2026 Progetto SIAE “Per chi crea”: La nostra scuola…suona!

Progetto SIAE “Per chi crea” La nostra scuola…suona! La Scuola Primaria dell’Istituto San Giuseppe di Pozzuoli dà il via ad un percorso artistico ed educativo intitolato “La nostra scuola… suona!”, un progetto di formazione e promozione culturale sostenuto da SIAE e Ministero della Cultura e svolto in collaborazione con Aporema ETS e Mus-e Napoli, pensato per coinvolgere le classi quarte della scuola primaria in un’esperienza unica tra musica, tecnologia e territorio. Un’iniziativa che, inserita nel particolare contesto dei Campi Flegrei, assume un profondo valore di resilienza emotiva: educare i bambini ad ascoltare la “voce della terra”, trasformando la paura del bradisismo in curiosità, creatività e consapevolezza. Il progetto, della durata complessiva di 100 ore (suddivise in quattro moduli da 25 ore ciascuno), è condotto grazie alla guida di artisti esperti del settore a cui sono affidati due laboratori: il sound designer Salvatore Cosentino e il musicista Vittorio Ricciardi. Ascoltare il mondo: paesaggi sonori della comunità Nel cuore del progetto, un ruolo centrale è affidato all’esplorazione e alla manipolazione del suono. Condotto da Salvatore Cosentino, il laboratorio cerca di ribaltare una narrazione comune: l’ascolto non è un atto passivo, ma una chiave di lettura attiva per scoprire e reinventare lo spazio che ci circonda. Siamo circondati da suoni da cui sarà impossibile isolarsi e, per educare i bambini a percepirli in modo nuovo, il percorso introdurrà il metodo del Deep Listening (Ascolto Profondo), una pratica fondata da Pauline Oliveros che spingerà a concentrarsi sui singoli dettagli sonori, svincolandoli dall’esperienza caotica quotidiana e collegandoli alla sfera emotiva e sensoriale. Attraverso un approccio dinamico e itinerante, le ore di laboratorio mescoleranno diverse attività stimolanti in cui, partendo da registrazioni e archivi sonori, i partecipanti si interrogheranno sull’origine dei rumori nei momenti dedicati a “detective del suono” e “disegna il suono”, cercando di immaginarne la fonte, riprodurli vocalmente o con il corpo e tradurli in segni visivi. Armati di microfoni, registratori digitali e cuffie, sentendosi un po’ come una troupe cinematografica, gli alunni esploreranno la scuola in orari e contesti differenti, muovendosi dalla palestra vuota a quella affollata durante la lezione, dai suoni della cucina fino alle voci concitate degli ingressi e delle uscite, confrontando le diverse sensazioni suscitate dagli ambienti e realizzando registrazioni anche nel perimetro esterno. Ispirandosi alle metodologie di mappatura critica come quelle del Collettivo OrangoTango, i bambini rielaboreranno le mappe di Pozzuoli e della scuola facendo in modo che gli spazi già noti alla vista vengano riscoperti attraverso le orecchie per dare vita a una SoundMap fisica e interattiva arricchita da icone, disegni e campionamenti audio. Infine, computer, tastiere, schede audio e software di editing permetteranno ai ragazzi di manipolare i suoni raccolti, imparando a condividere gli strumenti a turno e a valorizzare le specificità e le inclinazioni di ciascuno. Storie che suonano: la forma della musica tra onde e armonie Il laboratorio condotto da Vittorio Ricciardi guiderà invece gli alunni in un affascinante e suggestivo percorso nel mondo delle onde, il cui obiettivo sarà far comprendere ai ragazzi alcune caratteristiche delle onde sonore attraverso le quali si trasmette l’energia prodotta pizzicando la corda di un violino, percuotendo un tamburo o attraverso l’energia in movimento. Si capirà che le onde sismiche e quelle sonore sono molto simili poiché entrambe elastiche ma con specifiche differenze, e si partirà proprio dallo studio delle onde acustiche che si propagheranno attraverso l’aria e l’acqua consentendoci di comunicare e di godere della settima Arte, la Musica. Con alcuni idiofoni appositamente progettati, costituiti da barre di alluminio in cui la lunghezza regola la frequenza della nota prodotta, come insegnava Pitagora, si studierà l’onda sinusoidale dando contezza ai partecipanti della reale dimensione di un suono. Questo strumentino si rivelerà quasi magico perché, una volta colpito, manterrà un suono definito e prolungato nel tempo, dando la sensazione di uno strumento elettronico e permettendo di immaginare la sfera nucleo del suono, invisibile ma ben presente e localizzabile. Sarà un percorso suggestivo in cui l’udito e la vista si fonderanno: scopriremo che ogni nota musicale possiede un proprio colore e che il nostro orecchio e i nostri occhi reagiscono alle tensioni e alle armonie con la stessa meraviglia. Ascoltando un suono che si protrae nell’aria o osservando i riflessi della luce, i partecipanti impareranno a percepire le frequenze e i colori come parti di un unico grande linguaggio universale, dove l’arte e la scienza si incontrano per stimolare la creatività e la curiosità dei più piccoli.
2026 Progetti PN 2021 – 2027

