Programma Nazionale "Scuola e competenze" 2021 - 2027

Nell’ambito della programmazione del PN 2021-2027 (Programma Nazionale “Scuola e Competenze”), Aporema ETS promuove percorsi formativi ed extracurricolari pensati per offrire agli studenti occasioni uniche di crescita, socializzazione e scoperta.

I laboratori realizzati non rappresentano semplici momenti di attività pomeridiana o ricreativa, ma veri e propri spazi di ricerca esperienziale in cui il sapere si unisce al fare (learning by doing). Attraverso linguaggi universali come il gioco, il paper engineering e la danza, gli studenti sono stati guidati in un viaggio che unisce la dimensione ludica, manuale, corporea e antropologica alla valorizzazione profonda delle proprie radici culturali.

Collocati nel cuore di un territorio straordinario e ricco di storia come quello dei Campi Flegrei, questi progetti mirano a:

  • Promuovere la cittadinanza attiva e l’inclusione, valorizzando i talenti di ciascuno attraverso metodologie innovative e cooperative.

  • Riscoprire il patrimonio immateriale, esplorando le tradizioni del passato (dai giochi antichi ai riti coreutici) e dialogando con il presente.

  • Trasformare l’apprendimento in un’esperienza viva, in cui il corpo, la regola, lo spazio, il gioco e la comunità diventano strumenti per comprendere e abitare il mondo con curiosità e consapevolezza.

Di seguito vengono raccontati i percorsi che hanno animato le nostre attività, trasformando la scuola in un laboratorio permanente di creatività, tradizione e futuro.

Antichi giochi

Ludus & Paidia: Giocare è una cosa seria

📍 Istituto Comprensivo 4° Pergolesi, Pozzuoli

Nel mese di giugno 2026, Aporema ETS ha svolto con gli alunni della scuola secondaria di primo grado il percorso laboratoriale “Antichi Giochi” (titolo del progetto: Ludus & Paidia: Giocare è una cosa seria, condotto dall’esperta Giovanna Erbetti).

Il corso, della durata complessiva di 30 ore divise in 15 incontri, ha coinvolto i partecipanti in un viaggio affascinante alla scoperta del gioco non come semplice passatempo, ma come fatto culturale originario e fondamentale dell’esperienza umana, così come ci insegna Johan Huizinga nel celebre testo Homo Ludens. Si è partiti, infatti, da una semplice domanda: che cos’è davvero il gioco? È un insieme di regole da seguire o uno spazio di libertà da esplorare? E cosa succede quando iniziamo a guardare il gioco non come un semplice passatempo, ma come una forma mentis del nostro stare al mondo? Come ci ricorda Johan Huizinga in Homo Ludens, il gioco è una cosa seria, nonché un fatto culturale originario: l’essere umano, oltre che homo sapiens, è prima di tutto homo ludens, un essere che gioca. Il gioco precede molte forme della cultura e le attraversa: nel diritto, nel rito, nell’arte, nella conoscenza. Giocare significa entrare in uno spazio altro, separato ma profondamente connesso alla realtà, in cui si sperimentano regole, relazioni, possibilità.

Il progetto ha proposto l’esperienza diretta del gioco nelle sue diverse forme ed evoluzioni: dai giochi più antichi a quelli dei nostri nonni o genitori, fino ai giochi contemporanei, i partecipanti hanno vissuto non solo un attraversamento cronologico, ma esplorato le diverse modalità con cui il gioco si manifesta e cambia nel tempo e con le culture. 

L’obiettivo finale non è stato semplicemente quello di aver giocato o costruito qualcosa, ma riconoscere che il gioco è una dimensione fondamentale dell’esperienza umana attraverso cui impariamo a comprendere e costruire il mondo. E proprio come ogni cosa seria, anche il gioco può essere pensato, progettato, trasformato.

Il laboratorio si è sviluppato attraverso un approccio attivo (learning by doing, cooperative learning e project-based learning), articolandosi in tre fasi principali:

  • In origine c’era… il gioco!

