2026 Progetto SIAE “Per chi crea”: La nostra scuola…suona!

Progetto SIAE “Per chi crea” La nostra scuola…suona! La Scuola Primaria dell’Istituto San Giuseppe di Pozzuoli dà il via ad un percorso artistico ed educativo intitolato “La nostra scuola… suona!”, un progetto di formazione e promozione culturale sostenuto da SIAE e Ministero della Cultura e svolto in collaborazione con Aporema ETS e Mus-e Napoli, pensato per coinvolgere le classi quarte della scuola primaria in un’esperienza unica tra musica, tecnologia e territorio. Un’iniziativa che, inserita nel particolare contesto dei Campi Flegrei, assume un profondo valore di resilienza emotiva: educare i bambini ad ascoltare la “voce della terra”, trasformando la paura del bradisismo in curiosità, creatività e consapevolezza. Il progetto, della durata complessiva di 100 ore (suddivise in quattro moduli da 25 ore ciascuno), è condotto grazie alla guida di artisti esperti del settore a cui sono affidati due laboratori: il sound designer Salvatore Cosentino e il musicista Vittorio Ricciardi. Ascoltare il mondo: paesaggi sonori della comunità Nel cuore del progetto, un ruolo centrale è affidato all’esplorazione e alla manipolazione del suono. Condotto da Salvatore Cosentino, il laboratorio cerca di ribaltare una narrazione comune: l’ascolto non è un atto passivo, ma una chiave di lettura attiva per scoprire e reinventare lo spazio che ci circonda. Siamo circondati da suoni da cui sarà impossibile isolarsi e, per educare i bambini a percepirli in modo nuovo, il percorso introdurrà il metodo del Deep Listening (Ascolto Profondo), una pratica fondata da Pauline Oliveros che spingerà a concentrarsi sui singoli dettagli sonori, svincolandoli dall’esperienza caotica quotidiana e collegandoli alla sfera emotiva e sensoriale. Attraverso un approccio dinamico e itinerante, le ore di laboratorio mescoleranno diverse attività stimolanti in cui, partendo da registrazioni e archivi sonori, i partecipanti si interrogheranno sull’origine dei rumori nei momenti dedicati a “detective del suono” e “disegna il suono”, cercando di immaginarne la fonte, riprodurli vocalmente o con il corpo e tradurli in segni visivi. Armati di microfoni, registratori digitali e cuffie, sentendosi un po’ come una troupe cinematografica, gli alunni esploreranno la scuola in orari e contesti differenti, muovendosi dalla palestra vuota a quella affollata durante la lezione, dai suoni della cucina fino alle voci concitate degli ingressi e delle uscite, confrontando le diverse sensazioni suscitate dagli ambienti e realizzando registrazioni anche nel perimetro esterno. Ispirandosi alle metodologie di mappatura critica come quelle del Collettivo OrangoTango, i bambini rielaboreranno le mappe di Pozzuoli e della scuola facendo in modo che gli spazi già noti alla vista vengano riscoperti attraverso le orecchie per dare vita a una SoundMap fisica e interattiva arricchita da icone, disegni e campionamenti audio. Infine, computer, tastiere, schede audio e software di editing permetteranno ai ragazzi di manipolare i suoni raccolti, imparando a condividere gli strumenti a turno e a valorizzare le specificità e le inclinazioni di ciascuno.   Storie che suonano: la forma della musica tra onde e armonie Il laboratorio condotto da Vittorio Ricciardi guiderà invece gli alunni in un affascinante e suggestivo percorso nel mondo delle onde, il cui obiettivo sarà far comprendere ai ragazzi alcune caratteristiche delle onde sonore attraverso le quali si trasmette l’energia prodotta pizzicando la corda di un violino, percuotendo un tamburo o attraverso l’energia in movimento. Si capirà che le onde sismiche e quelle sonore sono molto simili poiché entrambe elastiche ma con specifiche differenze, e si partirà proprio dallo studio delle onde acustiche che si propagheranno attraverso l’aria e l’acqua consentendoci di comunicare e di godere della settima Arte, la Musica. Con alcuni idiofoni appositamente progettati, costituiti da barre di alluminio in cui la lunghezza regola la frequenza della nota prodotta, come insegnava Pitagora, si studierà l’onda sinusoidale dando contezza ai partecipanti della reale dimensione di un suono. Questo strumentino si rivelerà quasi magico perché, una volta colpito, manterrà un suono definito e prolungato nel tempo, dando la sensazione di uno strumento elettronico e permettendo di immaginare la sfera nucleo del suono, invisibile ma ben presente e localizzabile. Sarà un percorso suggestivo in cui l’udito e la vista si fonderanno: scopriremo che ogni nota musicale possiede un proprio colore e che il nostro orecchio e i nostri occhi reagiscono alle tensioni e alle armonie con la stessa meraviglia. Ascoltando un suono che si protrae nell’aria o osservando i riflessi della luce, i partecipanti impareranno a percepire le frequenze e i colori come parti di un unico grande linguaggio universale, dove l’arte e la scienza si incontrano per stimolare la creatività e la curiosità dei più piccoli.

2026 Progetti PN 2021 – 2027

Programma Nazionale “Scuola e competenze” 2021 – 2027 Nell’ambito della programmazione del PN 2021-2027 (Programma Nazionale “Scuola e Competenze”), Aporema ETS promuove percorsi formativi ed extracurricolari pensati per offrire agli studenti occasioni uniche di crescita, socializzazione e scoperta. I laboratori realizzati non rappresentano semplici momenti di attività pomeridiana o ricreativa, ma veri e propri spazi di ricerca esperienziale in cui il sapere si unisce al fare (learning by doing). Attraverso linguaggi universali come il gioco, il paper engineering e la danza, gli studenti sono stati guidati in un viaggio che unisce la dimensione ludica, manuale, corporea e antropologica alla valorizzazione profonda delle proprie radici culturali. Collocati nel cuore di un territorio straordinario e ricco di storia come quello dei Campi Flegrei, questi progetti mirano a: Promuovere la cittadinanza attiva e l’inclusione, valorizzando i talenti di ciascuno attraverso metodologie innovative e cooperative. Riscoprire il patrimonio immateriale, esplorando le tradizioni del passato (dai giochi antichi ai riti coreutici) e dialogando con il presente. Trasformare l’apprendimento in un’esperienza viva, in cui il corpo, la regola, lo spazio, il gioco e la comunità diventano strumenti per comprendere e abitare il mondo con curiosità e consapevolezza. Di seguito vengono raccontati i percorsi che hanno animato le nostre attività, trasformando la scuola in un laboratorio permanente di creatività, tradizione e futuro. Antichi giochi Ludus & Paidia: Giocare è una cosa seria 📍 Istituto Comprensivo 4° Pergolesi, Pozzuoli Nel mese di giugno 2026, Aporema ETS ha svolto con gli alunni della scuola secondaria di primo grado il percorso laboratoriale “Antichi Giochi” (titolo del progetto: Ludus & Paidia: Giocare è una cosa seria, condotto dall’esperta Giovanna Erbetti). Il corso, della durata complessiva di 30 ore divise in 15 incontri, ha coinvolto i partecipanti in un viaggio affascinante alla scoperta del gioco non come semplice passatempo, ma come fatto culturale originario e fondamentale dell’esperienza umana, così come ci insegna Johan Huizinga nel celebre testo Homo Ludens. Si è partiti, infatti, da una semplice domanda: che cos’è davvero il gioco? È un insieme di regole da seguire o uno spazio di libertà da esplorare? E cosa succede quando iniziamo a guardare il gioco non come un semplice passatempo, ma come una forma mentis del nostro stare al mondo? Come ci ricorda Johan Huizinga in Homo Ludens, il gioco è una cosa seria, nonché un fatto culturale originario: l’essere umano, oltre che homo sapiens, è prima di tutto homo ludens, un essere che gioca. Il gioco precede molte forme della cultura e le attraversa: nel diritto, nel rito, nell’arte, nella conoscenza. Giocare significa entrare in uno spazio altro, separato ma profondamente connesso alla realtà, in cui si sperimentano regole, relazioni, possibilità. Il progetto ha proposto l’esperienza diretta del gioco nelle sue diverse forme ed evoluzioni: dai giochi più antichi a quelli dei nostri nonni o genitori, fino ai giochi contemporanei, i partecipanti hanno vissuto non solo un attraversamento cronologico, ma esplorato le diverse modalità con cui il gioco si manifesta e cambia nel tempo e con le culture.  L’obiettivo finale non è stato semplicemente quello di aver giocato o costruito qualcosa, ma riconoscere che il gioco è una dimensione fondamentale dell’esperienza umana attraverso cui impariamo a comprendere e costruire il mondo. E proprio come ogni cosa seria, anche il gioco può essere pensato, progettato, trasformato. Il laboratorio si è sviluppato attraverso un approccio attivo (learning by doing, cooperative learning e project-based learning), articolandosi in tre fasi principali: In origine c’era… il gioco! I partecipanti hanno esplorato le origini del gioco attraverso i secoli: dai giochi tradizionali dei popoli mesopotamici e delle grandi civiltà (come gli Egizi), dell’antica Grecia e dell’antica Roma (caratterizzati da regole strutturate), passando per i ricordi dei nonni e dei genitori, fino ad arrivare ai giochi contemporanei, ibridi e digitali. Ludus & Paidia: giocare è inventare I ragazzi hanno approfondito i concetti di Ludus (la regola, il vincolo) e Paidia (la libera improvvisazione), analizzando le categorie ludiche di Roger Caillois (Agon, Alea, Mimetismo, Ilinx). Lavorando in gruppo attraverso tecniche di design thinking e problem solving, gli studenti si sono trasformati da giocatori in veri e propri progettisti, ideando e autocostruendo prototipi di giochi con materiali semplici e di recupero. La Fiera del Gioco Il momento conclusivo del percorso si è tenuto alla fine di giugno con l’allestimento della Fiera del Gioco: un evento finale aperto alle famiglie in cui i prototipi ideati e realizzati dai ragazzi sono stati presentati, testati e condivisi con le famiglie in un clima di festa e apprendimento reciproco. Danza performativa Le danze del mondo 📍 Istituto Comprensivo 4° Pergolesi, Pozzuoli La danza non è solo un esercizio estetico, ma uno dei linguaggi primordiali dell’esistere, configurandosi come una narrazione vivente, capace di farsi portatrice di storie, tradizioni e movimenti artistici che definiscono l’identità di un popolo. In ogni società, il corpo che danza rispecchia la cultura del luogo, trasformandosi in un vero e proprio patrimonio socio-culturale immateriale.  Il percorso laboratoriale “Le danze nel mondo”, della durata complessiva di 30 ore divise in 10 incontri, ha guidato i partecipanti in un affascinante viaggio tra storia locale e linguaggi universali. Il percorso ha unito un’attenta indagine antropologica sul movimento alla trasposizione coreografica del Mito della Sibilla, figura cardine e misteriosa dei Campi Flegrei, riappropriandosi della forza di una terra che continua a comunicare attraverso il respiro del sottosuolo. Il laboratorio si è sviluppato attraverso metodologie attive (learning by doing, peer education, cooperative learning), articolandosi in tre momenti chiave: Le radici del movimento: Energia tellurica (tradizione mediterranea e africana): partendo dalla tammurriata campana e dalle danze rituali dell’Africa occidentale, i partecipanti hanno lavorato sul contatto dei piedi con la terra e sul ritmo ciclico, richiamando la natura vulcanica e vibrante del suono flegreo. Il gesto codificato (L’Oriente e il Bharatanatyam): attraverso lo studio dei mudra (il linguaggio gestuale delle mani), gli studenti hanno scoperto come ogni movimento possa “scrivere” una parola o una profezia. L’estasi e l’astrazione (Danza moderna e Butoh): sperimentando forme espressive come il Butoh giapponese, il gruppo ha esplorato il concetto di trance, metamorfosi e controllo del corpo.