Programma Nazionale “Scuola e competenze” 2021 – 2027 Nell’ambito della programmazione del PN 2021-2027 (Programma Nazionale “Scuola e Competenze”), Aporema ETS promuove percorsi formativi ed extracurricolari pensati per offrire agli studenti occasioni uniche di crescita, socializzazione e scoperta. I laboratori realizzati non rappresentano semplici momenti di attività pomeridiana o ricreativa, ma veri e propri spazi di ricerca esperienziale in cui il sapere si unisce al fare (learning by doing). Attraverso linguaggi universali come il gioco, il paper engineering e la danza, gli studenti sono stati guidati in un viaggio che unisce la dimensione ludica, manuale, corporea e antropologica alla valorizzazione profonda delle proprie radici culturali. Collocati nel cuore di un territorio straordinario e ricco di storia come quello dei Campi Flegrei, questi progetti mirano a: Promuovere la cittadinanza attiva e l’inclusione, valorizzando i talenti di ciascuno attraverso metodologie innovative e cooperative. Riscoprire il patrimonio immateriale, esplorando le tradizioni del passato (dai giochi antichi ai riti coreutici) e dialogando con il presente. Trasformare l’apprendimento in un’esperienza viva, in cui il corpo, la regola, lo spazio, il gioco e la comunità diventano strumenti per comprendere e abitare il mondo con curiosità e consapevolezza. Di seguito vengono raccontati i percorsi che hanno animato le nostre attività, trasformando la scuola in un laboratorio permanente di creatività, tradizione e futuro. Antichi giochi Ludus & Paidia: Giocare è una cosa seria 📍 Istituto Comprensivo 4° Pergolesi, Pozzuoli Nel mese di giugno 2026, Aporema ETS ha svolto con gli alunni della scuola secondaria di primo grado il percorso laboratoriale “Antichi Giochi” (titolo del progetto: Ludus & Paidia: Giocare è una cosa seria, condotto dall’esperta Giovanna Erbetti). Il corso, della durata complessiva di 30 ore divise in 15 incontri, ha coinvolto i partecipanti in un viaggio affascinante alla scoperta del gioco non come semplice passatempo, ma come fatto culturale originario e fondamentale dell’esperienza umana, così come ci insegna Johan Huizinga nel celebre testo Homo Ludens. Si è partiti, infatti, da una semplice domanda: che cos’è davvero il gioco? È un insieme di regole da seguire o uno spazio di libertà da esplorare? E cosa succede quando iniziamo a guardare il gioco non come un semplice passatempo, ma come una forma mentis del nostro stare al mondo? Come ci ricorda Johan Huizinga in Homo Ludens, il gioco è una cosa seria, nonché un fatto culturale originario: l’essere umano, oltre che homo sapiens, è prima di tutto homo ludens, un essere che gioca. Il gioco precede molte forme della cultura e le attraversa: nel diritto, nel rito, nell’arte, nella conoscenza. Giocare significa entrare in uno spazio altro, separato ma profondamente connesso alla realtà, in cui si sperimentano regole, relazioni, possibilità. Il progetto ha proposto l’esperienza diretta del gioco nelle sue diverse forme ed evoluzioni: dai giochi più antichi a quelli dei nostri nonni o genitori, fino ai giochi contemporanei, i partecipanti hanno vissuto non solo un attraversamento cronologico, ma esplorato le diverse modalità con cui il gioco si manifesta e cambia nel tempo e con le culture. L’obiettivo finale non è stato semplicemente quello di aver giocato o costruito qualcosa, ma riconoscere che il gioco è una dimensione fondamentale dell’esperienza umana attraverso cui impariamo a comprendere e costruire il mondo. E proprio come ogni cosa seria, anche il gioco può essere pensato, progettato, trasformato. Il laboratorio si è sviluppato attraverso un approccio attivo (learning by doing, cooperative learning e project-based learning), articolandosi in tre fasi principali: In origine c’era… il gioco! I partecipanti hanno esplorato le origini del gioco attraverso i secoli: dai giochi tradizionali dei popoli mesopotamici e delle grandi civiltà (come gli Egizi), dell’antica Grecia e dell’antica Roma (caratterizzati da regole strutturate), passando per i ricordi dei nonni e dei genitori, fino ad arrivare ai giochi contemporanei, ibridi e digitali. Ludus & Paidia: giocare è inventare I ragazzi hanno approfondito i concetti di Ludus (la regola, il vincolo) e Paidia (la libera improvvisazione), analizzando le categorie ludiche di Roger Caillois (Agon, Alea, Mimetismo, Ilinx). Lavorando in gruppo attraverso tecniche di design thinking e problem solving, gli studenti si sono trasformati da giocatori in veri e propri progettisti, ideando e autocostruendo prototipi di giochi con materiali semplici e di recupero. La Fiera del Gioco Il momento conclusivo del percorso si è tenuto alla fine di giugno con l’allestimento della Fiera del Gioco: un evento finale aperto alle famiglie in cui i prototipi ideati e realizzati dai ragazzi sono stati presentati, testati e condivisi con le famiglie in un clima di festa e apprendimento reciproco. Danza performativa Le danze del mondo 📍 Istituto Comprensivo 4° Pergolesi, Pozzuoli La danza non è solo un esercizio estetico, ma uno dei linguaggi primordiali dell’esistere, configurandosi come una narrazione vivente, capace di farsi portatrice di storie, tradizioni e movimenti artistici che definiscono l’identità di un popolo. In ogni società, il corpo che danza rispecchia la cultura del luogo, trasformandosi in un vero e proprio patrimonio socio-culturale immateriale. Il percorso laboratoriale “Le danze nel mondo”, della durata complessiva di 30 ore divise in 10 incontri, ha guidato i partecipanti in un affascinante viaggio tra storia locale e linguaggi universali. Il percorso ha unito un’attenta indagine antropologica sul movimento alla trasposizione coreografica del Mito della Sibilla, figura cardine e misteriosa dei Campi Flegrei, riappropriandosi della forza di una terra che continua a comunicare attraverso il respiro del sottosuolo. Il laboratorio si è sviluppato attraverso metodologie attive (learning by doing, peer education, cooperative learning), articolandosi in tre momenti chiave: Le radici del movimento: Energia tellurica (tradizione mediterranea e africana): partendo dalla tammurriata campana e dalle danze rituali dell’Africa occidentale, i partecipanti hanno lavorato sul contatto dei piedi con la terra e sul ritmo ciclico, richiamando la natura vulcanica e vibrante del suono flegreo. Il gesto codificato (L’Oriente e il Bharatanatyam): attraverso lo studio dei mudra (il linguaggio gestuale delle mani), gli studenti hanno scoperto come ogni movimento possa “scrivere” una parola o una profezia. L’estasi e l’astrazione (Danza moderna e Butoh): sperimentando forme espressive come il Butoh giapponese, il gruppo ha esplorato il concetto di trance, metamorfosi e controllo del corpo.
PCTO 2025 – I linguaggi del contemporaneo

PCTO 2025 – I LINGUAGGI DEL CONTEMPORANEO Liceo Lucio Anneo Seneca di Bacoli L’arte contemporanea è spesso percepita come un territorio complesso, distante, a volte persino provocatorio o di difficile decodificazione. Partendo da questo interrogativo di fondo, le classi quarte del Liceo Lucio Anneo Seneca di Bacoli hanno intrapreso un intenso percorso di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) intitolato “I linguaggi del contemporaneo”, strutturato per ribaltare la prospettiva tradizionale sull’arte contemporanea e renderla più accessibile al pubblico. Il cammino laboratoriale ha preso il via da una riflessione condivisa e interattiva: cosa significhi oggi definire l’arte, quali emozioni susciti il disorientamento di fronte a un’opera spiazzante (da Duchamp a Banksy, passando per Marina Abramović e Olafur Eliasson) e come siano mutati i linguaggi e i materiali rispetto al passato. Liberata dai vincoli dei canoni classici e della gerarchia tra “medie” e materiali tradizionali, l’arte contemporanea si è rivelata ai ragazzi non come un oggetto da contemplare passivamente in un santuario laico, bensì come un’esperienza generativa, un concetto in evoluzione e uno spazio di relazione. Per toccare con mano questa trasformazione, gli studenti sono stati guidati alla scoperta dei luoghi del contemporaneo a Napoli, esplorando musei (come il Museo Madre), gallerie d’arte (come la galleria Alfonso Artiaco) e le celebri Stazioni dell’Arte della metropolitana. Questa immersione urbana ha permesso di comprendere concretamente il concetto di site-specific art e di come l’arte contemporanea esca dai confini tradizionali per dialogare direttamente con il tessuto cittadino e con la vita quotidiana. Da studenti a mediatori culturali del patrimonio artistico contemporaneo La fase centrale e più dinamica del progetto si è concretizzata in un vero e proprio hackathon creativo. Divisi in gruppi, gli studenti si sono confrontati con una sfida fondamentale: individuare le barriere che ostacolano la comprensione, la valorizzazione e la fruizione dell’arte contemporanea da parte del grande pubblico, ideando soluzioni innovative di mediazione culturale. L’ingegno e la creatività dei partecipanti hanno dato vita a quattro progetti originali e di alto profilo: 1. Un’escape room digitale e interattiva, basata su una mappa di Napoli contemporanea in cui risolvere sfide, indovinelli ed enigmi per proseguire nel percorso;2. Una e-magazine d’arte contemporanea, redatto e curato dai ragazzi per raccontare i linguaggi del presente con un taglio fresco, critico e accessibile;3. Un gioco da tavolo tematico, progettato per trasformare lo studio e la comprensione dei movimenti, dei concetti e delle dinamiche dell’arte contemporanea in un’esperienza ludica e collettiva;4. Una mostra virtuale interattiva, in cui la curatela e l’allestimento virtuale permettono al visitatore di interagire direttamente con le opere e i concetti affrontati durante il percorso. Il percorso PCTO si è così concluso non solo con una maggiore consapevolezza teorica dei codici del contemporaneo, ma soprattutto con la dimostrazione che l’arte contemporanea non è un linguaggio per pochi. Attraverso lo studio, l’immersione nel territorio e la progettualità digitale e creativa, gli studenti del Liceo Seneca si sono posti come veri e propri ponti culturali, capaci di restituire all’arte la sua funzione originaria: far riflettere, interrogare la realtà e coinvolgere attivamente la collettività.
Immaginazione frammentata

