro, hanno visto nei propri studenti dei protagonisti impegnati in un progetto di rilevanza nazionale, con inevitabili ricadute positive anche sull’immagine degli istituti scolastici stessi, che si dimostrano aperti al territorio e attenti allo sviluppo delle competenze trasversali dei ragazzi.
Infine, l’attenzione alla accessibilità culturale garantita dal servizio di mediazione ha reso la mostra diffusa fruibile a un pubblico ampio e diversificato.
Le gallerie e gli artisti coinvolti in Panorama Pozzuoli
Le gallerie che hanno partecipato: A arte Invernizzi, Apalazzogallery, Alfonso Artiaco, Botticelli Antichità, Galleria Canesso, Car Gallery, Cardi Gallery, Carlo Orsi, Galleria Continua, Thomas Dane Gallery, Galleria Umberto Di Marino, Alessandra Di Castro, Galleria Tiziana Di Caro, Galleria Doris Ghetta, Galleria d’Arte Frediano Farsetti, Galleria Fonti, Galleria Fumagalli, Gagosian, Galleria dello Scudo, Giacometti Old Master Paintings, Gian Marco Casini Gallery, Kaufmann Repetto, Galleria Lia Rumma, Lunetta11, Magazzino, Massimo De Carlo, Mazzoleni London-Torino, Francesca Minini, Galleria Massimo Minini, ML Fine Art, Galleria Franco Noero, Galleria Alberta Pane, Giorgio Persano, Porcini, Richard Saltoun Gallery, Robilant+Voena, Secci, SpazioA, Studio Sales di Norberto Ruggeri, Studio Trisorio, Tim Van Laere Gallery, Caterina Tognon Arte Contemporanea, Tornabuoni Arte, Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea, Victoria Miro Venice, Vistamare, Zero..
Gli artisti che hanno partecipato: Carlos Amorales (Città del Messico, 1970); Yuri Ancarani (Ravenna, 1972); Clarissa Baldassarri (Civitanova Marche, 1994); Oliver Beer (Kent, 1985); Matteo Bottigliero o Bottiglieri (attr.) (Castiglione del Genovesi, 1684 – Napoli, 1757); Maurizio Cattelan (Padova, 1960); Viviano Codazzi e Michelangelo Cerquozzi (Bergamo, 1604 – Roma, 1670; Roma, 1602-1660); Gianni Colombo (Milano, 1937 – Melzo, 1993); Fabrizio Corneli (Firenze, 1958); Louis Cousin, detto Luigi Primo Gentile (Bruxelles o Breynelden, Belgio, 1606 – Roma, Italia, 1667/1668); Bram Demunter (Kortrijk, 1993); Marie Denis (Bourg-Saint-Andéol, 1972); Simon Dybbroe Møller (Aarhus, 1976); Elmgreen & Dragset (Michael Elmgreen, Copenhagen, 1961; Ingar Dragset, Trondheim, 1969); Simone Fattal (Damasco, 1942); Luca Giordano (Napoli, 1634-1705); Kevin Francis Gray (Armagh, 1972); Sang A Han (Seoul, 1987); Helena Hladilová (Kroměříž, 1983); Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937); Anish Kapoor (Mumbai, 1954); William Kentridge (Johannesburg, 1955); Jannis Kounellis (Il Pireo, 1936 – Roma, 2017); Michael Landy (Londra, 1963); Goshka Macuga (Varsavia, 1967); Marino Marini (Pistoia, 1901 – Viareggio, 1980); Gino Marotta (Campobasso, 1935 – Roma, 2012); Servane Mary (Dijon, 1972); Mario Merz (Milano, 1925 – Torino, 2003); Rebecca Moccia (Napoli, 1992); Walter Moroder (Val Gardena, 1963); Damir Očko (Zagabria, 1977); Celia Paul (Thiruvananthapuram, 1959); Giovanni Peruzzini (Ancona, 1629 – Milano, 1694); Giusy Pirrotta (Reggio Calabria, 1982); Wilfredo Prieto (Sancti Spíritus, 1978); Ugo Rondinone (Brunnen, 1962); Maria Grazia Rosin (Cortina d’Ampezzo, 1958); Scultore del II secolo d.C.; Felix Shumba (Bulawayo, 1989); Simon Starling (Epsom, 1967); David Tremlett (Dartford, 1945); Sandra Vásquez de la Horra (Viña del Mar, 1967); Jan Vercruysse (Ostenda, 1948 – Bruges, 2018); Lawrence Weiner (New York, 1942-2021).