PCTO 2025 – I linguaggi del contemporaneo

PCTO 2025 – I LINGUAGGI DEL CONTEMPORANEO Liceo Lucio Anneo Seneca di Bacoli L’arte contemporanea è spesso percepita come un territorio complesso, distante, a volte persino provocatorio o di difficile decodificazione. Partendo da questo interrogativo di fondo, le classi quarte del Liceo Lucio Anneo Seneca di Bacoli hanno intrapreso un intenso percorso di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) intitolato “I linguaggi del contemporaneo”, strutturato per ribaltare la prospettiva tradizionale sull’arte contemporanea e renderla più accessibile al pubblico. Il cammino laboratoriale ha preso il via da una riflessione condivisa e interattiva: cosa significhi oggi definire l’arte, quali emozioni susciti il disorientamento di fronte a un’opera spiazzante (da Duchamp a Banksy, passando per Marina Abramović e Olafur Eliasson) e come siano mutati i linguaggi e i materiali rispetto al passato. Liberata dai vincoli dei canoni classici e della gerarchia tra “medie” e materiali tradizionali, l’arte contemporanea si è rivelata ai ragazzi non come un oggetto da contemplare passivamente in un santuario laico, bensì come un’esperienza generativa, un concetto in evoluzione e uno spazio di relazione. Per toccare con mano questa trasformazione, gli studenti sono stati guidati alla scoperta dei luoghi del contemporaneo a Napoli, esplorando musei (come il Museo Madre), gallerie d’arte (come la galleria Alfonso Artiaco) e le celebri Stazioni dell’Arte della metropolitana. Questa immersione urbana ha permesso di comprendere concretamente il concetto di site-specific art e di come l’arte contemporanea esca dai confini tradizionali per dialogare direttamente con il tessuto cittadino e con la vita quotidiana. Da studenti a mediatori culturali del patrimonio artistico contemporaneo La fase centrale e più dinamica del progetto si è concretizzata in un vero e proprio hackathon creativo. Divisi in gruppi, gli studenti si sono confrontati con una sfida fondamentale: individuare le barriere che ostacolano la comprensione, la valorizzazione e la fruizione dell’arte contemporanea da parte del grande pubblico, ideando soluzioni innovative di mediazione culturale. L’ingegno e la creatività dei partecipanti hanno dato vita a quattro progetti originali e di alto profilo: 1. Un’escape room digitale e interattiva, basata su una mappa di Napoli contemporanea in cui risolvere sfide, indovinelli ed enigmi per proseguire nel percorso;2. Una e-magazine d’arte contemporanea, redatto e curato dai ragazzi per raccontare i linguaggi del presente con un taglio fresco, critico e accessibile;3. Un gioco da tavolo tematico, progettato per trasformare lo studio e la comprensione dei movimenti, dei concetti e delle dinamiche dell’arte contemporanea in un’esperienza ludica e collettiva;4. Una mostra virtuale interattiva, in cui la curatela e l’allestimento virtuale permettono al visitatore di interagire direttamente con le opere e i concetti affrontati durante il percorso. Il percorso PCTO si è così concluso non solo con una maggiore consapevolezza teorica dei codici del contemporaneo, ma soprattutto con la dimostrazione che l’arte contemporanea non è un linguaggio per pochi. Attraverso lo studio, l’immersione nel territorio e la progettualità digitale e creativa, gli studenti del Liceo Seneca si sono posti come veri e propri ponti culturali, capaci di restituire all’arte la sua funzione originaria: far riflettere, interrogare la realtà e coinvolgere attivamente la collettività.

FILI IN-VISIBILI: narrare le collezioni attraverso le connessioni

FILI IN-VISIBILI: narrare le collezioni attraverso le connessioni Musei e gallerie d’arte moderna e contemporanea Il laboratorio invita i partecipanti a impersonificarsi in veri e propri curatori d’arte. Dopo un primo percorso conoscitivo tra le diverse sezioni e collezioni del museo, ogni gruppo riceve uno strumento didattico incentrato su una tematica trasversale, utilizzata come lente d’ingrandimento per rileggere le opere presenti. Guidati da questo nuovo sguardo, creano connessioni inedite tra lavori d’epoche e stili differenti, motivando le proprie scelte ed elaborando un concept espositivo originale. L’esperienza culmina nella progettazione di un allestimento ideale, corredato da un titolo e da una didascalia critica che sintetizza la nuova narrazione ideata. Destinatari 13+ anni L’attività ed il percorso possono essere adattati, su richiesta, a diverse fasce d’età.  Durata 3 ore  Strumenti Strumento didattico con attività, strumenti grafici (penne, matite), mini-stampanti fotografiche, device personali. Esiti attesi Impersonificazione e pensiero curatoriale: sviluppo della capacità di pensare e agire come un curatore, stabilendo connessioni concettuali ed estetiche tra opere distanti nel tempo e nello stile. Superamento del rigore cronologico: comprensione di come qualsiasi museo possa essere riscritturato attraverso chiavi di lettura tematiche e sguardi contemporanei. Sviluppo della rielaborazione critica: capacità di argomentare e giustificare le proprie scelte espositive tramite la scrittura di titoli e didascalie motivazionali. Apprendimento collaborativo: potenziamento del lavoro di squadra e del dibattito di gruppo per la creazione di un progetto espositivo condiviso. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota

Immaginazione frammentata

Immaginazione frammentata Museo Archeologico dei Campi Flegrei Cosa si nasconde dietro un frammento? Questo laboratorio invita i partecipanti a guardare i reperti frammentati conservati tra le teche del museo non come rifiuti storici, ma come punti di partenza per una nuova genesi visiva e narrativa. Esploreranno le sale nei panni di “giovani archeologi” alla ricerca di indizi, fotograferanno reperti e immagineranno storie fantastiche sulla loro provenienza, sul loro possessore o sul viaggio che li ha portato fino a noi. Il frammento cessa così di essere una fine e diventa un inizio. Destinatari 8+ anni Durata 3 ore  Strumenti Kit di indagine ed elaborazione grafica: libricino A5 individuale e strumenti grafici (pastelli/pennarelli), smartphone o macchinette fotografiche digitali, mini-stampanti, rullini fotografici adesivi, forbici, colla. Esiti attesi Sviluppo di osservazione, metodo e comprensione dell’archeologo, stimolo all’immaginazione e alla scrittura creativa, produzione di un elaborato individuale da portare con sè al termine dell’attività. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Prenota

Prossima fermata… Metro Art!

Prossima fermata… Metro Art! Stazioni dell’arte di Napoli Il laboratorio propone una passeggiata sotterranea ed esperienziale attraverso alcune tra le Stazioni dell’Arte più iconiche della metropolitana di Napoli, esplorate spostandosi direttamente a bordo dei treni della Linea 1 o della Linea 6. Durante il viaggio e le soste nelle banchine, i partecipanti esplorano le architetture e le installazioni contemporanee, trasformando il momento del trasporto pubblico in una scoperta estetica e creativa dello spazio. L’esperienza è accompagnata da uno strumento didattico interattivo gestito lungo il percorso, ricchissimo di stimoli differenziati: dai giochi di enigmistica a spazi di riflessione emotiva sulla percezione del viaggio, fino a sfide di disegno e immaginazione per riprogettare creativamente lo spazio urbano ipogeo sulla scia degli artisti contemporanei. Destinatari 7+ anni L’attività ed il percorso possono essere adattati, su richiesta, a diverse fasce d’età.  Durata 3 ore  Strumenti Strumento didattico con attività, strumenti grafici (penne, matite, pastelli, pennarelli), mini-stampanti istantanee, colla. Esiti attesi Riscrittura della quotidianità: trasformazione della percezione del trasporto pubblico da semplice spazio di passaggio a spazio culturale e artistico. Apprendimento ludico-enigmistico: assimilazione dei nomi, degli autori e delle caratteristiche delle opere tramite giochi e crucipuzzle tematici. Stimolazione della sensibilità emotiva e visiva: sviluppo dell’ascolto interiore e dell’osservazione critica legati ai concetti di viaggio, attesa e sotterraneo. Espressione creativa e progettuale: potenziamento della fantasia e dell’operatività manuale attraverso il disegno e la reimmaginazione degli spazi urbani. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota

Il respiro del Lago: tour ai laghi flegrei

Il respiro del Lago: tour ai laghi flegrei Lago d’Averno | Lago Lucrino | Lago Fusaro I laghi flegrei sono specchi d’acqua carichi di mito, curiosità e mistero, pronti a svelarsi in un percorso che unisce natura, storia e creatività. Questo laboratorio propone una passeggiata scandita da suggestive letture ad alta voce sulle sponde dei laghi, pensate per far riemergere le antiche narrazioni e i miti legati al territorio. Ogni tappa diventerà così lo scenario per attività creative, dove le suggestioni appena scoperte prenderanno forma grazie a un diario di bordo individuale consegnato a inizio viaggio. Tra il fascino dei miti del passato e il riflesso dell’acqua, ogni partecipante potrà catturare pensieri, emozioni e intuizioni, trasformando il proprio diario nel custode personalizzato di un’esperienza magica grazie a cui i laghi tornano a far sentire la voce dello storico paesaggio flegreo. Destinatari 6+ anni L’attività può essere adattata a diverse fasce d’età. Durata 3 ore  Strumenti Storie tematiche per letture ad alta voce sulle sponde dei laghi, libri individuali per lo svolgimento di attività creative, strumenti di osservazione ed elaborazione grafica (carta lucida, pastelli, pennarelli). Esiti attesi Immersione nel paesaggio naturale, storico e letterario dei Campi Flegrei; fissazione dei contenuti tramite ascolto attivo; memoria e reinterpretazione dell’esperienza vissuta attraverso il fare creativo. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota

Alla corte della Principessa Rosina: un giorno a Villa Pignatelli

Alla corte della principessa Rosina: un giorno a Villa Pignatelli Villa Pignatelli di Napoli Sapevi che un’antica villa nel cuore di Napoli nasconde la storia di una principessa e dei suoi meravigliosi tesori antichi? Il laboratorio accoglie i bambini negli eleganti appartamenti privati della Principessa Rosina a Villa Pignatelli, oggi trasformata in casa-museo e casa della fotografia, trasformando la visita storica in un’avventura da fiaba tra specchi, carrozze e saloni dorati. Durante il percorso, i piccoli visitatori vengono guidati nell’esplorazione attraverso il racconto e il gioco. Nella fase finale, ogni bambino riceve un piccolo album illustrato contenente una storia in rima dedicata al sito, da completare e colorare con attività didattiche creative per stimolare la manualità e fissare il ricordo dell’esperienza vissuta. Destinatari 3+ anni L’attività ed il percorso possono essere adattati, su richiesta, a diverse fasce d’età.  Durata 3 ore  Strumenti Album illustrati con storie e attività da completare, strumenti grafici (penne, matite, pastelli, pennarelli), mini-stampanti istantanee, colla, spillatrici, forbici. Esiti attesi Primo approccio al patrimonio: avvicinamento precoce e ludico al bene culturale vissuto come uno spazio narrativo accogliente. Sviluppo cognitivo e manuale: potenziamento della motricità fine e delle capacità visivo-spaziali attraverso il disegno, il colore e le attività sull’album illustrato. Comprensione e ascolto: stimolazione della percezione linguistica e ritmica grazie alla struttura in rima della filastrocca illustrata. Familiarizzazione con la storia: capacità di riconoscere gli elementi principali dell’architettura e della vita di palazzo attraverso l’immedesimazione nella fiaba. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota

Sentieri poetici

Sentieri poetici Laghi Flegrei | Terme di Baia | Parco Archeologico di Cuma Il laboratorio invita i partecipanti a vivere una passeggiata poetica con letture d’autore (come Virgilio, Orazio, Dante Alighieri, Francesco Petrarca) e testi tematici letterari o mitologici tra i siti archeologici e i percorsi naturalistici del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, culminando con un’attività di scrittura creativa (adoperando le tecniche del cut-up e collage) partendo dalla rielaborazione dei testi letti. I partecipanti diventeranno autori di un libro poetico collettivo e rievocativo dell’esperienza vissuta. Destinatari 11+ anni L’attività può essere adattata a diverse fasce d’età. Durata 3 ore  Strumenti Kit sensoriale e di elaborazione grafica: suoni/odori/materiali tattili del passato, riproduzioni di oggetti antichi, libricini A6 individuali e materiali grafici (pastelli/pennarelli). Esiti attesi Reinterpretare il patrimonio letterario classico direttamente nei luoghi d’ispirazione. Sviluppare la scrittura espressiva liberando la propria voce poetica. Co-creare un’opera collettiva cartacea che racchiuda la memoria dell’esperienza. Creare comunità attraverso il mito, trasformando i partecipanti in narratori attivi del territorio. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota

Le Chiavi del Palazzo

Le Chiavi del Palazzo Palazzo Reale di Napoli Un divertente gioco di ruolo a squadre tra le sale storiche del Palazzo Reale di Napoli, ideato su misura per il sito. Affiancati dai mediatori culturali, che forniscono le necessarie coordinate storiche e artistiche, i partecipanti pescano carte da gioco e vestono i panni di personaggi chiave del mondo dell’arte, della contemporaneità o della vita di corte, incarnando sguardi e sensibilità differenti. Tra carte imprevisto, sfide pratiche e annotazioni sui taccuini di viaggio, i partecipanti scrutano, interrogano e vivono gli spazi reali attraverso l’identità assunta, trasformando la visita al museo in un atto creativo di immedesimazione e scoperta condivisa. Destinatari 14+ anni L’attività può essere adattata a diverse fasce d’età. Durata 3 ore  Strumenti Mazzi di carte da gioco, taccuini di esplorazione e annotazione, penne, matite.  Esiti attesi Immedesimazione ed empatia storica: sviluppo della capacità di calarsi nelle prospettive di figure chiave dell’arte e della corte, vivendo il patrimonio non come nozione astratta ma come spazio d’azione e di senso. Lettura multiprospettica delle collezioni: acquisizione dell’attitudine ad analizzare un bene culturale da diversi punti di vista (architettonico, politico, conservativo ed emotivo), superando la fruizione passiva. Cooperazione e problem solving: potenziamento del lavoro di squadra e della negoziazione di gruppo per superare gli imprevisti e interpretare il proprio ruolo in modo coerente. Sintesi e narrazione critica: capacità di rielaborare e registrare nel taccuino di viaggio le intuizioni nate durante il gioco di ruolo. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota

