Pagine Libere: Un viaggio tra Libri e Cultura

Rassegna "La Pagina che Abita i Luoghi"

Da luglio a dicembre 2026, la Biblioteca civica «R. Artigliere» del Comune di Pozzuoli si trasforma in una soglia. Per sei mesi smette di essere un perimetro che custodisce libri e diventa il punto in cui i libri escono dalle proprie pagine per incontrare il territorio, e in cui il territorio rientra in biblioteca portando con sé voci, gesti, riti e comunità. 

È questa la cifra di «La pagina che abita i luoghi», la rassegna culturale che dà corpo, sul piano operativo, al progetto «Pagine Libere: un viaggio tra libri e cultura», vincitore del bando Cepell «Città che legge 2024» e realizzato dal Comune di Pozzuoli con i sottoscrittori del Patto per la Lettura locale, attuato per il periodo luglio dicembre 2026 da Aporema ETS. Una serie di letture ad alta voce — la Voce del progetto — e di laboratori didattici — le Mani — compone un percorso che mette in dialogo le diverse forme della parola: scritta, letta, agita, condivisa. Gli autori invitati e i progetti accolti — dall’arte come riscatto sociale dei piccoli comuni, al patrimonio archeologico flegreo, dal rito di San Gennaro alla «Biblioteca dei bambini» — disegnano insieme una cartografia dell’intangibile: di ciò che non si vede ma fonda l’esperienza di una comunità. Un appuntamento speciale, a novembre, coinvolgerà tutti gli istituti comprensivi di Pozzuoli sul tema dell’inclusione e dell’accessibilità in biblioteca: perché un libro abita un luogo solo se quel luogo, a sua volta, accoglie ogni lettore — compreso chi alla biblioteca arriva attraverso un canale diverso da quello consueto. 

Tutti gli eventi sono a ingresso libero. 

Il calendario degli appuntamenti sarà aggiornato di seguito.

15 LUGLIO 2026

Presentazione dell'e-magazine «INTANGIBILE»

La rassegna «La pagina che abita i luoghi» si apre con la presentazione di INTANGIBILE, rivista-progetto curata da Maria Cristina Comite e Marco Izzolino de L’Arsenale di Napoli insieme a Bruno Crimaldi, direttore di Alòs Edizioni, alla biblioteca «R. Artigliere» del Comune di Pozzuoli. Una riflessione su ciò che resta del patrimonio culturale anche quando non si vede: la memoria, l’immagine, il gesto, la parola. La rivista, giunta al suo 18° numero, si è consolidata come punto di riferimento culturale regionale che indaga le tracce visibili e immateriali del territorio campano, sottraendo all’oblio le memorie di comunità e tradizioni orali per trasformarle in una narrazione collettiva viva. 

All’incontro sono intervenute importanti figure istituzionali, nonché i responsabili del progetto “Pagine Libere”, gli ideatori e i curatori della rivista ed esperti del patrimonio culturale del territorio: 
– Carla Lardone, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Pozzuoli;
– Maria Cristina Comite, presidente de L’Arsenale di Napoli Soc.coop.ETS;
– Marco Izzolino, storico dell’arte contemporanea e curatore d’arte indipendente;
– L’Arsenale di Napoli, società cooperativa ETS;
– Bruno Crimaldi, responsabile editoriale della casa editrice Alòs;
– Antonio Manzoni, presidente di Aporema ETS;
– Roberta Errico, RUP del progetto “Pagine Libere”;
– Comune di Pozzuoli.

29 SETTEMBRE 2026

La Soglia dei Luoghi: memoria, resilienza e nuove letture del territorio

In occasione del cinquecentottesimo anniversario della nascita del cono vulcanico di Monte Nuovo (29 settembre 1538), si è svolto il secondo appuntamento della rassegna “La pagina che abita i luoghi” curata da Aporema ETS nell’ambito del progetto Pagine Libere”, promosso dal Comune di Pozzuoli e finanziato dal Centro per il Libro e la Lettura (Cepell) del Ministero della Cultura tramite il bando “Città che legge 2024”.

La Soglia dei Luoghi è un incontro nato da una ferita e trasformatosi in un’occasione straordinaria di rinascita e resilienza collettiva. A seguito della forte scossa del 31 luglio 2026 e delle conseguenti chiusure e verifiche che hanno reso temporaneamente inagibile la Biblioteca civica “R. Artigliere”, così come altri luoghi pubblici e privati, i luoghi della vita quotidiana sono tornati a essere fonte di incertezza e precarietà. Aporema ETS ha scelto di trasformare questo timore in una lettura condivisa del territorio che partisse dai ricordi e dalle memorie di chi abita i Campi Flegrei, portandola direttamente tra i sentieri dell’Oasi Naturalistica di Monte Nuovo. 

Questo incontro ha chiesto alla comunità che cosa ricorda, conosce e custodisce del luogo in cui vive. Riconoscersi nelle storie del proprio territorio è infatti una forma concreta di resilienza: è ciò che permette di continuare ad abitarlo con consapevolezza e senso di appartenenza. Per un progetto dedicato alla lettura, significa estendere il gesto del leggere dalla pagina al territorio. 

La giornata ha preso il via con le suggestioni e le parole dell’architetta Maria Caputi, co-fondatrice de La Terra dei Miti, che ha guidato il pubblico in un percorso di lettura tematica e di riscoperta del paesaggio flegreo anche attraverso la sua App “Campi Flegrei in Tour”. L’evento si è poi evoluto in un momento di profondo dialogo aperto, in cui i partecipanti hanno condiviso riflessioni e vissuti personali legati al bradisismo, alla paura e alla resilienza di abitare una terra che respira e muta continuamente.

Il cuore pulsante dell’incontro è stato il laboratorio partecipativo, in cui i presenti sono stati invitati a depositare sulle bacheche cartacee frammenti di ricordi di vita vissuta portati da casa (fotografie, cartoline, piccoli oggetti personali) e a commentare in forma anonima i ricordi degli altri, per poi raccogliersi in cerchio, svelare le storie segrete dietro ogni oggetto personale e riflettere sul significato profondo di vivere in un territorio geologicamente fragile ma tenuto in piedi dalla memoria di chi lo racconta.

Gli elaborati e le didascalie raccolti durante il laboratorio sono stati custoditi in un libro della memoria che ha trovato dimora permanente nella teca di Book Crossing posta all’ingresso di Monte Nuovo, accanto ai volumi della Biblioteca civica. Un segno tangibile e duraturo che dimostra come un territorio non sopravviva solo grazie alle sue pietre, ma soprattutto attraverso le storie, le voci e il coraggio di chi lo vive ogni giorno. 

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