Immaginazione frammentata Museo Archeologico dei Campi Flegrei Cosa si nasconde dietro un frammento? Questo laboratorio invita i partecipanti a guardare i reperti frammentati conservati tra le teche del museo non come rifiuti storici, ma come punti di partenza per una nuova genesi visiva e narrativa. Esploreranno le sale nei panni di “giovani archeologi” alla ricerca di indizi, fotograferanno reperti e immagineranno storie fantastiche sulla loro provenienza, sul loro possessore o sul viaggio che li ha portato fino a noi. Il frammento cessa così di essere una fine e diventa un inizio. Destinatari 8+ anni Durata 3 ore Strumenti Kit di indagine ed elaborazione grafica: libricino A5 individuale e strumenti grafici (pastelli/pennarelli), smartphone o macchinette fotografiche digitali, mini-stampanti, rullini fotografici adesivi, forbici, colla. Esiti attesi Sviluppo di osservazione, metodo e comprensione dell’archeologo, stimolo all’immaginazione e alla scrittura creativa, produzione di un elaborato individuale da portare con sè al termine dell’attività. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Prenota
Sentieri poetici

Sentieri poetici Laghi Flegrei | Terme di Baia | Parco Archeologico di Cuma Il laboratorio invita i partecipanti a vivere una passeggiata poetica con letture d’autore (come Virgilio, Orazio, Dante Alighieri, Francesco Petrarca) e testi tematici letterari o mitologici tra i siti archeologici e i percorsi naturalistici del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, culminando con un’attività di scrittura creativa (adoperando le tecniche del cut-up e collage) partendo dalla rielaborazione dei testi letti. I partecipanti diventeranno autori di un libro poetico collettivo e rievocativo dell’esperienza vissuta. Destinatari 11+ anni L’attività può essere adattata a diverse fasce d’età. Durata 3 ore Strumenti Kit sensoriale e di elaborazione grafica: suoni/odori/materiali tattili del passato, riproduzioni di oggetti antichi, libricini A6 individuali e materiali grafici (pastelli/pennarelli). Esiti attesi Reinterpretare il patrimonio letterario classico direttamente nei luoghi d’ispirazione. Sviluppare la scrittura espressiva liberando la propria voce poetica. Co-creare un’opera collettiva cartacea che racchiuda la memoria dell’esperienza. Creare comunità attraverso il mito, trasformando i partecipanti in narratori attivi del territorio. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota
In-fedeli ritratti

In-fedeli ritratti Castello di Baia | Museo Archeologico Nazionale di Napoli Gli antichi utilizzavano ampiamente il ritratto, cioè la riproduzione delle altrui fattezze individuali: i greci puntavano all’idealizzazione, i romani al realismo dei tratti. E oggi, come ritraiamo noi stessi e gli altri? Cosa cambia, ad esempio, con l’introduzione della fotografia e i moderni strumenti digitali? Esplorando le sezioni della ritrattistica greco-romana dei musei archeologici, i partecipanti collegano i busti classici a domande e riflessioni personali, stimolando un dialogo critico collettivo. L’attività si sposta poi in laboratorio, dove le coppie si intervistano per realizzare reciproci ritratti “in-fedeli”: ogni risposta modifica un tratto del disegno che raffigura l’altro, ricalcando l’interiorità anziché il fedele aspetto estetico. Un modo per stimolare l’ascolto, connettersi con la storia e guardare chi ci sta di fronte con occhi del tutto nuovi. Destinatari 8+ anni Durata 3 ore Strumenti Kit di indagine ed elaborazione grafica: libricino A5 individuale e strumenti grafici (matite/pastelli/pennarelli). Esiti attesi Interpretazione critica delle fonti visive, empatia e ascolto attivo. Rielaborazione dei reperti del passato per legarli alla contemporaneità. Utilizzo della tecnica del disegno caricaturale per conoscere l’altro. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Prenota
Tinture d’ozio: la natura si fa colore

Tinture d’ozio: la natura si fa colore Terme di Baia Per gli antichi romani, il tempo libero aveva un enorme valore, poiché stimolava la produttività e la creatività. Oggi, nella società dell’iper-produttività, che valore diamo all’ozio? Il laboratorio, pensato principalmente per essere svolto nel Parco Archeologico delle Terme di Baia, esplora il concetto romano di ozio messo a confronto con quello contemporaneo, invitando i partecipanti a rilassarsi e produrre tra narrazioni e resti dell’antichità. Le Terme, luogo prediletto dell’ozio romano, diventano così uno scenario ideale per la creazione di elaborati creativi fatti con colori naturali realizzati dai partecipanti stessi e ispirati all’ambiente storico e naturale del sito. Destinatari 4+ anni. L’attività può essere adattata a diverse fasce d’età variando materiali e strumenti. Durata 3 ore Strumenti Materiali naturali per la realizzazione dei pigmenti; colini/frullatori/mortaio e pestello e contenitori; acqua, pennelli e supporti per la creazione dell’elaborato artistico. Esiti attesi Connessione tra storia, arte e natura; sperimentazione tecnica e riflessione personale sul benessere consapevole. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota
Viaggio con i sensi

Viaggio con i sensi Terme di Baia | Macellum di Pozzuoli | Anfiteatro Flavio | Castello di Baia Il visitatore è accompagnato in un percorso multisensoriale che lo immerge in uno spazio-tempo altro: nell’epoca romana, al tempo del mercato o della vita quotidiana in cui avvenivano scambi tra i vari popoli del Mediterraneo. Durante il percorso, che può variare nei materiali proposti a seconda del sito in cui viene svolto, il viaggiatore è coinvolto da solo o in gruppo in attività di immaginazione e scoperta attiva del luogo attraverso l’ascolto, l’olfatto, il tatto e l’osservazione. Il laboratorio si conclude con un lavoro grafico individuale che è la rielaborazione creativa di ciò che si è immaginato durante la visita. Destinatari 7+ anni Durata 3 ore Strumenti Kit sensoriale e di elaborazione grafica: suoni/odori/materiali tattili del passato, riproduzioni di oggetti antichi, spezie aromatiche, tessuti, libricini A6 individuali e materiali grafici (pastelli/pennarelli). Esiti attesi Immersione e comprensione empatica della vita quotidiana antica per apprendere attraverso il fare diretto; fissazione dei contenuti tramite esperienza attiva e creativa. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota
2025 – Panorama Pozzuoli