In-fedeli ritratti

In-fedeli ritratti Castello di Baia | Museo Archeologico Nazionale di Napoli Gli antichi utilizzavano ampiamente il ritratto, cioè la riproduzione delle altrui fattezze individuali: i greci puntavano all’idealizzazione, i romani al realismo dei tratti. E oggi, come ritraiamo noi stessi e gli altri? Cosa cambia, ad esempio, con l’introduzione della fotografia e i moderni strumenti digitali? Esplorando le sezioni della ritrattistica greco-romana dei musei archeologici, i partecipanti collegano i busti classici a domande e riflessioni personali, stimolando un dialogo critico collettivo. L’attività si sposta poi in laboratorio, dove le coppie si intervistano per realizzare reciproci ritratti “in-fedeli”: ogni risposta modifica un tratto del disegno che raffigura l’altro, ricalcando l’interiorità anziché il fedele aspetto estetico. Un modo per stimolare l’ascolto, connettersi con la storia e guardare chi ci sta di fronte con occhi del tutto nuovi. Destinatari 8+ anni Durata 3 ore  Strumenti Kit di indagine ed elaborazione grafica: libricino A5 individuale e strumenti grafici (matite/pastelli/pennarelli). Esiti attesi Interpretazione critica delle fonti visive, empatia e ascolto attivo. Rielaborazione dei reperti del passato per legarli alla contemporaneità. Utilizzo della tecnica del disegno caricaturale per conoscere l’altro. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Prenota

Messaggio nel tempo: l’eco della Sibilla

Messaggio nel tempo: l’eco della Sibilla Parco Archeologico di Cuma Il laboratorio invita a esplorare il Parco Archeologico di Cuma, la prima antichissima colonia greca d’occidente, per immergersi nei miti che avvolgono questo luogo millenario. Il cuore dell’esperienza sarà il celebre Antro della Sibilla e il suo misterioso potere di leggere il futuro. Ci concentreremo sulla particolarità della sacerdotessa di scrivere i verdetti su foglie che il vento poi mescolava: un rito antico che diventa metafora di un destino non rigido o già scritto, ma fluido, in divenire e costantemente influenzato dalle scelte degli altri. Attraverso attività riflessive e creative, i partecipanti giocheranno con le parole e gli oracoli, scoprendo che il futuro è una pagina aperta da scrivere insieme. Destinatari 6+ anni L’attività può essere adattata a diverse fasce d’età. Durata 3 ore  Strumenti Diari di bordo individuali, ritagli di testi e parole, foglie, materiali per l’elaborazione grafica e attività di cut-up (penne, pastelli, pennarelli, forbici e colla). Esiti attesi Riscoprire la storia di Cuma e il mito della Sibilla in chiave filosofica e attuale; comprendere la reciprocità delle relazioni umane; sviluppare il pensiero critico e l’introspezione attraverso il gioco e la reinterpretazione; potenziare la cooperazione e l’empatia nel gruppo; esplorare nuove forme di espressione e scrittura creativa partendo da elementi naturali e simbolici. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota

Il MIO museo di Capodimonte

Il MIO Museo di Capodimonte Museo e Real Bosco di Capodimonte Sai che un museo parla anche senza usare le parole? Il laboratorio Il MIO museo di Capodimonte propone un’esperienza critica all’omonimo museo, guidando i partecipanti tra le collezioni storiche e l’Appartamento Reale per decodificare i linguaggi taciti della museografia, come allestimenti, luci, scelte cromatiche. Nella fase post-visita, ciascun visitatore riceve uno strumento didattico portatile per progettare e curare il proprio mini-museo personale, utilizzando le conoscenze apprese e le foto delle opere scattate tra le sale e stampate al momento. Attraverso la selezione, la disposizione degli scatti e la sovversione delle regole canoniche, i partecipanti vestono i panni di curatori e riflettono su quanto le azioni del mostrare e narrare all’interno di un percorso espositivo non siano neutrali, bensì frutto di scelte consapevoli. Destinatari 8+ anni L’attività ed il percorso possono essere adattati, su richiesta, a diverse fasce d’età.  Durata 3 ore  Strumenti Supporti didattici, strumenti grafici (penne, matite, pastelli, pennarelli), mini-stampanti istantanee, colla, spillatrici, forbici. Esiti attesi Comprensione dei linguaggi espositivi: acquisizione di competenze di lettura museologica e museografica per interpretare il museo come spazio narrativo attivo. Capacità critiche di curatela: sviluppo del pensiero curatoriale attraverso la selezione, l’ordinamento e la giustificazione delle scelte espositive nell’allestimento del proprio mini-museo. Riconcettualizzazione dello spazio museale: maturazione di una consapevolezza critica verso i canoni tradizionali, incentivando la libertà espressiva e la riscrittura personale dei percorsi visivi. Potenziamento della creatività e dell’operatività manuale tramite la rielaborazione. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota

Una giornata al Castello

Un’indagine al Castello Castel Sant’Elmo Il laboratorio trasforma la visita a Castel Sant’Elmo in un’avventura che invita i partecipanti a sorteggiare e impersonificare un ruolo legato alla storia del sito per formare squadre d’esplorazione. Spostandosi lungo il percorso, i gruppi rispondono a quiz interattivi e sfide di osservazione, guadagnando punti e scoprendo i segreti del museo grazie alle contestualizzazioni dei mediatori. Al termine della visita, uno strumento didattico cartaceo permette di rielaborare l’esperienza vissuta attraverso esercizi e attività. Attraverso speciali pieghe, prende magicamente vita assumendo una forma misteriosa che racchiude l’essenza stessa del luogo esplorato. Destinatari 7+ anni L’attività ed il percorso possono essere adattati, su richiesta, a diverse fasce d’età.  Durata 3 ore  Strumenti Supporti didattici, strumenti grafici (penne, matite, pastelli, pennarelli), fogli di carta da lucido, forbici.  Esiti attesi Apprendimento cooperativo e ludico: assimilazione dei contenuti storici e architettonici attraverso il lavoro di squadra, la sana competizione e il gioco di ruolo. Fruizione attiva e partecipata: trasformazione della visita guidata in una sfida di osservazione che stimola l’attenzione e la capacità di problem solving. Sintesi visivo-spaziale: capacità di tradurre il percorso conoscitivo fatto sul campo in una struttura formale tridimensionale guidata dalla manualità. Rielaborazione dei contenuti: fissazione dei concetti appresi e delle tappe salienti attraverso l’attività didattico-creativa finale. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota

Passeggiata culturale a Napoli – La Street Art

Passeggiata culturale a Napoli alla scoperta della Street Art Strade e vicoli storici di Napoli Una passeggiata urbana alla scoperta della street art napoletana, guidando i partecipanti tra i grandi murales della città e la rigenerazione dal basso del Vicolo della Cultura. I vicoli storici della città si trasformano in un museo a cielo aperto dove decodificare linguaggi visivi, messaggi sociali e identità territoriali. Il percorso include la visita e la possibilità di un’intervista all’associazione Puteca Celidonia, realtà teatrale e culturale attiva nel Rione Sanità e occupata in interventi di rigenerazione urbana e sociale. Questo incontro diretto permette ai partecipanti di comprendere come l’arte, la cultura e il teatro di comunità possano diventare concreti strumenti di riscatto umano e inclusione sociale. Destinatari 9+ anni L’attività ed il percorso possono essere adattati, su richiesta, a diverse fasce d’età.  Durata 3 ore  Strumenti Strumento didattico itinerante, strumenti grafici (penne, matite, pastelli, pennarelli), device personali, mini stampanti fotografiche. Esiti attesi Decodifica dei linguaggi urbani: sviluppo della capacità di leggere e interpretare la street art come espressione artistica e sociale. Consapevolezza della rigenerazione dal basso: comprensione del valore dei progetti comunitari nel riscatto dei quartieri storici. Sviluppo del pensiero critico: potenziamento delle competenze di analisi visiva e di dialogo attivo attraverso l’intervista sul campo. Partecipazione ed empatia sociale: maturazione di una nuova percezione dello spazio pubblico come luogo di inclusione e appartenenza. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota

Tradizioni a tradimento: presepe 2.0

Tradizioni a tradimento: presepe 2.0 Museo e Certosa di San Martino Il laboratorio propone un’esplorazione attiva della Certosa di San Martino a Napoli, guidando i partecipanti tra la maestosità del Seicento barocco e la preziosità della più famosa collezione presepiale. Lungo l’intero percorso, i visitatori utilizzano un magico strumento manipolabile che rivela domande, stimoli visivi e percettivi, trasformando l’osservazione in un’esperienza dinamica di osservazione e ricerca. Nella tappa finale presso la Sezione Presepiale, lo strumento invita a una riflessione intima, spingendo ogni partecipante a rielaborare il concetto di presepe in chiave personale per dare forma, tra parole e segni, al proprio mondo interiore attraverso un legame tra passato e presente. Destinatari 8+ anni L’attività, lo strumento ed il percorso possono essere adattati, su richiesta, a diverse fasce d’età.  Durata 3 ore  Strumenti Strumento didattico itinerante, strumenti grafici (matite, pastelli, pennarelli). Esiti attesi Comprensione della storia del sito, delle dinamiche del Seicento barocco e del patrimonio della Sezione Navale e Presepiale. Potenziamento della capacità di ascolto, analisi visiva e fruizione attiva dei beni culturali attraverso lo strumento manipolabile. Capacità di trasporre i contenuti storico-artistici in una riflessione intima, attribuendo un significato soggettivo e contemporaneo alla simbologia del presepe. Incremento dell’interesse per il patrimonio museale grazie a un’attestata collaborazione tra apprendimento informale e dimensione ludico-sensoriale. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota

«Nucum Tempora»: antichi giochi

«Nucum Tempora»: antichi giochi Castello di Baia | Museo Archeologico Nazionale di Napoli | Terme di Baia Come ci si divertiva cinquemila anni fa tra le strade di Roma antica? Il gioco era solo per bambini o anche per guerrieri e faraoni? Molti giochi di precisione, di strategia e da tavolo con cui ci divertiamo ancora oggi derivano da giochi inventati migliaia di anni fa dalle antiche civilità. Molto più che un semplice passatempo, il gioco nel mondo antico era una cosa seria: una pratica rituale, una metafora della sorte, un addestramento alla strategia militare e un ponte verso l’Oltretomba. Dalla valenza sacra del Senet e della Tavola Reale di Ur fino al Terni Lapilli e alle dinamiche di abilità dei giochi con le noci, il laboratorio invita i partecipanti a costruire con materiali di riuso tavolieri, dadi e pedine e a sfidarsi mettendo in atto le antiche regole da gioco, fondendo divertimento e narrazione storica. Destinatari 7+ anni L’attività può essere adattata a diverse fasce d’età. Durata 3 ore  Strumenti Mazzi di carte da gioco, taccuini di esplorazione e annotazione, penne, matite.  Esiti attesi Comprensione del valore culturale del gioco: consapevolezza del ruolo sociale, strategico e persino sacro che il gioco rivestiva per gli adulti nel mondo antico. Consapevolezza ecologica e creatività: capacità di trasformare scarti quotidiani e materiali di recupero in oggetti di valore culturale e ludico attraverso la manualità. Sviluppo del pensiero strategico e sociale: interiorizzazione delle regole di giochi antichi di logica, abilità e sorte, potenziando la concentrazione, la visione tattica e il rispetto del turno. Sintesi tra narrazione e ludicità: integrazione del racconto storico con la dimensione ludica e partecipata del gioco. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota

I tesori dell’Antico Egitto

I tesori dell’Antico Egitto Sezione Egizia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli Un viaggio affascinante nel cuore del Museo Archeologico di Napoli per svelare i segreti della civiltà egizia, tra mummie millenarie, preziosi amuleti, divinità, papiri, ushebti e il culto sincretico di Iside e Serapide. Dopo la visita guidata tra i capolavori della collezione, i partecipanti mettono letteralmente “le mani sulla storia” in un laboratorio esperienziale attraverso cui decifreranno i geroglifici, progetteranno amuleti personali e rifletteranno sui famosi riti dell’Oltretomba. L’esperienza culmina nella manipolazione di uno speciale manufatto cartaceo tascabile che, da semplice supporto, si trasforma in una misteriosa struttura tipica egizia che custodisce e rivela la sintesi dell’intero percorso esplorato. Destinatari 8+ anni L’attività può essere adattata a diverse fasce d’età. Durata 3 ore  Strumenti Supporti didattici componibili, strumenti grafici (matite, pastelli, pennarelli), forbici, colle/spillatrici. Esiti attesi Comprensione storica e concettuale: acquisizione delle nozioni chiave sulla vita, le tradizioni e le credenze degli antichi Egizi; Capacità di rileggere il patrimonio museale e i simboli dell’arte antica in chiave attuale, riconoscendone il valore universale e la persistenza nell’immaginario moderno. Capacità di tradurre concetti complessi (scrittura geroglifica e simbolismo) in prodotti creativi propri. Apprendimento maieutico e memoria visiva: interiorizzazione dei contenuti tramite la realizzazione di un take-home object tridimensionale da conservare. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota

ArcheoTour: Pozzuoli invisibile

ArcheoTour: Pozzuoli invisibile Anfiteatro Flavio, Anfiteatro Minore, Ninfeo di Diana, Tempio di Nettuno, Cento Camerelle, Necropoli di Via Celle Siamo abituati alla grandiosità monumentale dell’Anfiteatro Flavio o del Rione Terra, ma esiste una Pozzuoli segreta che sopravvive protetta dal tessuto urbano moderno: è l’archeologia “invisibile”, inglobata nei cortili condominiali, mimetizzata tra le case private e spesso dimenticata. Questo laboratorio di esplorazione urbana vi invita a cambiare sguardo, andando alla scoperta delle tracce antiche intrappolate nella quotidianità e mettendole in dialogo con i monumenti più celebri. Un percorso partecipativo per riscoprire, valorizzare e ridare voce a quel patrimonio che, nell’arco di pochi metri, vive nascosto sotto i nostri occhi. Destinatari 7+ anni L’attività può essere adattata a diverse fasce d’età. Durata 3 ore  Strumenti Kit individuale di elaborazione grafica: quaderno da viaggio con la mappa interattiva del percorso, attività e materiali grafici (pastelli/pennarelli). Esiti attesi Trasformare lo sguardo per riconoscere e valorizzare il patrimonio archeologico nascosto nella quotidianità urbana; consapevolezza storica e un profondo senso di appartenenza al territorio; custodia attiva della memoria locale. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota

Tinture d’ozio: la natura si fa colore

Tinture d’ozio: la natura si fa colore Terme di Baia Per gli antichi romani, il tempo libero aveva un enorme valore, poiché stimolava la produttività e la creatività. Oggi, nella società dell’iper-produttività, che valore diamo all’ozio? Il laboratorio, pensato principalmente per essere svolto nel Parco Archeologico delle Terme di Baia, esplora il concetto romano di ozio messo a confronto con quello contemporaneo, invitando i partecipanti a rilassarsi e produrre tra narrazioni e resti dell’antichità. Le Terme, luogo prediletto dell’ozio romano, diventano così uno scenario ideale per la creazione di elaborati creativi fatti con colori naturali realizzati dai partecipanti stessi e ispirati all’ambiente storico e naturale del sito. Destinatari 4+ anni. L’attività può essere adattata a diverse fasce d’età variando materiali e strumenti. Durata 3 ore  Strumenti Materiali naturali per la realizzazione dei pigmenti; colini/frullatori/mortaio e pestello e contenitori; acqua, pennelli e supporti per la creazione dell’elaborato artistico. Esiti attesi Connessione tra storia, arte e natura; sperimentazione tecnica e riflessione personale sul benessere consapevole. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota

Viaggio con i sensi

Viaggio con i sensi Terme di Baia | Macellum di Pozzuoli | Anfiteatro Flavio | Castello di Baia Il visitatore è accompagnato in un percorso multisensoriale che lo immerge in uno spazio-tempo altro: nell’epoca romana, al tempo del mercato o della vita quotidiana in cui avvenivano scambi tra i vari popoli del Mediterraneo. Durante il percorso, che può variare nei materiali proposti a seconda del sito in cui viene svolto, il viaggiatore è coinvolto da solo o in gruppo in attività di immaginazione e scoperta attiva del luogo attraverso l’ascolto, l’olfatto, il tatto e l’osservazione. Il laboratorio si conclude con un lavoro grafico individuale che è la rielaborazione creativa di ciò che si è immaginato durante la visita. Destinatari 7+ anni Durata 3 ore  Strumenti Kit sensoriale e di elaborazione grafica: suoni/odori/materiali tattili del passato, riproduzioni di oggetti antichi, spezie aromatiche, tessuti, libricini A6 individuali e materiali grafici (pastelli/pennarelli). Esiti attesi Immersione e comprensione empatica della vita quotidiana antica per apprendere attraverso il fare diretto; fissazione dei contenuti tramite esperienza attiva e creativa. Costi €12,00 per partecipante Gratuità e agevolazioni L’attività è gratuita per tutti gli utenti con disabilità e un accompagnatore; È concesso un ingresso gratuito ad 1 docente accompagnatore per 15 alunni paganti (per un massimo di due docenti gratuiti per classe) Note L’attività laboratoriale può svolgersi (su richiesta) anche in altri siti ad alta suggestionabilità rispetto a quelli proposti, adattando materiali e strumenti. Prenota

2025 – Panorama Pozzuoli

ITALICS PANORAMA POZZUOLI una mostra diffusa a cura di Chiara Parisi 10 – 14 settembre 2025 La città di Pozzuoli, con la sua straordinaria stratificazione storica e potenza mitologica, dal 10 al 14 settembre 2025 è diventata teatro della quinta edizione di Panorama, una grande mostra diffusa di arte contemporanea curata da Chiara Parisi, direttrice del Centre Pompidou-Metz, e promossa da ITALICS, consorzio di gallerie italiane e straniere basate in Italia (di arte antica, moderna e contemporanea) che dal 2021, con cadenza annuale, racconta l’Italia attraverso un intreccio virtuoso tra arte, architettura, patrimonio, paesaggio e comunità locali. Si tratta della quinta edizione del progetto, già realizzato in località come Procida, Monopoli, L’Aquila e il Monferrato. Fin dal suo esordio, Panorama mira a mettere in relazione l’arte e l’architettura – antica e contemporanea – con il territorio e le comunità che la ospitano, creando un dialogo creativo tra le opere e il contesto locale. Un territorio unico in Italia, quello dei Campi Flegrei, una vasta area vulcanica modellata da eruzioni millenarie che presenta un paesaggio mutevole, plasmato dalla potenza geologica della cosiddetta Caldera del Tufo Giallo Napoletano. Abitata fin dall’antichità, la zona accolse dapprima i Greci Eubei, poi, attratti dal paesaggio e dalle acque termali, fu il tempo dei Romani che qui lasciarono porti, terme e luoghi pubblici ancora oggi visibili. Ma è il legame con il mito a rendere i Campi Flegrei particolarmente affascinanti. In questa terra gli dèi dell’Olimpo sconfissero i Giganti, imprigionandoli sotto la crosta infuocata. Il lago d’Averno era l’ingresso al regno degli Inferi; la Solfatara, la fucina del dio Efesto; e Dedalo, in fuga da Creta, vi avrebbe costruito il tempio di Apollo, dimora della Sibilla Cumana, che ispirata dal dio, pronunciava le sue profezie. In questo contesto straordinario, affacciata sul Mar Tirreno e con lo sguardo rivolto alle isole di Ischia, Procida e Vivara, si svela Pozzuoli: una gemma nascosta nel Golfo di Napoli. A dominarla è il Rione Terra, promontorio e fulcro identitario della città, sotto il quale si cela uno dei percorsi archeologici più suggestivi del Mediterraneo. Un quartiere che, disabitato dagli anni Settanta, è oggi reso nuovamente accessibile e visitabile grazie a un ambizioso intervento di restauro. Pozzuoli affascina con la potenza del suo Anfiteatro Flavio, tra i più grandi dell’antichità, e con i resti enigmatici del Tempio di Serapide. A rendere unico il suo territorio contribuiscono anche i fenomeni naturali della Solfatara, con fumarole e pozze di fango ribollente, e il leggendario Lago d’Averno, specchio di leggende e soglia dell’oltremondo, e la storica Darsena, vivace porto cittadino. Intorno a Pozzuoli, l’eco del mito risuona ancora tra le rovine di Cuma, la prima colonia greca d’Occidente, e le meraviglie sommerse di Baia, l’antica città dei piaceri imperiali. Un territorio che da millenni intreccia natura, storia e leggenda, incandescente come la terra che lo plasma.  L’opera di Wilfredo Prieto (Futuro incietro / Uncertain Future, 2011). Courtesy Galleria Massimo Minini. Il fil rouge di Panorama Pozzuoli è il tema della divinizzazione, un concetto che attraversa epoche e sensibilità e che a Pozzuoli trova una risonanza profondamente naturale. Qui, dove il mito si intreccia con la storia e la natura si manifesta in forme spettacolari e potenti, l’idea del divino abita ogni pietra, ogni veduta, ogni rovina antica. Dai culti del passato ai racconti di eroi e semidei che popolano le tradizioni locali, fino alle interpretazioni più contemporanee della trascendenza, Pozzuoli si offre come scenario ideale per esplorare come l’arte possa intrecciare – e interrogare – la memoria, l’archetipo, l’assoluto. Un luogo dove la dimensione spirituale si fa esperienza visiva, urbana e collettiva. “A Pozzuoli si può parlare con gli dei. Divinizzazione non è solo un tema, – spiega la curatrice Chiara Parisi – è una domanda che percorre tutta la storia di questo territorio: cosa succede quando l’umano si misura con il sacro, con il potere, con la morte? A partire dalla figura dell’imperatore divinizzato fino alle apparizioni popolari, il tema attraversa tanto la storia antica quanto l’immaginario contemporaneo. E oggi, nell’era del culto dell’immagine, chi divinizziamo? E perché?”  La mostra si è sviluppata lungo un cammino che attraversa la città, incontrando chiese, gallerie sotterranee, terrazze panoramiche, vestigia e paesaggi vulcanici: un itinerario tra luoghi simbolo di stratificazioni storiche e divine, pensato come una promenade. Un luogo che sembra essere disegnato per accogliere l’unicità che ITALICS sa esprimere attraverso la passione dei propri galleristi.  I luoghi e le tappe della mostra Interventi spettacolari, commissionati e pensati appositamente per questa edizione o addirittura realizzati in situ, nati dall’ispirazione e dall’energia unica del territorio: Panorama Pozzuoli propone nuove produzioni messe in dialogo con capolavori di arte antica per dare forza e profondità a un percorso segnato da presenze quasi divine, con cui confrontarsi. Ad affiancare le esposizioni delle opere in mostra, eventi musicali, talk con curatori ed artisti, il coinvolgimento di scuole, associazioni e realtà del territorio attente all’inclusione e al reinserimento sociale per speciali attività di mediazione e avvicinamento del pubblico. Non sono mancati momenti di approfondimento e confronto, come un dibattito sui vulcani, metafora naturale e culturale del territorio flegreo. Le opere di Maurizio Cattelan (Senza Titolo, 2003), Ugo Rondinone (The First, 2025), Lawrence Weiner (Artifice Enough, 2008), Elmgreen and Dragset (60 Minutes, 2024), Anish Kapoor (Random Triangle Mirror, 2012). La mediazione culturale a cura di Aporema Ad arricchire l’esperienza di Panorama Pozzuoli 2025 vi è uno strutturato progetto di mediazione culturale, pensato per facilitare l’incontro tra il pubblico e le opere in mostra. L’azione di mediazione è curata da Aporema, organizzazione no profit specializzata nell’educazione al patrimonio culturale e nei linguaggi dell’arte. Questo progetto ha coinvolto attivamente i giovani del territorio, in particolare studenti delle scuole locali, chiamati a diventare mediatori ed “ambasciatori” della mostra per i visitatori. Dal punto di vista organizzativo, il team di mediazione culturale è stato articolato su tre livelli principali: Coordinamento centrale (team Aporem): supervisione generale del servizio, del coordinamento operativo e della gestione logistica e formativa dei mediatori. Questo nucleo centrale ha pianificato i turni di