    I partecipanti hanno esplorato le origini del gioco attraverso i secoli: dai giochi tradizionali dei popoli mesopotamici e delle grandi civiltà (come gli Egizi), dell’antica Grecia e dell’antica Roma (caratterizzati da regole strutturate), passando per i ricordi dei nonni e dei genitori, fino ad arrivare ai giochi contemporanei, ibridi e digitali.

  • Ludus & Paidia: giocare è inventare

    I ragazzi hanno approfondito i concetti di Ludus (la regola, il vincolo) e Paidia (la libera improvvisazione), analizzando le categorie ludiche di Roger Caillois (Agon, Alea, Mimetismo, Ilinx). Lavorando in gruppo attraverso tecniche di design thinking e problem solving, gli studenti si sono trasformati da giocatori in veri e propri progettisti, ideando e autocostruendo prototipi di giochi con materiali semplici e di recupero.

  • La Fiera del Gioco

    Il momento conclusivo del percorso si è tenuto alla fine di giugno con l’allestimento della Fiera del Gioco: un evento finale aperto alle famiglie in cui i prototipi ideati e realizzati dai ragazzi sono stati presentati, testati e condivisi con le famiglie in un clima di festa e apprendimento reciproco.

Danza performativa

Le danze del mondo

📍 Istituto Comprensivo 4° Pergolesi, Pozzuoli

La danza non è solo un esercizio estetico, ma uno dei linguaggi primordiali dell’esistere, configurandosi come una narrazione vivente, capace di farsi portatrice di storie, tradizioni e movimenti artistici che definiscono l’identità di un popolo. In ogni società, il corpo che danza rispecchia la cultura del luogo, trasformandosi in un vero e proprio patrimonio socio-culturale immateriale. 

Il percorso laboratoriale “Le danze nel mondo”, della durata complessiva di 30 ore divise in 10 incontri, ha guidato i partecipanti in un affascinante viaggio tra storia locale e linguaggi universali. Il percorso ha unito un’attenta indagine antropologica sul movimento alla trasposizione coreografica del Mito della Sibilla, figura cardine e misteriosa dei Campi Flegrei, riappropriandosi della forza di una terra che continua a comunicare attraverso il respiro del sottosuolo.

Il laboratorio si è sviluppato attraverso metodologie attive (learning by doing, peer education, cooperative learning), articolandosi in tre momenti chiave:

  • Le radici del movimento:

    • Energia tellurica (tradizione mediterranea e africana): partendo dalla tammurriata campana e dalle danze rituali dell’Africa occidentale, i partecipanti hanno lavorato sul contatto dei piedi con la terra e sul ritmo ciclico, richiamando la natura vulcanica e vibrante del suono flegreo.

    • Il gesto codificato (L’Oriente e il Bharatanatyam): attraverso lo studio dei mudra (il linguaggio gestuale delle mani), gli studenti hanno scoperto come ogni movimento possa “scrivere” una parola o una profezia.

    • L’estasi e l’astrazione (Danza moderna e Butoh): sperimentando forme espressive come il Butoh giapponese, il gruppo ha esplorato il concetto di trance, metamorfosi e controllo del corpo.

  • La performance – il racconto del mito

    • Un percorso creativo focalizzato sulla figura della Sibilla: dalla conoscenza del mito alla suddivisione dei ruoli, fino alla creazione coreografica vera e propria.

    • La scrittura e la riflessione attraverso le “foglie sibilline”, dove i partecipanti hanno racchiuso desideri e parole destinate a prendere vita sulla scena.

  • Organizzazione e evento finale

    • Il laboratorio si è concluso con l’emozionante evento finale intitolato “Il respiro dell’antro”: una performance dal vivo in cui i ragazzi hanno restituito al pubblico il frutto di settimane di lavoro, unendo la ricerca corporea sui linguaggi del mondo alla narrazione suggestiva del mito flegreo. Un’esperienza di crescita collettiva che ha permesso di unire l’arte della danza alla riscoperta delle radici culturali del territorio.

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