ITALICS PANORAMA POZZUOLI una mostra diffusa a cura di Chiara Parisi 10 – 14 settembre 2025 La città di Pozzuoli, con la sua straordinaria stratificazione storica e potenza mitologica, dal 10 al 14 settembre 2025 è diventata teatro della quinta edizione di Panorama, una grande mostra diffusa di arte contemporanea curata da Chiara Parisi, direttrice del Centre Pompidou-Metz, e promossa da ITALICS, consorzio di gallerie italiane e straniere basate in Italia (di arte antica, moderna e contemporanea) che dal 2021, con cadenza annuale, racconta l’Italia attraverso un intreccio virtuoso tra arte, architettura, patrimonio, paesaggio e comunità locali. Si tratta della quinta edizione del progetto, già realizzato in località come Procida, Monopoli, L’Aquila e il Monferrato. Fin dal suo esordio, Panorama mira a mettere in relazione l’arte e l’architettura – antica e contemporanea – con il territorio e le comunità che la ospitano, creando un dialogo creativo tra le opere e il contesto locale. Un territorio unico in Italia, quello dei Campi Flegrei, una vasta area vulcanica modellata da eruzioni millenarie che presenta un paesaggio mutevole, plasmato dalla potenza geologica della cosiddetta Caldera del Tufo Giallo Napoletano. Abitata fin dall’antichità, la zona accolse dapprima i Greci Eubei, poi, attratti dal paesaggio e dalle acque termali, fu il tempo dei Romani che qui lasciarono porti, terme e luoghi pubblici ancora oggi visibili. Ma è il legame con il mito a rendere i Campi Flegrei particolarmente affascinanti. In questa terra gli dèi dell’Olimpo sconfissero i Giganti, imprigionandoli sotto la crosta infuocata. Il lago d’Averno era l’ingresso al regno degli Inferi; la Solfatara, la fucina del dio Efesto; e Dedalo, in fuga da Creta, vi avrebbe costruito il tempio di Apollo, dimora della Sibilla Cumana, che ispirata dal dio, pronunciava le sue profezie. In questo contesto straordinario, affacciata sul Mar Tirreno e con lo sguardo rivolto alle isole di Ischia, Procida e Vivara, si svela Pozzuoli: una gemma nascosta nel Golfo di Napoli. A dominarla è il Rione Terra, promontorio e fulcro identitario della città, sotto il quale si cela uno dei percorsi archeologici più suggestivi del Mediterraneo. Un quartiere che, disabitato dagli anni Settanta, è oggi reso nuovamente accessibile e visitabile grazie a un ambizioso intervento di restauro. Pozzuoli affascina con la potenza del suo Anfiteatro Flavio, tra i più grandi dell’antichità, e con i resti enigmatici del Tempio di Serapide. A rendere unico il suo territorio contribuiscono anche i fenomeni naturali della Solfatara, con fumarole e pozze di fango ribollente, e il leggendario Lago d’Averno, specchio di leggende e soglia dell’oltremondo, e la storica Darsena, vivace porto cittadino. Intorno a Pozzuoli, l’eco del mito risuona ancora tra le rovine di Cuma, la prima colonia greca d’Occidente, e le meraviglie sommerse di Baia, l’antica città dei piaceri imperiali. Un territorio che da millenni intreccia natura, storia e leggenda, incandescente come la terra che lo plasma. L’opera di Wilfredo Prieto (Futuro incietro / Uncertain Future, 2011). Courtesy Galleria Massimo Minini. Il fil rouge di Panorama Pozzuoli è il tema della divinizzazione, un concetto che attraversa epoche e sensibilità e che a Pozzuoli trova una risonanza profondamente naturale. Qui, dove il mito si intreccia con la storia e la natura si manifesta in forme spettacolari e potenti, l’idea del divino abita ogni pietra, ogni veduta, ogni rovina antica. Dai culti del passato ai racconti di eroi e semidei che popolano le tradizioni locali, fino alle interpretazioni più contemporanee della trascendenza, Pozzuoli si offre come scenario ideale per esplorare come l’arte possa intrecciare – e interrogare – la memoria, l’archetipo, l’assoluto. Un luogo dove la dimensione spirituale si fa esperienza visiva, urbana e collettiva. “A Pozzuoli si può parlare con gli dei. Divinizzazione non è solo un tema, – spiega la curatrice Chiara Parisi – è una domanda che percorre tutta la storia di questo territorio: cosa succede quando l’umano si misura con il sacro, con il potere, con la morte? A partire dalla figura dell’imperatore divinizzato fino alle apparizioni popolari, il tema attraversa tanto la storia antica quanto l’immaginario contemporaneo. E oggi, nell’era del culto dell’immagine, chi divinizziamo? E perché?” La mostra si è sviluppata lungo un cammino che attraversa la città, incontrando chiese, gallerie sotterranee, terrazze panoramiche, vestigia e paesaggi vulcanici: un itinerario tra luoghi simbolo di stratificazioni storiche e divine, pensato come una promenade. Un luogo che sembra essere disegnato per accogliere l’unicità che ITALICS sa esprimere attraverso la passione dei propri galleristi. I luoghi e le tappe della mostra Interventi spettacolari, commissionati e pensati appositamente per questa edizione o addirittura realizzati in situ, nati dall’ispirazione e dall’energia unica del territorio: Panorama Pozzuoli propone nuove produzioni messe in dialogo con capolavori di arte antica per dare forza e profondità a un percorso segnato da presenze quasi divine, con cui confrontarsi. Ad affiancare le esposizioni delle opere in mostra, eventi musicali, talk con curatori ed artisti, il coinvolgimento di scuole, associazioni e realtà del territorio attente all’inclusione e al reinserimento sociale per speciali attività di mediazione e avvicinamento del pubblico. Non sono mancati momenti di approfondimento e confronto, come un dibattito sui vulcani, metafora naturale e culturale del territorio flegreo. Le opere di Maurizio Cattelan (Senza Titolo, 2003), Ugo Rondinone (The First, 2025), Lawrence Weiner (Artifice Enough, 2008), Elmgreen and Dragset (60 Minutes, 2024), Anish Kapoor (Random Triangle Mirror, 2012). La mediazione culturale a cura di Aporema Ad arricchire l’esperienza di Panorama Pozzuoli 2025 vi è uno strutturato progetto di mediazione culturale, pensato per facilitare l’incontro tra il pubblico e le opere in mostra. L’azione di mediazione è curata da Aporema, organizzazione no profit specializzata nell’educazione al patrimonio culturale e nei linguaggi dell’arte. Questo progetto ha coinvolto attivamente i giovani del territorio, in particolare studenti delle scuole locali, chiamati a diventare mediatori ed “ambasciatori” della mostra per i visitatori. Dal punto di vista organizzativo, il team di mediazione culturale è stato articolato su tre livelli principali: Coordinamento centrale (team Aporem): supervisione generale del servizio, del coordinamento operativo e della gestione logistica e formativa dei mediatori. Questo nucleo centrale ha pianificato i turni di
2026 – Pagine Libere: un Viaggio tra Libri e Cultura