2026 – Pagine Libere: un Viaggio tra Libri e Cultura

Pagine Libere: Un viaggio tra Libri e Cultura Rassegna “La Pagina che Abita i Luoghi” Da luglio a dicembre 2026, la Biblioteca civica «R. Artigliere» del Comune di Pozzuoli si trasforma in una soglia. Per sei mesi smette di essere un perimetro che custodisce libri e diventa il punto in cui i libri escono dalle proprie pagine per incontrare il territorio, e in cui il territorio rientra in biblioteca portando con sé voci, gesti, riti e comunità.  È questa la cifra di «La pagina che abita i luoghi», la rassegna culturale che dà corpo, sul piano operativo, al progetto «Pagine Libere: un viaggio tra libri e cultura», vincitore del bando Cepell «Città che legge 2024» e realizzato dal Comune di Pozzuoli con i sottoscrittori del Patto per la Lettura locale, attuato per il periodo luglio dicembre 2026 da Aporema ETS. Una serie di letture ad alta voce — la Voce del progetto — e di laboratori didattici — le Mani — compone un percorso che mette in dialogo le diverse forme della parola: scritta, letta, agita, condivisa. Gli autori invitati e i progetti accolti — dall’arte come riscatto sociale dei piccoli comuni, al patrimonio archeologico flegreo, dal rito di San Gennaro alla «Biblioteca dei bambini» — disegnano insieme una cartografia dell’intangibile: di ciò che non si vede ma fonda l’esperienza di una comunità. Un appuntamento speciale, a novembre, coinvolgerà tutti gli istituti comprensivi di Pozzuoli sul tema dell’inclusione e dell’accessibilità in biblioteca: perché un libro abita un luogo solo se quel luogo, a sua volta, accoglie ogni lettore — compreso chi alla biblioteca arriva attraverso un canale diverso da quello consueto.  Tutti gli eventi sono a ingresso libero.  Il calendario degli appuntamenti sarà aggiornato di seguito. 15 LUGLIO 2026 Presentazione dell’e-magazine «INTANGIBILE» La rassegna «La pagina che abita i luoghi» si apre con la presentazione di INTANGIBILE, rivista-progetto curata da Maria Cristina Comite e Marco Izzolino de L’Arsenale di Napoli insieme a Bruno Crimaldi, direttore di Alòs Edizioni, alla biblioteca «R. Artigliere» del Comune di Pozzuoli. Una riflessione su ciò che resta del patrimonio culturale anche quando non si vede: la memoria, l’immagine, il gesto, la parola. La rivista, giunta al suo 18° numero, si è consolidata come punto di riferimento culturale regionale che indaga le tracce visibili e immateriali del territorio campano, sottraendo all’oblio le memorie di comunità e tradizioni orali per trasformarle in una narrazione collettiva viva.  All’incontro sono intervenute importanti figure istituzionali, nonché i responsabili del progetto “Pagine Libere”, gli ideatori e i curatori della rivista ed esperti del patrimonio culturale del territorio: – Carla Lardone, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Pozzuoli; – Maria Cristina Comite, presidente de L’Arsenale di Napoli Soc.coop.ETS;– Marco Izzolino, storico dell’arte contemporanea e curatore d’arte indipendente;– L’Arsenale di Napoli, società cooperativa ETS;– Bruno Crimaldi, responsabile editoriale della casa editrice Alòs;– Antonio Manzoni, presidente di Aporema ETS;– Roberta Errico, RUP del progetto “Pagine Libere”;– Comune di Pozzuoli. 29 SETTEMBRE 2026 La Soglia dei Luoghi: memoria, resilienza e nuove letture del territorio In occasione del cinquecentottesimo anniversario della nascita del cono vulcanico di Monte Nuovo (29 settembre 1538), si è svolto il secondo appuntamento della rassegna “La pagina che abita i luoghi” curata da Aporema ETS nell’ambito del progetto Pagine Libere”, promosso dal Comune di Pozzuoli e finanziato dal Centro per il Libro e la Lettura (Cepell) del Ministero della Cultura tramite il bando “Città che legge 2024”. La Soglia dei Luoghi è un incontro nato da una ferita e trasformatosi in un’occasione straordinaria di rinascita e resilienza collettiva. A seguito della forte scossa del 31 luglio 2026 e delle conseguenti chiusure e verifiche che hanno reso temporaneamente inagibile la Biblioteca civica “R. Artigliere”, così come altri luoghi pubblici e privati, i luoghi della vita quotidiana sono tornati a essere fonte di incertezza e precarietà. Aporema ETS ha scelto di trasformare questo timore in una lettura condivisa del territorio che partisse dai ricordi e dalle memorie di chi abita i Campi Flegrei, portandola direttamente tra i sentieri dell’Oasi Naturalistica di Monte Nuovo.  Questo incontro ha chiesto alla comunità che cosa ricorda, conosce e custodisce del luogo in cui vive. Riconoscersi nelle storie del proprio territorio è infatti una forma concreta di resilienza: è ciò che permette di continuare ad abitarlo con consapevolezza e senso di appartenenza. Per un progetto dedicato alla lettura, significa estendere il gesto del leggere dalla pagina al territorio.  La giornata ha preso il via con le suggestioni e le parole dell’architetta Maria Caputi, co-fondatrice de La Terra dei Miti, che ha guidato il pubblico in un percorso di lettura tematica e di riscoperta del paesaggio flegreo anche attraverso la sua App “Campi Flegrei in Tour”. L’evento si è poi evoluto in un momento di profondo dialogo aperto, in cui i partecipanti hanno condiviso riflessioni e vissuti personali legati al bradisismo, alla paura e alla resilienza di abitare una terra che respira e muta continuamente. Il cuore pulsante dell’incontro è stato il laboratorio partecipativo, in cui i presenti sono stati invitati a depositare sulle bacheche cartacee frammenti di ricordi di vita vissuta portati da casa (fotografie, cartoline, piccoli oggetti personali) e a commentare in forma anonima i ricordi degli altri, per poi raccogliersi in cerchio, svelare le storie segrete dietro ogni oggetto personale e riflettere sul significato profondo di vivere in un territorio geologicamente fragile ma tenuto in piedi dalla memoria di chi lo racconta. Gli elaborati e le didascalie raccolti durante il laboratorio sono stati custoditi in un libro della memoria che ha trovato dimora permanente nella teca di Book Crossing posta all’ingresso di Monte Nuovo, accanto ai volumi della Biblioteca civica. Un segno tangibile e duraturo che dimostra come un territorio non sopravviva solo grazie alle sue pietre, ma soprattutto attraverso le storie, le voci e il coraggio di chi lo vive ogni giorno. 

Progetto E.N.E.R.G.Y. 2024-2026

Progetto E.N.E.R.G.Y. Enhancing Nurturing and Education Rights Globally Il progetto E.N.E.R.G.Y. – Enhancing Nurturing and Education Rights Globally, è un progetto di respiro nazionale finanziato da The Human Safety Net, Fondazione di Generali, e realizzato da Istituto comprensivo 83° Porchiano Bordiga di Ponticelli, Re Mida Napoli ed Aporema ETS insieme a Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi, con l’obiettivo di rafforzare i diritti all’educazione. La sfida, che riguarda le città di Napoli e Palermo, si pone l’obiettivo di prevenire l’abbandono scolastico mettendo in campo esperienze di educazione di qualità iniziando dalla prima infanzia. E.N.E.R.G.Y, che sarà attivo fino a dicembre 2026, si rivolge ai bambini da 0 a 6 anni e alle loro famiglie, coinvolti in laboratori e percorsi partecipativi volti al rafforzamento delle competenze, delle relazioni e della genitorialità con la possibilità di vivere esperienze educative e creative. Il progetto, che si concentra su specifici territori della zona orientale di Napoli, intende creare spazi e tempi per rafforzare la coesione sociale e il benessere della comunità anche grazie ad attività di insegnanti, educatori, esperti di linguaggi espressivi e ricercatori per focalizzare l’attenzione su metodologie di un apprendimento che sia continuo e trasversale. Dal 2025 al 2026, prendono il via numerosi incontri gratuiti dedicati a bambini e genitori su tematiche che spaziano dal mondo digitale a quello della natura, dalla grafica alle abilità psicomotorie e narrative e tante altre ancora. Inoltre, momenti rivolti soltanto ai genitori con laboratori su espressività, pensiero creativo, pensiero critico e uso dei media e dei social media. Per rispondere ai bisogni educativi nei territori a maggiore fragilità, il progetto propone soluzioni integrate che mettono al centro la relazione e la comunità, tra cui:  – Percorsi formativi: incontri per genitori e attività condivise con i bambini, per rafforzare la relazione educativa e stimolare creatività, lettura, abilità psicomotorie e riflessioni sul digitale; – Giornate aperte: momenti educativi in spazi scolastici e culturali (come Re Mida Napoli), pensati per promuovere la partecipazione delle famiglie e il senso di comunità; – Formazione e scambio tra educatori: laboratori e incontri peer-to-peer per sostenere la crescita professionale e costruire una rete educativa territoriale più forte. Attraverso azioni concrete e inclusive, pensate per coinvolgere attivamente bambini, genitori, caregiver e professionisti dell’educazione, il progetto mira a rafforzare le competenze educative e relazionali, sperimentando approcci innovativi basati su materiali non strutturati, linguaggi espressivi e metodologie partecipative. A Napoli, il progetto coinvolge l’Istituto Comprensivo 83° “Porchiano Bordiga”di Ponticelli, insieme alle associazioni Re Mida Napoli e Aporema. Le attività sono iniziate il 12 aprile 2025 con una giornata aperta presso la scuola, pensata come momento di festa e presentazione del progetto, con laboratori dedicati a bambini e genitori. Da maggio 2025 a giugno 2026 sono in programma ulteriori giornate aperte presso Re Mida Napoli, con l’obiettivo di rafforzare la partecipazione delle famiglie e costruire legami educativi duraturi. Parallelamente prenderanno avvio i percorsi formativiper genitori e caregiver e un ciclo di incontri congiunti genitori-bambini, pensati per stimolare il dialogo educativo attraverso esperienze condivise.  Il progetto ha previsto anche l’attivazione dello sportello “Info-Infanzia”gestito da Emergency, presente da circa 10 anni nel quartiere con il proprio ambulatorio che offre assistenza sanitaria gratuita e orientamento socio-sanitario. Lo spazio, pensato come spazio di ascolto e supporto concreto alle famiglie per ricevere informazioni su servizi socio-sanitari ed educativi disponibili sul territorio, è ospitato gratuitamente all’interno della scuola dell’infanzia Porchiano-Bordiga di Ponticelli, con una programmazione settimanale tematica e il coinvolgimento di professionisti del settore. Lo sportello è attivo ogni martedì dalle 9:00 alle 12:00 fino a giugno 2026. L’open day del progetto E.N.E.R.G.Y. a Napoli nel quartiere Ponticelli (12 aprile 2026) I cicli di incontri congiunti genitori – bambini del prolungamento scolastico alla scuola dell’infanzia Porchiano – Bordiga di Ponticelli (dal tema “Esploriamo la carta, la plastica e il metallo attraverso la natura, il digitale e la narrazione”) Le giornate tematiche aperte a bambini e famiglie  Le uscite didattiche e le visite culturali sul territorio  Lo sportello Info-Infanzia alla Scuola Porchiano-Bordiga di Ponticelli  Il team del progetto E.N.E.R.G.Y. a Napoli 