Pagine Libere: Un viaggio tra Libri e Cultura Rassegna “La Pagina che Abita i Luoghi” Da luglio a dicembre 2026, la Biblioteca civica «R. Artigliere» del Comune di Pozzuoli si trasforma in una soglia. Per sei mesi smette di essere un perimetro che custodisce libri e diventa il punto in cui i libri escono dalle proprie pagine per incontrare il territorio, e in cui il territorio rientra in biblioteca portando con sé voci, gesti, riti e comunità. È questa la cifra di «La pagina che abita i luoghi», la rassegna culturale che dà corpo, sul piano operativo, al progetto «Pagine Libere: un viaggio tra libri e cultura», vincitore del bando Cepell «Città che legge 2024» e realizzato dal Comune di Pozzuoli con i sottoscrittori del Patto per la Lettura locale, attuato per il periodo luglio dicembre 2026 da Aporema ETS. Una serie di letture ad alta voce — la Voce del progetto — e di laboratori didattici — le Mani — compone un percorso che mette in dialogo le diverse forme della parola: scritta, letta, agita, condivisa. Gli autori invitati e i progetti accolti — dall’arte come riscatto sociale dei piccoli comuni, al patrimonio archeologico flegreo, dal rito di San Gennaro alla «Biblioteca dei bambini» — disegnano insieme una cartografia dell’intangibile: di ciò che non si vede ma fonda l’esperienza di una comunità. Un appuntamento speciale, a novembre, coinvolgerà tutti gli istituti comprensivi di Pozzuoli sul tema dell’inclusione e dell’accessibilità in biblioteca: perché un libro abita un luogo solo se quel luogo, a sua volta, accoglie ogni lettore — compreso chi alla biblioteca arriva attraverso un canale diverso da quello consueto. Tutti gli eventi sono a ingresso libero. Il calendario degli appuntamenti sarà aggiornato di seguito. 15 LUGLIO 2026 Presentazione dell’e-magazine «INTANGIBILE» La rassegna «La pagina che abita i luoghi» si apre con la presentazione di INTANGIBILE, rivista-progetto curata da Maria Cristina Comite e Marco Izzolino de L’Arsenale di Napoli insieme a Bruno Crimaldi, direttore di Alòs Edizioni, alla biblioteca «R. Artigliere» del Comune di Pozzuoli. Una riflessione su ciò che resta del patrimonio culturale anche quando non si vede: la memoria, l’immagine, il gesto, la parola. La rivista, giunta al suo 18° numero, si è consolidata come punto di riferimento culturale regionale che indaga le tracce visibili e immateriali del territorio campano, sottraendo all’oblio le memorie di comunità e tradizioni orali per trasformarle in una narrazione collettiva viva. All’incontro sono intervenute importanti figure istituzionali, nonché i responsabili del progetto “Pagine Libere”, gli ideatori e i curatori della rivista ed esperti del patrimonio culturale del territorio: – Carla Lardone, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Pozzuoli; – Maria Cristina Comite, presidente de L’Arsenale di Napoli Soc.coop.ETS;– Marco Izzolino, storico dell’arte contemporanea e curatore d’arte indipendente;– L’Arsenale di Napoli, società cooperativa ETS;– Bruno Crimaldi, responsabile editoriale della casa editrice Alòs;– Antonio Manzoni, presidente di Aporema ETS;– Roberta Errico, RUP del progetto “Pagine Libere”;– Comune di Pozzuoli. 29 SETTEMBRE 2026 La Soglia dei Luoghi: memoria, resilienza e nuove letture del territorio In occasione del cinquecentottesimo anniversario della nascita del cono vulcanico di Monte Nuovo (29 settembre 1538), si è svolto il secondo appuntamento della rassegna “La pagina che abita i luoghi” curata da Aporema ETS nell’ambito del progetto Pagine Libere”, promosso dal Comune di Pozzuoli e finanziato dal Centro per il Libro e la Lettura (Cepell) del Ministero della Cultura tramite il bando “Città che legge 2024”. La Soglia dei Luoghi è un incontro nato da una ferita e trasformatosi in un’occasione straordinaria di rinascita e resilienza collettiva. A seguito della forte scossa del 31 luglio 2026 e delle conseguenti chiusure e verifiche che hanno reso temporaneamente inagibile la Biblioteca civica “R. Artigliere”, così come altri luoghi pubblici e privati, i luoghi della vita quotidiana sono tornati a essere fonte di incertezza e precarietà. Aporema ETS ha scelto di trasformare questo timore in una lettura condivisa del territorio che partisse dai ricordi e dalle memorie di chi abita i Campi Flegrei, portandola direttamente tra i sentieri dell’Oasi Naturalistica di Monte Nuovo. Questo incontro ha chiesto alla comunità che cosa ricorda, conosce e custodisce del luogo in cui vive. Riconoscersi nelle storie del proprio territorio è infatti una forma concreta di resilienza: è ciò che permette di continuare ad abitarlo con consapevolezza e senso di appartenenza. Per un progetto dedicato alla lettura, significa estendere il gesto del leggere dalla pagina al territorio. La giornata ha preso il via con le suggestioni e le parole dell’architetta Maria Caputi, co-fondatrice de La Terra dei Miti, che ha guidato il pubblico in un percorso di lettura tematica e di riscoperta del paesaggio flegreo anche attraverso la sua App “Campi Flegrei in Tour”. L’evento si è poi evoluto in un momento di profondo dialogo aperto, in cui i partecipanti hanno condiviso riflessioni e vissuti personali legati al bradisismo, alla paura e alla resilienza di abitare una terra che respira e muta continuamente. Il cuore pulsante dell’incontro è stato il laboratorio partecipativo, in cui i presenti sono stati invitati a depositare sulle bacheche cartacee frammenti di ricordi di vita vissuta portati da casa (fotografie, cartoline, piccoli oggetti personali) e a commentare in forma anonima i ricordi degli altri, per poi raccogliersi in cerchio, svelare le storie segrete dietro ogni oggetto personale e riflettere sul significato profondo di vivere in un territorio geologicamente fragile ma tenuto in piedi dalla memoria di chi lo racconta. Gli elaborati e le didascalie raccolti durante il laboratorio sono stati custoditi in un libro della memoria che ha trovato dimora permanente nella teca di Book Crossing posta all’ingresso di Monte Nuovo, accanto ai volumi della Biblioteca civica. Un segno tangibile e duraturo che dimostra come un territorio non sopravviva solo grazie alle sue pietre, ma soprattutto attraverso le storie, le voci e il coraggio di chi lo vive ogni giorno.
Progetto E.N.E.R.G.Y. 2024-2026

Progetto E.N.E.R.G.Y. Enhancing Nurturing and Education Rights Globally Il progetto E.N.E.R.G.Y. – Enhancing Nurturing and Education Rights Globally, è un progetto di respiro nazionale finanziato da The Human Safety Net, Fondazione di Generali, e realizzato da Istituto comprensivo 83° Porchiano Bordiga di Ponticelli, Re Mida Napoli ed Aporema ETS insieme a Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi, con l’obiettivo di rafforzare i diritti all’educazione. La sfida, che riguarda le città di Napoli e Palermo, si pone l’obiettivo di prevenire l’abbandono scolastico mettendo in campo esperienze di educazione di qualità iniziando dalla prima infanzia. E.N.E.R.G.Y, che sarà attivo fino a dicembre 2026, si rivolge ai bambini da 0 a 6 anni e alle loro famiglie, coinvolti in laboratori e percorsi partecipativi volti al rafforzamento delle competenze, delle relazioni e della genitorialità con la possibilità di vivere esperienze educative e creative. Il progetto, che si concentra su specifici territori della zona orientale di Napoli, intende creare spazi e tempi per rafforzare la coesione sociale e il benessere della comunità anche grazie ad attività di insegnanti, educatori, esperti di linguaggi espressivi e ricercatori per focalizzare l’attenzione su metodologie di un apprendimento che sia continuo e trasversale. Dal 2025 al 2026, prendono il via numerosi incontri gratuiti dedicati a bambini e genitori su tematiche che spaziano dal mondo digitale a quello della natura, dalla grafica alle abilità psicomotorie e narrative e tante altre ancora. Inoltre, momenti rivolti soltanto ai genitori con laboratori su espressività, pensiero creativo, pensiero critico e uso dei media e dei social media. Per rispondere ai bisogni educativi nei territori a maggiore fragilità, il progetto propone soluzioni integrate che mettono al centro la relazione e la comunità, tra cui: – Percorsi formativi: incontri per genitori e attività condivise con i bambini, per rafforzare la relazione educativa e stimolare creatività, lettura, abilità psicomotorie e riflessioni sul digitale; – Giornate aperte: momenti educativi in spazi scolastici e culturali (come Re Mida Napoli), pensati per promuovere la partecipazione delle famiglie e il senso di comunità; – Formazione e scambio tra educatori: laboratori e incontri peer-to-peer per sostenere la crescita professionale e costruire una rete educativa territoriale più forte. Attraverso azioni concrete e inclusive, pensate per coinvolgere attivamente bambini, genitori, caregiver e professionisti dell’educazione, il progetto mira a rafforzare le competenze educative e relazionali, sperimentando approcci innovativi basati su materiali non strutturati, linguaggi espressivi e metodologie partecipative. A Napoli, il progetto coinvolge l’Istituto Comprensivo 83° “Porchiano Bordiga”di Ponticelli, insieme alle associazioni Re Mida Napoli e Aporema. Le attività sono iniziate il 12 aprile 2025 con una giornata aperta presso la scuola, pensata come momento di festa e presentazione del progetto, con laboratori dedicati a bambini e genitori. Da maggio 2025 a giugno 2026 sono in programma ulteriori giornate aperte presso Re Mida Napoli, con l’obiettivo di rafforzare la partecipazione delle famiglie e costruire legami educativi duraturi. Parallelamente prenderanno avvio i percorsi formativiper genitori e caregiver e un ciclo di incontri congiunti genitori-bambini, pensati per stimolare il dialogo educativo attraverso esperienze condivise. Il progetto ha previsto anche l’attivazione dello sportello “Info-Infanzia”gestito da Emergency, presente da circa 10 anni nel quartiere con il proprio ambulatorio che offre assistenza sanitaria gratuita e orientamento socio-sanitario. Lo spazio, pensato come spazio di ascolto e supporto concreto alle famiglie per ricevere informazioni su servizi socio-sanitari ed educativi disponibili sul territorio, è ospitato gratuitamente all’interno della scuola dell’infanzia Porchiano-Bordiga di Ponticelli, con una programmazione settimanale tematica e il coinvolgimento di professionisti del settore. Lo sportello è attivo ogni martedì dalle 9:00 alle 12:00 fino a giugno 2026. L’open day del progetto E.N.E.R.G.Y. a Napoli nel quartiere Ponticelli (12 aprile 2026) I cicli di incontri congiunti genitori – bambini del prolungamento scolastico alla scuola dell’infanzia Porchiano – Bordiga di Ponticelli (dal tema “Esploriamo la carta, la plastica e il metallo attraverso la natura, il digitale e la narrazione”) Le giornate tematiche aperte a bambini e famiglie Le uscite didattiche e le visite culturali sul territorio Lo sportello Info-Infanzia alla Scuola Porchiano-Bordiga di Ponticelli Il team del progetto E.N.E.R.G.Y. a Napoli
Aporema e Panorama Pozzuoli 2025

In occasione dell’evento Panorama Pozzuoli 2025, Aporema onlus ne ha arricchito l’esperienza strutturando un progetto di mediazione culturale, pensato per facilitare l’incontro tra il pubblico e le opere in mostra. Questa azione coinvolge attivamente i giovani del territorio, in particolare studenti delle scuole locali, chiamati a diventare mediatori ed “ambasciatori” della mostra per i visitatori. Il progetto formativo è stato destinato agli studenti del Liceo Virgilio e del Liceo Artistico “Majorana”, entrambi di Pozzuoli. Gli studenti, guidati da operatori e tirocinanti di Aporema, laureati in Didattica e Mediazione Culturale del Patrimonio Artistico presso l’Accademia di Belle Arti, sono stati coinvolti in attività di narrazione e mediazione, contribuendo attivamente alla valorizzazione del patrimonio locale e alla promozione dell’evento. La formazione si conclude con un compito reale: nei giorni di apertura al pubblico dell’evento, gli studenti sono impegnati in prima persona nell’accoglienza, nella presentazione delle opere nei diversi siti coinvolti, mettendo così in pratica quanto appreso. I percorsi narrativi, così come le attività di mediazione e promozione, hanno come filo conduttore il tema della Divinazione, scelto dalla curatrice Chiara Parisi per questa edizione di Panorama. Il tema si intreccia in modo naturale con il contesto flegreo, ricco di riferimenti mitologici e simbolici, ed offre ai partecipanti l’occasione di rileggere il territorio attraverso uno sguardo contemporaneo.
Castello di Baia – Ritratti infedeli

Attività di gioco-riflessione on the road nella sala degli antichi busti. Cosa significa osservare e conoscere davvero l’altro? Il suo modo d’essere può condizionare il modo in cui lo vedo e lo rappresento? I partecipanti si ritraggono in coppia a vicenda su un kit personale fornito dagli esperti, ponendosi a turno domande conoscitive per orientarsi nella conoscenza dell’altro e realizzarne un RITRATTO CARICATURALE, in cui i tratti estetici vengono storpiati, ridimensionati, immaginati, enfatizzati in base alle risposte che si ottengono. Lo scopo è osservarsi e ascoltarsi, concentrandosi sulle risposte dell’altro affinché si produca un ritratto IN-FEDELE: più lontano dalle fattezze reali di chi viene ritratto ma più vicino al suo modo d’essere. Gli operatori di Aporema Aporema o.n.l.u.s. si avvale di operatori Laureati in Didattica e mediazione culturale del patrimonio con una preparazione universitaria specialistica rispetto all’incarico affidato. I laureati in Didattica e mediazione culturale del patrimonio possono svolgere con competenza attività professionali in ambiti pubblici e privati come specialisti in grado di operare con flessibilità e autonomia nei diversi settori del patrimonio culturale e della didattica. Tempi circa 2 ore Contributo € 10,00 a studente Prenotazione obbligatoria telefonando al numero +39 351 512 5681 dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle 13,00 o scrivendo a didattica@aporema.it È previsto un biglietto omaggio per l’insegnante accompagnatore ogni 15 allievi paganti, con un max. di 2 accompagnatori gratuiti per ogni classe oltre agli eventuali insegnanti di sostegno. È previsto un ingresso gratuito per l’accompagnatore di sostegno degli alunni portatori di handicap. Allo scopo di offrire una reale occasione di partecipazione e inclusione durante l’esperienza di visita, si richiede gentilmente di segnalare la presenza di disabilità fisiche, disagio psichico e/o disabilità mentali al momento della prenotazione. DISDETTE Si chiede di inviare comunicazione scritta appena possibile e comunque non oltre i sette giorni precedenti la data prevista per qualsiasi tipo di attività prenotata, inoltrandola al numero all’indirizzo email didattica@aporema.it PRIVACY Aporema garantisce che i dati personali e relativi all’Istituto forniti all’atto delle prenotazioni verranno utilizzati esclusivamente per gli usi amministrativi interni nonché per la diffusione e l’informazione dell’attività del Museo. Caricamento…
Castello di Baia – Immaginazione Frammentata

“Immaginazione Frammentata”, pensato per un pubblico di bambini e ragazzi, consiste in una restituzione di ciò che è stato appreso nella visita al Castello ed al Museo. Con l’utilizzo del collage, della fotografia e del disegno, gli alunni elaboreranno un breve racconto di cui si renderanno protagonisti. Gli obiettivi sono: Ascolto attivo, Curiosità ed osservazione, Scoperta ed uso di più media. Durante la visita i bambini saranno esortati ad osservare anche i reperti più piccoli e scoprirne la storia, per poterli fotografare ed inserire nel loro racconto. Dopo la visita andranno nel laboratorio per creare. Gli operatori di Aporema Aporema o.n.l.u.s. si avvale di operatori Laureati in Didattica e mediazione culturale del patrimonio con una preparazione universitaria specialistica rispetto all’incarico affidato. I laureati in Didattica e mediazione culturale del patrimonio possono svolgere con competenza attività professionali in ambiti pubblici e privati come specialisti in grado di operare con flessibilità e autonomia nei diversi settori del patrimonio culturale e della didattica. Tempi circa 2 ore Contributo € 10,00 a studente Prenotazione obbligatoria telefonando al numero +39 351 512 5681 dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle 13,00 o scrivendo a didattica@aporema.it È previsto un biglietto omaggio per l’insegnante accompagnatore ogni 15 allievi paganti, con un max. di 2 accompagnatori gratuiti per ogni classe oltre agli eventuali insegnanti di sostegno. È previsto un ingresso gratuito per l’accompagnatore di sostegno degli alunni portatori di handicap. Allo scopo di offrire una reale occasione di partecipazione e inclusione durante l’esperienza di visita, si richiede gentilmente di segnalare la presenza di disabilità fisiche, disagio psichico e/o disabilità mentali al momento della prenotazione. DISDETTE Si chiede di inviare comunicazione scritta appena possibile e comunque non oltre i sette giorni precedenti la data prevista per qualsiasi tipo di attività prenotata, inoltrandola al numero all’indirizzo email didattica@aporema.it PRIVACY Aporema garantisce che i dati personali e relativi all’Istituto forniti all’atto delle prenotazioni verranno utilizzati esclusivamente per gli usi amministrativi interni nonché per la diffusione e l’informazione dell’attività del Museo. Caricamento…
Salvatore Mancino