LA FURIA DEL DIRE di Eduardo Aruta – un’opera per Artoteca

La Furia del dire di Eduardo Aruta Un’opera per Artoteca a cura di Roberta Pugliese Edoardo Aruta, classe ‘81, è un’artista contemporaneo, nato a Roma ma vive e lavora a Venezia. Ha studiato presso l’Accademia di belle arti di Roma e successivamente ha preso una specializzazione all’Accademia IUAV di Venezia. Dal 2003 sviluppa una pratica artistica attraverso la sperimentazione di linguaggi eterogenei che lo porta ad esporre in ambiti a livello nazionale e internazionale. La sua pratica artistica è basata sull’analisi dei fenomeni sottostanti la nostra esperienza di vita quotidiana, dall’interazione con i luoghi, dalla relazione tra persone ed “oggetti” e alle possibilità d’esplorazione di significati reali e fittizi che li circondano. Attraverso l’analisi delle sfumature di realtà, la sua ricerca indaga le logiche del desiderio e si concentra sul potenziale estetico dei registri espressivi dell’arte. Il campo d’interesse di Edoardo negli ultimi anni si è concentrato sullo studio dei linguaggi dell’arte e su come si determinino in base al rapporto che l’essere umano ha con lo spazio, con la storia e con il contesto sociale che lo accoglie, usando l’atto artistico come un mezzo per fare un’esperienza conoscitiva ed esplorativa dell’ambiente dato. Tale esplorazione ha portato ad includere nella sua pratica vari tipi di linguaggio, dagli approcci più classici della scultura, alla performance, all’installazione, il disegno, la fotografia ed alla creazione di spazi alternativi. La ricerca artistica di Edoardo Aruta può essere considerata come un prolungamento del lavoro sviluppato dagli artisti degli anni ’90 quando, in un periodo di sgretolamento sociale, l’arte relazionale e partecipativa si pone come ponte di congiunzione tra il mondo e l’individuo, per permettergli di imparare a dialogare con se stesso e con il mondo che abita. Edoardo Aruta, quindi, si pone come narratore del suo tempo: in un’intervista per Artribune del 2017 l’artista ha dichiarato che “La realizzazione di un progetto dev’essere orientata solo da sentimenti e visioni”, visioni e sentimenti personali che sfociano in una visione collettiva per e con la comunità. Infatti, molte delle sue opere sono frutto di un lavoro sociale rivolto ad una specifica comunità senza la quale l’opera non avrebbe senso di esistere. Questo modo di operare, crea dei “mondi dell’arte”, definiti così da Becker, in cui l’opera è frutto di una sinergia collettiva, una successione di azioni di cui l’artista non è che una singola parte di un processo (Vettese, 2005). Il prodotto artistico è un’idea e, per dar forma all’idea, l’artista deve esaminare i mondi circostanti e prendere in considerazione tutti quei soggetti che possono contribuire al suo prodotto. L’incontro che avviene tra l’artista e la comunità potrebbe per vie trasversali ricondurci al “Terzo Paradiso” identificato da Michelangelo Pistoletto, la fusione che avviene tra gli esseri umani e la natura: nel caso di Edoardo Aruta, la natura ha una funzione simbolica e riguarda tutti quei fattori che accomunano gli individui nel quotidiano (storia, memoria, relazione con lo spazio e il mondo circostante). La creazione del “Terzo Paradiso” – o anche creazione di “terzo spazio”, definito così da Iain Chambers (Savonardo, 2010) – viene considerato “il grande mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità nella visione globale” (Pistoletto, 2003). E’ proprio l’incontro di idee diverse che, unendosi, creano un nuovo campo culturale, rivoluzionario per certi versi, perché la pratica artistica “non segue più la bellezza formale” (Heinich, 1999, p. 40), perdendo così quell’aura sacrale come descritta da Adorno e Horkheimer in Dialettica dell’illuminismo, ma acquisisce, secondo Benjamin, un’aura basata sul gesto, sul pensiero e quindi, a sua volta, l’opera consegue una nuova forma. Non monumento, ma pensiero individuale e nel contempo collettivo. In un incontro con Adriana Polveroni (saggista, giornalista e curatrice indipendente, figura chiave del panorama artistico nazionale) tenutosi online in una delle lezioni di Museologia del contemporaneo con il professor Ludovico Pratesi, è emerso che effettivamente viene considerata opera d’arte un’opera che in primis crea un rapporto sensibile ed emotivo con il pubblico, coinvolgendolo fisicamente e/o cognitivamente, ma è tale se rispecchia e rispetta il momento contemporaneo. Arte che sposta l’accento su temi urgenti. Un’arte che non può non tener conto di una realtà più strutturata e drammatica, urgente e violenta come è il momento storico di oggi. Ed è proprio questo il fulcro artistico di Edoardo Aruta, i suoi pensieri divengono delle narrazioni che delineano la situazione politica, sociale ed economica di un certo contesto, in un determinato tempo, ponendo uno sguardo attento sulle criticità socio politiche di cui nessuno pare avere interesse di discutere, con processi di consumo della società capitalistica, mescolando ambiguamente la spiritualità con il narcisismo dei consumi, come nel caso dell’opera Merchants in the Temple del 2018, alla riscoperta di memorie passate e ormai quasi dimenticate, con lo scopo scrive l’artista: “per arrivare agli sguardi distratti”. Ecco che l’arte, come ci suggerisce Leonardo, diventa “pensiero sul mondo” in grado di produrre senso (Pratesi, 2021, p.10). Si può sicuramente definire Edoardo Aruta “un pensatore” del XX secolo, sperimentatore, visionario e rivoluzionario, la sua arte è pura contemplazione in cui scompaiono i confini tra l’individuo e il mondo, anzi, ciò che intende fare l’artista è proprio permettere a loro di dialogare, di far diventare il mondo parte integrante di noi e ritrovare uno sguardo, dice Edoardo, “che cancella e dimentica l’abitudine” (cit. Edoardo per l’opera Fuori fuoco, 2013). Tra le opere proposte dall’artista, ho trovato stimolante riproporre l’opera la Furia del dire sotto una nuova chiave di lettura per il progetto tesi. Prima di analizzare il lavoro svolto da me e Aporema ETS insieme ad Edoardo, è opportuno analizzare e contestualizzare l’opera primaria. La Furia del dire viene presentato al pubblico nel 2021 dopo anni di ricerca. Il progetto artistico prende spunto dal registro espressivo musicale e sociale che si sviluppa in Italia verso la fine degli anni ‘80, il rap e l’hip hop, in particolar modo dal fenomeno delle Posse. Questi nuovi movimenti sono contaminati da “parole e dai ritmi della realtà urbana” (Savonardo, 2010, p.128), scrive in merito Davide Fant nel suo saggio Pedagogia hip-hop, gioco, esperienza, resistenza:

FU ALLORA CHE CAMBIAI – un’opera per Ardens Festival

“Fu allora che cambiai” di Valeria Fittipaldi per Ardens Festival (1° edizione) a cura di Roberta Pugliese Valeria Fittipaldi, artista napoletana classe 1965, porta avanti una ricerca artistica intensa e multidisciplinare, centrata sul desiderio di liberazione dagli stereotipi e dalle convenzioni che limitano l’identità e l’espressione individuale. Attraverso l’uso di diversi linguaggi – installazione, scultura, suono, video e performance – Fittipaldi indaga con sensibilità e rigore il disagio che nasce nel sentirsi imprigionati in ruoli imposti, rivendicando il diritto alla libertà di essere e di comunicare. Al centro della sua poetica vi è la volontà di dare voce a ciò che spesso resta in silenziato: le fragilità, le contraddizioni, la complessità della vita quotidiana. Le sue opere diventano così uno spazio di resistenza e di consapevolezza, dove l’arte non è solo espressione estetica, ma strumento critico e atto di affermazione. Ispirata alla figura emblematica di Maria la Puteolana o detta anche Maria la Pazza, l’opera “Fu allora che cambiai” realizzata per Ardens I nel settembre 2025 a Pozzuoli, presso le scale del Purgatorio, è un’opera, uno spazio collettivo, nata dalle voci e dai silenzi delle donne flegree. Non è un semplice racconto: è un respiro comune, un coro che rompe i confini del silenzio. Parole spezzate, trattenute troppo a lungo si liberano nello spazio e diventano canto grido, vibrazione. Un viaggio di consapevolezza, ferite e rinascite, che rompe – una parola alla volta – le catene invisibili che per troppo tempo hanno parlato al loro posto. Una soglia. Un punto di frattura e insieme di nascita, dove la voce si fa materia, si moltiplica, si intreccia. Non c’è un io che prevale: ogni frammento si ricompone in una trama collettiva. E’ un’eco che porta con sé memorie, ferite, gesti quotidiani trasformati in presenza viva. In questa coralità l’intimo diventa politico, il personale diventa universale. “Fu allora che cambiai” non si contempla soltanto, si attraversa, è far sì che il suono delle parole ci tocchi, ci trasformi, ci costringa a un cambiamento, ad un atto rivoluzionario. In questo spazio, le parole non feriscono, ma si fanno ponte, memoria, respiro. Qui, il vissuto si fa arte, la voce libertà. La trasformazione – intima, potente, irriducibile – un’opera che non conclude ma apre: un varco in cui l’arte si fa comunità, corpo plurale promessa futura. In un presente in cui il linguaggio resta ancora fortemente modellato sull’esperienza maschile, “Fu allora che cambiai” rivendica con forza la necessità di ridefinire i codici del dire, dell’ascoltare, del rappresentare. E ci ricorda che la trasformazione individuale, quando condivisa, può diventare consapevolezza collettiva. “È proprio il processo con il quale si fissa quell’istante e lo si condivide che genera maggiore consapevolezza collettiva” (V. Fittipaldi).   Si ringrazia per la partecipazione: Paola Morra, Irene Amirante, Filomena Lami, Francesca Liberti, Angela Marfella, Rossana Maurielli, Annamaria Maurielli, Valeria Pollio, Lavinia Gennarelli, Chiara Capuano, Roberta Buono, Irma Costigliola, Annalisa Di Somma, Cristina Pinto, Antonella Lauritano, Francesca Tancredi, Lucrezia Reccia, Bochi Shery, Marilena Iaccarino, Miriam Di Lorenzo, Diana Donzelli, Luna Luz Perna, Sofia Milne, Rosa Viola, Sara Lucignano, Roberta Pugliese, Valeria Fittipaldi, MariaSole La Rana, Noemi Buonnaurio, Maria Diletta Pubblico, Giada Riccio, Sara Aicardi. Articolo pubblicato il 22/05/2026Scritto da Roberta Pugliese 

Aporema e Panorama Pozzuoli 2025

In occasione dell’evento Panorama Pozzuoli 2025, Aporema onlus ne ha arricchito l’esperienza strutturando un progetto di mediazione culturale, pensato per facilitare l’incontro tra il pubblico e le opere in mostra. Questa azione coinvolge attivamente i giovani del territorio, in particolare studenti delle scuole locali, chiamati a diventare mediatori ed “ambasciatori” della mostra per i visitatori. Il progetto formativo è stato destinato agli studenti del Liceo Virgilio e del Liceo Artistico “Majorana”, entrambi di Pozzuoli. Gli studenti, guidati da operatori e tirocinanti di Aporema, laureati in Didattica e Mediazione Culturale del Patrimonio Artistico presso l’Accademia di Belle Arti, sono stati coinvolti in attività di narrazione e mediazione, contribuendo attivamente alla valorizzazione del patrimonio locale e alla promozione dell’evento. La formazione si conclude con un compito reale: nei giorni di apertura al pubblico dell’evento, gli studenti sono impegnati in prima persona nell’accoglienza, nella presentazione delle opere nei diversi siti coinvolti, mettendo così in pratica quanto appreso. I percorsi narrativi, così come le attività di mediazione e promozione, hanno come filo conduttore il tema della Divinazione, scelto dalla curatrice Chiara Parisi per questa edizione di Panorama. Il tema si intreccia in modo naturale con il contesto flegreo, ricco di riferimenti mitologici e simbolici, ed offre ai partecipanti l’occasione di rileggere il territorio attraverso uno sguardo contemporaneo.

2025 Panorama Pozzuoli

10–14 settembre 2025 Una mostra diffusa a cura di Chiara Parisi Pozzuoli, con la sua straordinaria stratificazione storica e potenza mitologica diventa teatro della quinta edizione di Panorama, la mostra diffusa ideata da ITALICS – rete di gallerie italiane e straniere basate in Italia, di arte antica, moderna e contemporanea – che dal 2021, con cadenza annuale, racconta l’Italia attraverso un intreccio virtuoso tra arte, architettura, patrimonio, paesaggio e comunità locali. Dopo Procida (2021), Monopoli (2022), L’Aquila (2023) e il Monferrato (2024), Panorama torna alle origini: nel settembre 2025 ITALICS approda a Pozzuoli, nel cuore pulsante della Campania antica. Dal 10 al 14 settembre 2025, l’atteso appuntamento con Panorama si svolge tra gli scenari vulcanici e mitologici di Pozzuoli, città-soglia tra terra e mare, storia e immaginario. A curare questa quinta edizione è Chiara Parisi, direttrice del Centre Pompidou-Metz, che guida il pubblico in un viaggio immersivo tra divinità e creazione, in un dialogo tra memoria e urgenze del presente. In occasione dell’evento Panorama Pozzuoli (10–14 settembre 2025), Aporema ha il ruolo di sviluppare un progetto formativo rivolto agli studenti dei Licei di Pozzuoli. Guidati da operatori di Aporema, laureati in Didattica e Mediazione Culturale del Patrimonio Artistico presso l’Accademia di Belle Arti, gli studenti saranno coinvolti in attività di narrazione e mediazione, contribuendo attivamente alla valorizzazione del patrimonio locale e alla promozione dell’evento. Inoltre, gli operatori di Aporema accompagneranno i visitatori prenotati in una passeggiata narrativa alla scoperta di storie, miti e suggestioni che caratterizzano la prima colonia greca d’Occidente; Acropoli di Cuma.

2025 Progetto Energy

Finanziato da The Human Safety Net, Fondazione di Generali, e realizzato da Istituto comprensivo 83° Porchiano Bordiga, Remida Napoli ed Aporema insieme a Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi, parte il progetto E.N.E.R.G.Y – Enhancing Nurturing and Education Rights GloballY, progetto di respiro nazionale che intende rafforzare i diritti all’educazione. La sfida, che da maggio riguarderà anche Palermo, si pone l’obiettivo di prevenire l’abbandono scolastico mettendo in campo esperienze di educazione di qualità iniziando dalla prima infanzia. E.N.E.R.G.Y, che sarà attivo fino a dicembre 2026, si rivolge a giovanissimi da zero a sei anni e alle loro famiglie che saranno coinvolti in laboratori e percorsi partecipativi volti al rafforzamento delle competenze, delle relazioni e della genitorialità con la possibilità di vivere esperienze educative e creative. Il progetto, che si concentra su specifici territori della zona orientale di Napoli, intende creare spazi e tempi per rafforzare la coesione sociale e il benessere della comunità anche grazie ad attività di insegnanti, educatori, esperti di linguaggi espressivi e ricercatori per focalizzare l’attenzione su metodologie di un apprendimento che sia continuo e trasversale. Prendono il via numerosi incontri gratuiti dedicati a bambini e genitori su tematiche che spaziano dal mondo digitale a quello della natura, dalla grafica alle abilità psicomotorie e narrative e tante altre ancora. Inoltre, momenti rivolti soltanto ai genitori con laboratori su espressività, pensiero creativo, pensiero critico e uso dei media e dei social media.