OPERA PER LA MOSTRA KEME “Ankh”, 2020/2021 Il titolo del progetto, “Ankh”, fa riferimento alla Croce della Vita, antico simbolo egiziano che rappresentava la vita come un sentiero che ognuno deve percorrere per giungere alla propria realizzazione spirituale.Immaginando la quotidianità caotica del macellum che univa artigiani dell’arte, mercanti e seguaci di Dioniso in una spettacolare struttura architettonica nasce l’idea di questo progetto, che racconta la catarsi di una figura selvaggia come il Satiro, che si eleva dal suo stato di inconsapevolezza tramite la cultura, per giungere alla conoscenza assoluta e dunque alla divinità, rappresentata dal dio Serapide.L’opera si collega al concetto dell’ “Andare” greco, di unione mistica tra il mondo divino e il mondo umano. L’Ankh è simbolo di vita eterna, grazie alla quale l’uomo riesce a superare i propri limiti terreni, per giungere alla rinascita. BIO Napoli, 1980. Studia presso la Scuola di Restauro Maria Teresa Caiazzo (Salerno), studiando restauro, intaglio, intarsio, e finitura. Nel 2019 si diploma in Industria e Artigianato per il Made in Italy, proseguendo poi gli studi in Scultura presso L’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Dopo aver conseguito il titolo di “Esperto liutaio per la costruzione e il restauro di strumenti ad arco e a pizzico” e “Esperto in musica popolare della tradizione popolare campana”, è attualmente membro e socio fondatore della liuteria ‘Anema e Corde’ di Napoli, con il fratello e collega Pasquale Mancino e docente di Liuteria presso l’Istituto A. Casanova di Napoli. Negli anni ha conseguito numerose qualifiche e premi, ed è impegnato nel sociale con corsi e workshop. Tutto questo gli ha conferito competenze e versatilità in campo musicale, pittorico, disegno tecnico, intarsio ed intaglio ligneo.
Rosanna Pezzella

OPERA PER LA MOSTRA KEME Serapeum L’opera “Serapeum” nasce esclusivamente per il Macellum, un’area protetta, un sito unico al mondo, messo in risalto dal fenomeno del bradisismo. Oggetto di studio sono le tre imponenti colonne di marmo cipollino che mettono in evidenza nel disegno gli strati rocciosi del marmo ‘karistos’. Sfoglie sottili di terracotta di vario spessore e dimensione distanziate le une dalle altre si susseguono a formare due colonne decomposte, montate su telai di ferro autoportanti.
Noemi Saltalamacchia

OPERA PER LA MOSTRA KEME “Lapis”Macellum, da “ma’kal”. Luogo del cibarsi, del ‘raccogliere/accogliere’. Mercato delle carni, dunque, e Luogo puntiforme, dello scambio, vivo. Del mutamento.L’intervento vive e si ciba della doppia valenza che ha il Macellum all’interno dell’immaginario collettivo; che lo vede prima di tutto come Simbolo (nelle tre colonne) della ricerca, da parte dell’uomo, di utilizzare il proprio operato come chiave per la lettura del mondo.Emblema, poi, di quella tensione tra passato e presente, che trova forse riscontro nella visione di un tempo alineare (uniformitarismo).L’opera ricerca un equilibrio, nel solve et coagula alchemico. Nel diritto alla vita e al processo, all’alterazione della materia, che si fa esperienza e memoria. Questo, a partire dai micro elementi scultorei ri-emersi, realizzati in terra cruda, fino al macro progetto-reperto, stratificato. BIO Classe ’98.Maturità artistica in Arti Figurative. Diploma accademico di primo livello in pittura, arti visive, ABANA. Studentessa di scultura, ABANA.Ricercatrice presso Embodied Education Lab, UNISOB – Casa Morra (NA).Per un’arte trasformativa, che è filtro, scompenso e ri-abitudine.‘PRE-testo per la creazione di domande scomode e risposte provvisorie’.Punto transizionale e spazio di frontiera.Attraversamenti.
Salvatore Russo

OPERA PER LA MOSTRA KEME “Dionisio con il satiro”, 2020/2021L’opera rappresenta Dionisio che regge un catino colmo di uva sulla spalla. Al suo interno c’è un satiro che sta mangiando l’uva.La scultura è stata pensata in chiave contemporanea con un collegamento agli scavi. Infatti essa si presenta sotto forma di reperto archeologico, sezionata in più parti per sottolineare l’Unione delle tre forze ( terra, fuoco e acqua) cui si aggiunge un nuovo elemento, il ferro.I tagli sono stati pensati per far emergere l’anima della scultura e vedere oltre la materia.
Biagio Salvati

OPERA PER LA MOSTRA KEME “La Goccia Che Fa Traboccare Il Vaso” Il materiale della scultura è il ferro unito al grès nero.L’opera è composta da tre elementi e si costruisce sulla metafora del titolo. La goccia non è più piccola come in natura ma simbolicamente è grande perchè ha un grande peso, il peso di una rottura.La goccia ci ricorda anche l’ecosistema marino e ci rimanda al mare e all’acqua che è a stretto contatto con il tempio, anche per via del fenomeno del bradisismo che colpisce il luogo.Di conseguenza i recipienti che contenevano la goccia sono più piccoli.Essi sono rappresentati da quattro parallelepipedi che presentano tanti crateri perchè il vaso sta implodendo dato che non riesce a trattenere quella singola goccia . Il terzo elemento è una meridiana che simboleggia le svettanti colonne del macellum che sono rimaste e che la natura prima del riqualificamento del sito ha preso il controllo. La Goccia è slanciata da 3 tubolari in ferro che al tempo stesso fuoriescono da essa, perchè “ciò che ti sorregge ti può pure trafiggere”. BIO Castel San Giorgio (SA), 1999.in procinto di conseguire la laurea in scultura all’Accademia di Belle Arti Di Napoli.La sua formazione e il suo accrescimento artistico avviene anche presso industrie artistiche e artisti locali e internazionali.Negli anni ha conseguito numerose qualifiche e premi come la candidatura al premio Vittorio Sgarbi e le due vittorie al concorso internazionale dell’Accademia internazionale “Alfonso Grassi”.È impegnato su commissioni di enti pubblici, ecclesiastici e privati come la partecipazione e presentazione di progetti per la riqualificazione del Museo Archeologico di Pontecagnano e all’evento Climathon Salerno “Luci sul Clima”.
Rebecca Miccio

OPERA PER LA MOSTRA KEME ‘Pedi’, 2021 Discoride attribuisce il nome di ‘Lingue di Serapide’ a un’orchidea generatrice di ibridi e con capacità autoriproduttive.‘Pedi’ simula la pressione esercitata sui pistilli dai quali sgorga il liquido seminale che, raggiungendo il terreno, crea nuova vita. Una riflessione quindi sulla capacità di rinascere a seguito delle pressioni cui la vita ci sottopone. BIO Rebecca Miccio, 1998 Napoli.L’arte è per lei motivo di sfogo e di riflessione su una realtà fratturata e piena di controversie.Anche se si considera un animale di città, la sua vita è condizionata dal quartiere collinare napoletano in cui vive: Capodimonte.Si è diplomata presso il Liceo Artistico Istituto Raro Giovanni Caselli in Design della Porcellana. Attualmente frequenta la Scuola di Scultura presso l’Accademia diBelle Arti di Napoli.
Alessandro Piromallo

OPERA PER LA MOSTRA KEME “Omphalos” L’opera guarda il Macellum, immaginandolo negli anni di sua piena attività come punto di transito e connessione tra differenti popolazioni e culture. L’indagine è infatti focalizzata sul concetto di equilibrio che avveniva in questo luogo, in cui attraverso il commercio mercantile si instauravano contatti e legami che permettevano la continuità vitale: ciò si riflette in questa scultura, in cui le parti in gres ceramico sono punti di passaggio e allo stesso tempo elementi di stabilità strutturale delle assi che le varcano. BIO Alessandro Piromallo. Napoli, 1991.Nel 2015 si iscrive all’Accademia di belle arti di Napoli, conseguendone il diploma in pittura. L’interesse per la tridimensionalità e la necessità di contatto con la materia, lo spingono a proseguire gli studi cambiandone indirizzo,Dal 2019 è iscritto al biennio di scultura dell’Accademia di Napoli.Nel 2020 svolge il suo anno di studi a Madrid, in cui prosegue la sua ricerca scultorea presso la “Scuola d’arte La Palma”. Partendo da una prospettiva antropologica, la sua ricerca è focalizzata sull’individuazione di analogie tra sistemi differenti, mettendole in relazione attraverso la produzione artistica, col potere evocativo della materia scultorea.
Roberto Pesacane

OPERA PER LA MOSTRA KEME Homo Chronos Homo Chronos analizza la concezione di tempo nella sua maggiore complessità, mostrandola cioè non come un unico ente immutabile ma ben differenziato tra il costante tempo della materia e il tempo dell’uomo soggetto alla percezione di quest’ultimo. Questo concetto è rappresentato con una meridiana solare, primo esempio di segnalatore del tempo inventato dall’essere umano, e da una mano da cui idealmente scorre il tempo di ogni singola persona.
Gaetano Fabozzi

OPERA PERLA MOSTRA KEME Reliquie di Serapide, 2020/2021 L’opera “Reliquie di Serapide” nasce dalla voglia di rapportare un mio percorso artistico ad un luogo così suggestivo come il Macellum di Pozzuoli, cs Tempio di Serapide. In passato ho lavorato sul concetto di reliquia, sull’avanzo inteso come ciò che rimane e dell’effettiva importanza che gli diamo in quanto rappresenta la memoria. Quello che noi abbiamo del Macellum sono dei semplici resti che però sono fondamentali per la memoria del luogo stesso.Il mio lavoro propone l’installazione di un cumulo di ossa bovine riprodotte in argilla, ammassate per rimandare a quei reliquiari-ossari che ritroviamo spesso sul nostro territorio.
Lucia Schettino

OPERA PER LA MOSTRA KEME “Visione di un invasione” È un installazione composta da 4 figure antropomorfe realizzate in terracotta e ferro. Figure in trasformazione, colte nell’atto di una lotta interiore, scappano verso l’osservatore, creando così un’incontro; Un incontro che avviene negli spazi del Macellum, un luogo denso e colmo di vite passate e perennemente in continua trasformazione. BIO Lucia Schettino. Castellammare di Stabia, 1988. Artista multidisciplinare, le cui opere sono state esposte in numerose collettive a livello nazionale. Dopo la laurea breve in grafica d’arte, presso l’Accademia di belle di Napoli, (2014/16) s’iscrive al master triennale in Arti Terapie, (2017/19) presso “Artiterapeutiche di Napoli”, che la riconduce al corso di specializzazione in scultura, che tutt’ora frequenta. Vive e lavora a Napoli presso il suo studio artistico, Atelier Alifuoco
Tammaro Menale

OPERA PER LA MOSTRA KEME “Revival” Revival è un’installazione composta da un accatasto disordinato di 12 cassette della frutta.Tale scelta si rifà al personale percorso artistico riguardante l’archeologia del contemporaneo, ovvero la pratica nella quale gli oggetti ritrovati nelle aree più complesse del territorio campano, fungono da fonte di investigazione antropologica, grazie alle loro caratteristiche estetiche e concettuali.La cassetta di plastica si rapporta perfettamente agli antichi contenitori (otri e vasellame vario, rinvenuti massicciamente in ogni sito archeologico) come un moderno reperto contemporaneo, svolgendone la medesima funzione oltre ad essere “nuova” testimonianza dello svolgimento dell’attività commerciale svoltasi in passato all’interno del Macellum. BIO Tammaro Menale. Aversa,1995.Consegue il diploma di laurea di l livello in Scultura e quello di ll livello in pittura.Attualmente in procinto di conseguire un secondo diploma di ll livello in Scultura.Vincitore lll edizione I Giardini di Via Caravaggio con l’installazione “Specchietto per le allodole”Vincitore VI edizione del premio Sette opere per la Misericordia indetto dal Pio Monte della Misericordia (Napoli) con l’opera “Frammenti di statua seriale, in gesso dipinto, della Madonna Miracolosa”Vincitore XXVll edizione del Premio Internazionale di Scultura Edgardo Mannucci con “Libri ed appunti scolastici” (2°posto) e “Conserve” (3°posto)Selezionato per la collettiva della mostra Kême, presso il Macellum (Tempio di Serapide) a Pozzuoli con “Revival”.Selezionato tra i finalisti della IV edizione del Premio R. Pezzuti per l’arte.La sua pratica artistica è rivolta allo studio del territorio periferico campano, utilizzando l’oggetto come vettore di memoria e significato. Manifesti staccati, involucri sepolti, oggetti ritrovati sono i protagonisti dell’archeologia del contemporaneo, la quale mostra le caratteristiche strutturali della difficile situazione degli spazi extra-urbani della regione, con un taglio antropologico oggettivo.
Francesca Arduino

OPERA PER LA MOSTRA KEME Rubedo Rubedo é ispirata all’ultima fase alchemica della trasformazione della materia. La rubedo è solitamente rappresentata come un uovo di fenice, contenente la materia da trasformare, immagine che rimanda ad un cratere, contenitore anch’esso di materia intrasformazione mediante l’effetto del fuoco.Crateri come quelli che caratterizzano i Campi Flegrei. L’ opera consiste nella riproduzione di molteplici crateri/uova di fenice, in terra cruda che sarà soggetta, nel tempo, alla trasformazione per mezzo dell’acqua, e ad altrettante sfere in terracotta che hanno subito la trasformazione per mezzo del fuoco. Francesca Arduino. Napoli, 1988.Nel 2021 consegue a pieni voti il diploma di laurea di secondo livello in scultura, presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e vince la menzione speciale al XXVIII Premio Internazionale di scultura Edgardo MannucciVive e lavora a Napoli. L’interesse per il rapporto tra uomo e natura e, più in generale, il rapporto tra entità diverse è alla base della ricerca di Francesca Arduino.Il suo lavoro è mosso dall’interrogativo del rapporto che dovrebbe avere l’artista nei confronti dell’eco-sostenibilità, al quale lei risponde con la scelta di utilizzare materiali perlopiù naturali e realizzando opere effimere o in costante metamorfosi, cercando di mantenere quanto più possibile intatta l’anima della materia utilizzata.Il rispetto per materie antiche, come ad esempio l’argilla che è il risultato di secoli di metamorfosi, è fondamentale per la sua costante ricerca di un equilibrio tra il gesto artistico e la volontà della materia stessa.
ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile

Festival dello Sviluppo Sostenibile, l’ATI Macellum, con Aporema, c’è! Best of Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020 Ecco i migliori momenti dei 17 giorni della manifestazione dedicata alla promozione e alla diffusione della cultura della sostenibilità in Italia e nel mondo. Buona visione!
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