2020 Patrimonio culturale, artistico e paesaggistico – Progetto in rete Titolo Patrimonio culturale: eredità e futuro!

2020 Il progetto persegue finalità ben precise: educare studentesse e studenti alla tutela del patrimonio artistico; avvicinarli al mondo dei linguaggi dell’arte; utilizzare tale strumento educativo per renderli partecipi, in qualità di cittadini, alla vita culturale del Paese. Le attività didattiche (leggi moduli) progettate per raggiungere tali finalità, si configurano, a loro volta, come potenti strumenti per il miglioramento dell’offerta educativa e, nell’ambito della scuola dell’obbligo, per la lotta alla dispersione scolastica attraverso la creazione di nuove forme di didattica e di attrazione alla vita nella scuola. Il tema che si affronta, il Patrimonio artistico, è particolarmente stimolante per la rete di scuole che si è costituita per realizzare il presente progetto. Infatti le scuole che costituiscono la rete sono accomunate da una specifica, pregressa, attenzione rivolta, negli anni, all’utilizzo dei linguaggi dell’arte, e della creatività in genere, quali potenti motori per la crescita dei nostri alunni. L’I.C. “Casanova /Costantinopoli”, l’I.C. “Nicolini/Di Giacomo”, l’I.C. “70 Marino/ S. Rosa”, il 2° C.D. “Siani” di Mugnano, rappresentano storici quanto specifici riferimenti sui territori che presidiano in qualità di agenzie formative. Territori, purtroppo, tristemente famosi alle cronache per il degrado economico, sociale, e culturale quotidianamente combattuti attraverso l’azione formativa nei confronti dei più giovani. Azione che si svolge soprattutto attraverso l’educazione al bello, alla purezza dei linguaggi dell’arte, al racconto del territorio e della sua identità culturale. Nel corso degli anni le scuole hanno costruito e sviluppato tali azioni educative in collaborazione con esperti ed associazioni non lucrative presenti sui rispettivi territori, costituendo un archivio di dati ed una ricchezza di competenze che, in questa occasione, si intendono condividere per la partecipazione al presente Avviso P.O.N..La rete è così costituita: Il progetto si sviluppa intorno ad un bene di riferimento individuato, appunto, nel Museo Pignatelli; preziosissimo tesoro della cultura e della storia cittadina, ancora da troppi non sufficientemente apprezzato.L’azione progettuale intende “utilizzare” il Museo quale location e strumento didattico e, nel contempo, offrire allo stesso un’opportunità di maggiore visibilità nei confronti di fasce sociali e della stessa scuola pubblica che, spesso, ne ignorano le enormi potenzialità.

come

Aporema organizza laboratori, workshop, seminari e progetti artistici che coinvolgono studenti di ogni ordine e grado, docenti, artisti e comunità locali. Le attività si basano sul dialogo e la collaborazione tra i partecipanti, incoraggiando la sperimentazione e l’espressione creativa attraverso diverse forme d’arte.

PCTO 2024 – LICEO SENECA

PCTO 2024 – LICEO SENECA “Noi, Antico e Presente” Le attività proposte partono dal Progetto di educazione al Patrimonio “Immaginazione” del Parco archeologico dei Campi Flegrei, con il quale ha intrapreso, nell’ambito del percorso di realizzazione del piano strategico, un programma sperimentale di valorizzazione e promozione dei siti archeologici con l’obiettivo di incrementarne la conoscenza e la fruizione. Ciò in attuazione della Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, stipulata a Faro nel 2005, il Parco archeologico dei Campi Flegrei intende sviluppare la conoscenza del patrimonio culturale e favorire la costituzione di comunità patrimoniali costituite da persone che attribuiscono valore ad aspetti specifici del patrimonio culturale, che essi desiderano mantenere e trasmettere alle generazioni future. Aporema è partner del Parco archeologico dei Campi Flegrei, ed insieme promuovono questi valori, ed il percorso di seguito presentato rende gli studenti attori del processo di valorizzazione e promozione. Gli studenti verranno fatti avvicinare ai concetti fondamentali della comunicazione di un bene culturale, in maniera attiva, diventando loro stessi promotori di una attività didattica rivolta al pubblico. Le attività saranno precedute da momenti di riflessione personale rispetto ai musei ed ai siti storici. Insieme si progetteranno modalità nuove di conoscenza, rivolte ad altri ragazzi.  L’evento finale vedrà gli studenti coinvolti trasformarsi in guide ed animatori culturali, guidando il loro compagni ed anche i docenti, in un nuovo modo di fruizione del patrimonio.  Saranno presentati tre progetti realizzati dalle classi terze: una visita multimediale delle sale del museo; un gioco di carte che propone la scoperta inedita dei reperti; un giornale che riporterà in epoche antiche.

2024 Piano Triennale delle Arti

Istituto Scolastico Paritario Giardino d’infanzia Soc. Coop. Sociale Onlus di Casapesenna   PIANO DELLE ARTI – DPCM 12 MAGGIO 2021 – ALI. A PARAGRAFO 6, PUNTO 6.2 – MISURE C), E), F), G), I) TITOLO PROGETTO: ‘’L’ORO DEL MIO TERRITORIO’’   L’Istituto Scolastico Paritario Giardino d’infanzia Soc.Coop.Sociale Onlus di Casapesenna è titolare del progetto ‘’L’ORO DEL MIO TERRITORIO’’, presentato nell’ambito del Piano Triennale delle Arti. Il territorio dove si propone questa attività è un territorio da sempre martoriato da cattive promozioni giornalistiche e serie televisive che hanno reso questi luoghi oscuri dove l’illegalità viene promossa. L’azione individuata è stata:  Azioni specifiche: L’istituto scolastico Giardino d’Infanzia ha sempre stabilito relazioni con soggetti esterni che potessero ampliare le conoscenze e le competenze dei propri alunni. Con l’organizzazione Aporema onlus, soggetto accreditato del sistema coordinato, ha anche precedentemente organizzato azioni nell’ambito creativo espressivo. In questo specifico progetto Aporema ha operato in co-progettazione con la scuola individuando di concerto metodologie e personale esperto per la messa in atto del percorso progettuale. Aporema ha proposto mediante le sue azioni l’ampiamento delle competenze “chiavi per l’apprendimento permanente” proposte dalla comunità Europea. L’obiettivo di formare docenti e allievi per il raggiungimento delle competenze ha come fine l’INDIVIDUO. Aporema tramite le attività di formazione/laboratorio ha arricchito conoscenze sul patrimonio territoriale e ambientale dell’area di appartenenza, con attività di RICERCA: Le attività che hanno costruito il percorso proposto, hanno impegnato gli insegnanti dell’istituto e esperti esterni nella realizzazione di esperienze volte alla produzione di un sito WEB fatto dai bambini per i bambini. Le Uscite sul Territorio guidate da esperti hanno aiutato i partecipanti a scoprire e studiare il patrimonio storico artistico ed archeologico della terra di appartenenza. Gli incontri che hanno preceduto le uscite sono stati guidati da esperti con competenze tecniche, estetiche e creative per la raccolta di materiale fotografico e filmico, materiale utile per la produzione del sito WEB.

2024 2025 Formazione Docenti – Sviluppo della creatività

Iniziativa formativa ID. 92603 Durata 25 ore Paper Altered e Creativity (sviluppare la creatività attraverso l’uso dei materiali cartacei) Come sviluppare la creatività in persone di ogni età, con percorsi e strategie messi in atto attraverso la trasformazione dei materiali cartacei Premessa: le arti e la pedagogia si incontrano almeno su due piani: quello della conoscenza di sé, che è anche quello della formazione e della cura di sé, e quello della pratica educativa, che è anche pratica di conoscenza e cura dell’altro. Il corso si propone di: I docenti saranno condotti alla conoscenza dei processi creativi ed al loro uso metodologico; saranno guidati in una indagine che li condurrà a conoscere il pensiero divergente e la personalità creativa. Inoltre I docenti effettueranno esercitazioni pratiche durante il contesto delle relazioni, in modo da sperimentare su sé stessi i processi di stimolo alla creatività ed analizzeranno le possibilità di connettere il percorso studiato a vari ambiti disciplinari, come metodologia didattica. I docenti saranno condotti in una scoperta di vari modi di usare materiali semplici e comuni per esprimere concetti complessi. Contenuti Essere creatori Appunti… per una teoria della creatività Come stimolare la creatività Perché la carta I materiali cartacei Le principali azioni Le principali tecniche di trasformazione E se vi dicessi che la carta è terapeutica?

2024 2025 Un giorno al Museo di San Martino

L’attività proposta per la visita alla Certosa di San Martino si concentra su tre assi fondamentali: I Presepi NapoletaniIl Quarto del PrioreChiostri e Giardini Quali percorsi proponiamo? UN GIORNO NELLA STORIA DI NAPOLI Consiste in un percorso Storico Artistico partecipato, con il quale in maniera esperienziale si ripercorre e si vive la storia del territorio napoletano attraverso l’arte. LA STORIA ATTRAVERSO L’ARTE PRESEPIALE Aporema propone attività che mirano ad aggiungere valore ai siti ed alla loro fruibilità, approfondendone con delle attività pratiche didattiche la conoscenza. È possibile richiedere la preparazione alla visita, svolta dai nostri operatori, presso l’istituto richiedente. Nel Museo si attraverserà la storia della città di Napoli,attraverso quadri e sculture. Ci sarà un focus sulla scultura che condurrà alla Collezione Presepiale. La collezione ospita le testimonianze di figure presepiali precedenti alla più nota produzione settecentesca, che mostrano l’evolversi nel tempo dell’arte di “fare il presepe”, con pezzi unici del trecento e del quattrocento. La visita sarà interattiva e completata dal un laboratorio artistico educativo, che coinvolgerà in maniera attiva gli studenti, anche durante il percorso

Piano Triennale delle Arti 2023 2024

PIANO DELLE ARTI – DPCM 12 MAGGIO 2021 – ALI. A PARAGRAFO 6, PUNTO 6.2 – MISURE C), E), F), G), I) TITOLO PROGETTO: ‘’L’ORO DEL MIO TERRITORIO’’ L’Istituto Scolastico Paritario Giardino d’infanzia Soc.Coop.Sociale Onlus di Casapesenna è titolare del progetto ‘’L’ORO DEL MIO TERRITORIO’’, presentato nell’ambito del Piano Triennale delle Arti. Il territorio dove si propone questa attività è un territorio da sempre martoriato da cattive promozioni giornalistiche e serie televisive che hanno reso questi luoghi oscuri dove l’illegalità viene promossa. L’azione individuata è stata:  Azioni specifiche: L’istituto scolastico Giardino d’Infanzia ha sempre stabilito relazioni con soggetti esterni che potessero ampliare le conoscenze e le competenze dei propri alunni. Con l’organizzazione Aporema onlus, soggetto accreditato del sistema coordinato, ha anche precedentemente organizzato azioni nell’ambito creativo espressivo. In questo specifico progetto Aporema ha operato in co-progettazione con la scuola individuando di concerto metodologie e personale esperto per la messa in atto del percorso progettuale. Aporema ha proposto mediante le sue azioni l’ampiamento delle competenze “chiavi per l’apprendimento permanente” proposte dalla comunità Europea. L’obiettivo di formare docenti e allievi per il raggiungimento delle competenze ha come fine l’INDIVIDUO. Aporema tramite le attività di formazione/laboratorio ha arricchito conoscenze sul patrimonio territoriale e ambientale dell’area di appartenenza, con attività di RICERCA: Le attività che hanno costruito il percorso proposto, hanno impegnato gli insegnanti dell’istituto e esperti esterni nella realizzazione di esperienze volte alla produzione di un sito WEB fatto dai bambini per i bambini. Le Uscite sul Territorio guidate da esperti hanno aiutato i partecipanti a scoprire e studiare il patrimonio storico artistico ed archeologico della terra di appartenenza. Gli incontri che hanno preceduto le uscite sono statiguidati da esperti con competenze tecniche, estetiche e creative per la raccolta di materiale fotografico e filmico, materiale utile per la produzione del sito WEB.

2024 2025 Servizi aggiuntivi

Aporema onlus può provvedere alla distribuzione di materiale informativo, organizzazione di mostre e iniziative culturali. Per le scuole, inoltre, sono previsti i seguenti servizi:

2024 2025 I nostri operatori

Aporema o.n.l.u.s. si avvale di operatori Laureati in “Didattica e mediazione culturale del patrimonio” con una preparazione universitaria specialistica rispetto all’incarico affidato. Formati da Aporema ottengono le abilità necessarie per operare con competenza, flessibilità e autonomia nei diversi settori del patrimonio culturale e della didattica.

Modello di prenotazione

Modulo di prenotazione delle attività didattiche Il modulo per la prenotazione delle attività didattiche per gruppi e classi scolastiche è in pdf compilabile, ovvero si può salvare sul pc e digitare il testo tramite tastiera nei campi evidenziati. Una volta scaricato e compilato, va inviato tramite mail all’indirizzo didattica@aporema.it, scrivendo come oggetto “Richiesta prenotazione attività didattica”. I modelli da compilare possono essere aperti e scaricati direttamente dai pulsanti sottostanti. In caso di difficoltà, si prega di contattarci all’indirizzo email sopra indicato per ricevere i modelli pdf da compilare.  Seguirà conferma da parte dell’organizzazione. Prenotazione per gruppi Prenotazione per gruppi scolastici

2024 2025 Un giorno alla Metro dell’arte Linea 2 e Linea 6

“APOREMA PER L’ARTE CONTEMPORANEA” porterà gli alunni delle scuole a guardare con occhi nuovi il proprio territorio, quello che attraversano per giocare o per andare a scuola, inducendoli ad individuare le tracce che offre, al fine di capire dove sono realmente. STAZIONI OGGETTO DI VISITA La nostra nuova ricchezza: le stazioni della nuova metropolitana di Napoli sono allestite come un grande museo d’arte contemporanea, gli spazi si arricchiscono di opere di artisti di fama mondiale. Le varie stazioni si diversificano per artisti e temi; una è dedicata alla storia di Napoli, una al design, una ad artisti giovani e così via. È interessante ed entusiasmante scoprire che nei così detti luoghi comuni si possono ammirare forme d’arte NUOVE e ORIGINALI Scopriremo: per la Linea 1 La Stazione di Salvator Rosa, interno ed allestimento esterno La Stazione di Materdei, interno ed allestimento esterno La Stazione di Piazza Dante, interno ed allestimento esterno La Stazione di Toledo, interno ed allestimento esterno NEW  – per la Linea 6 La Stazione di Campi Flegrei, La Stazione di Viale Augusto, La Stazione di Arco Mirelli, interno ed allestimento esterno La Stazione di Chiaia, interno ed allestimento esterno

2024 2025 Un giorno nei Campi Flegrei

Atelier esperienziali per studenti presso i monumenti del Parco Archeologico dei Campi Flegrei Atelier per tutti gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado presso il territorio ed i monumenti dei Campi Flegrei. Aporema onlus, ente riconosciuto dal Ministero dell’istruzione e dal Ministero della Cultura, con alle spalle anni di attività nel settore, si fa promotore di una iniziativa di conoscenza del patrimonio locale, partendo dal basso e con una modalità innovativa. La proposta di Aporema sperimenta l’interazione con l’ambiente aggiungendo valore ai siti ed alla loro fruibilità, e porta ad esplorare e conoscere sia i siti archeologico del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, sia tutti i reperti archeologici diffusi in tutto il territorio flegreo, cosa che rappresenta un unicum storico, geologico, naturalistico come pochi luoghi d’Italia. Gli operatori guidano i viaggiatori ad osservare i siti attraverso attività di laboratorio che si concludono con un lavoro individuale creativo, risultato dell’esperienza acquisita, attraverso il “FARE” per capire e ricordare. Le proposte I siti del Parco Archeologico dei Campi Flegrei presso terranno le attività sono: Atelier esperienziali per studenti presso i monumenti diffusi nel territorio flegreo Si effettueranno percorsi brevi nelle strade di Pozzuoli, alla scoperta di monumenti che, anche se sotto gli occhi di tutti, non sono valorizzati e conosciuti. Gli studenti avranno, come sempre, un kit di attività che resterà a ciascuno di essi. Il primo percorso proposto è: ni a poeti che hanno, un tempo, vissuto sul territorio.

2024 Progetto SIAE “Per chi crea”

EDIZIONE 2023 – BANDO – FORMAZIONE E PROMOZIONE CULTURALE NELLE SCUOLE TITOLO DEL PROGETTO: “COSTRUIRE CON L’ARTE” L’IC Bovio Colletta in partenariato con le organizzazioni Aporema onlus e MUSE Campania, si è proposto, oltre che come tradizionale agenzia educativa utile alla trasmissione dei saperi, anche come ambiente di produzione e promozione dell’arte con il progetto SIAE, “COSTRUIRE CON L’ARTE”. Il Progetto è un “ambiente” in cui artisti e studenti realizzano, insieme, opere ibride: ovvero elaborati che non sono soltanto il prodotto dell’artista e neanche solo un lavoro didattico ma, appunto, un’opera ibrida che mette insieme la cifra, il linguaggio dell’artista e le idee, gli interventi del gruppo degli studenti partecipanti alle attività. Il progetto “COSTRUIRE CON L’ARTE” vede Aporema onlus attivare un ulteriore tassello del Progetto ARTOTECA (www.artoteca.it), in cui l’artista Paolo Puddu ha messo in atto un’opera ibrida con gli studenti della scuola. Il progetto “COSTRUIRE CON L’ARTE” è un progetto “in divenire”, costruito con una struttura modulare, dove ogni modulo è un segmento progettuale autonomo condotto da un professionista insieme ad un gruppo di allievi. Ciò con lo scopo di creare un circuito di promozione, valorizzazione e tutela che parta dalle scuole e di innestare percorsi formativi dove la creatività si propone come motore della crescita dell’individuo.

2023 LUBICA – Paper Summit

Seminario al Primo Paper Summit di Lubica Paper Summit è stata una giornata di confronti e riflessioni sullo stato dell’arte di carta e cartone per stimolare la discussione con uno sguardo positivo al cambiamento. Un punto di incontro tra artisti, architetti, designer, ingegneri, ricercatori, studenti, università e scuole, aziende, istituzioni, enti, eventi culturali, musei, docenti, giornalisti, critici, curatori, dove tradizione, know-how, relazione, qualità, unicità, innovazione, sostenibilità, formazione e ricerca si sono uniti.

2023 Call Flegreo – Art Days

Flegreo per il contemporaneo – Art ResidencyII edizione Domenica 22 ottobre dalle ore 15.30 al Castello di Baia, Bacoli (NA), verrà presentato il progetto finale dell’artista Edoardo Aruta “Panem et Circences” nell’ambito della seconda edizione del Premio Flegreo per il Contemporaneo – Art Residency, a cura di Martina Campese, che quest’anno ha scelto il Castello di Baia, sede del Museo Archeologico dei Campi Flegrei, come location privilegiata. Il Premio è in collaborazione con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei e l’Associazione Aporema Onlus ed è sostenuto dallo Studio Legale e Tributario Rossi. Edoardo Aruta è risultato vincitore da una giuria selezionatrice composta dal Team Aporema, Team Art Days, Fabio Pagano direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, il collezionista Fabio Frasca e la curatrice Alessandra Troncone. La ricerca dell’artista vincitore parte dall’obiettivo di immergersi profondamente nell’arte e nell’ archeologia del territorio. Durante la sua residenza Edoardo Aruta ha collaborato strettamente con la comunità locale raccogliendo storie e aneddoti dalle persone del luogo attive nel preservare la memoria culturale e a sostenere il territorio dei Campi Flegrei. Questa sinergia tra artista e comunità ha creato un’opportunità di scambio e apprendimento reciproco. Durante l’ultima settimana di residenza, in collaborazione con il Panificio I Tarallari Acanfora dei Monti di Procida, i Panettieri Informali di Gabriella Varriale e Alfredo Russo, il panettiere Antonio Somma e insieme agli studenti della Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Ilaria Castaldi, Salvatore Mancino e Ladi Traore, si è dato vita ad una produzione di copie in forma di “souvenir” realizzate con l’impasto dei taralli partendo da uno studio dei reperti archeologici conservati nella collezione del Museo del Castello. I “reperti commestibili” saranno successivamente oggetto di un’asta di beneficenza devoluta al Centro Anziani di Bacoli che si terrà all’interno del Castello. Attraverso questa azione collettiva, propria del folklore bacolese, il pubblico avrà la possibilità di impossessarsi, acquisire, cibarsi e divorare metaforicamente la collezione archeologica. A completamento dell’esperienza del progetto “Panem et Circenses” sono previste visite alle sale del Museo sulle quali si innesteranno aneddoti e storie relative alla tutela e conservazione dei beni culturali e anche di opere contrabbandate, copiate e vendute e di frammenti di memorie del contesto Flegreo: dalla convivialità delle tradizioni popolari ai “pezzotti” e i “souvenir” da rifilare ai viaggiatori del Grand Tour e a turisti sprovveduti. Il tour vuole porre l’accento sul rapporto con la storia alla stregua del tour subacqueo che avviene nei pressi del porto di Baia, come metafora dell’inaccessibilità della cultura se non mediata dalle giuste fonti e con mezzi tecnici funzionali ad attraversare lo spazio con coscienza. La giornata di domenica 22 ottobre, comprende:

2023 – KÊME – I MATERIALI DEL TEMPIO

Da Luglio 2023, la Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli in collaborazione con Aporema o.n.l.u.s., presenta al Macellum di Pozzuoli la seconda edizione della mostra Kême, dal titolo “I Materiali del tempio”. Il Parco archeologico dei Campi Flegrei, è la perfetta interazione tra il linguaggio contemporaneo e quello archeologico e la massima espressione di confronto per 12 promettenti scultori, che analizzano i materiali del tempio, secondo logiche funzionali e di valore. Le opere site-specific seguono tre orientamenti concettuali: quello storico, sociale e culturale. In quello storico, tra mito e analisi storiografica della materia e dell’essere, si contraddistingue il lavoro di Carlo Menale, Josef Esposito, Antonio Marano, Antonio Cavaiuolo, Gabriele Di Girolamo e Crescenzo Fiorentino. In quello sociale, l’aspetto antropologico e la rivendicazione socio-politica territoriale, si evidenzia nelle opere di Irene Macalli, Rita Passarelli e Francesca Moretti. Nel filone culturale, invece, il lavoro di Maria Giovanna Abbate, Alessandra Falcone, e Graziano Riccelli, analizzano l’evoluzione del rapporto tra uomo e materia, in relazione, con l’ambiente e lo spazio d’interazione reale o immaginato. Studenti in mostra: Maria Giovanna Abbate, Antonio Cavaiuolo, Gabriele Di Girolamo, Josef Esposito, Alessandra Falcone, Crescenzo Fiorentino, Irene Macalli, Antonio Marano, Carlo Menale, Francesca Moretti, Rita Passarelli, Graziano Riccelli. Foto Mario La Porta

ALTERED PAPER – Sviluppo creatività e materiali cartacei

Il seminario di studio mira ad approfondire la tematica dei percorsi di sviluppo della creatività e dell’espressività attraverso la trasformazione rigorosa dei materiali cartacei, indirizzandosi ad un vasto pubblico composto da professionisti del settore creativo, insegnanti e formatori, mediatori culturali e personale addetto alle sezioni educative di musei e fondazioni, nonché a coloro che desiderano scoprire nuovi approcci alla trasmissione della conoscenza. Tuttavia, il convegno si rivolge principalmente a coloro che vogliono approfondire la ricerca su nuovi processi di acquisizione di conoscenze, indagando e sperimentando tecniche innovative e all’avanguardia per la trasformazione dei materiali cartacei, a partire dall’infanzia e lungo tutto l’arco della vita. L’obiettivo del convegno è dunque quello di stimolare la riflessione e il confronto sulle potenzialità creative del materiale cartaceo, aprendo nuove strade per l’espressione artistica e la trasmissione della cultura, anche con l’utilizzo delle tecnologie digitali. La partecipazione all’intervento è libera.Link di Meet:https://meet.google.com/uua-njpn-sxn

Castello di Baia – Ritratti infedeli

Attività di gioco-riflessione on the road nella sala degli antichi busti. Cosa significa osservare e conoscere davvero l’altro? Il suo modo d’essere può condizionare il modo in cui lo vedo e lo rappresento? I partecipanti si ritraggono in coppia a vicenda su un kit personale fornito dagli esperti, ponendosi a turno domande conoscitive per orientarsi nella conoscenza dell’altro e realizzarne un RITRATTO CARICATURALE, in cui i tratti estetici vengono storpiati, ridimensionati, immaginati, enfatizzati in base alle risposte che si ottengono. Lo scopo è osservarsi e ascoltarsi, concentrandosi sulle risposte dell’altro affinché si  produca un ritratto IN-FEDELE: più lontano dalle fattezze reali di chi viene ritratto ma più vicino al suo modo d’essere. Gli operatori di Aporema Aporema o.n.l.u.s. si avvale di operatori Laureati in Didattica e mediazione culturale del patrimonio con una preparazione universitaria specialistica rispetto all’incarico affidato. I laureati in Didattica e mediazione culturale del patrimonio possono svolgere con competenza attività professionali in ambiti pubblici e privati come specialisti in grado di operare con flessibilità e autonomia nei diversi settori del patrimonio culturale e della didattica. Tempi circa 2 ore Contributo € 10,00 a studente Prenotazione obbligatoria telefonando al numero +39 351 512 5681 dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle 13,00 o scrivendo a didattica@aporema.it È previsto un biglietto omaggio per l’insegnante accompagnatore ogni 15 allievi paganti, con un max. di 2 accompagnatori gratuiti per ogni classe oltre agli eventuali insegnanti di sostegno. È previsto un ingresso gratuito per l’accompagnatore di sostegno degli alunni portatori di handicap. Allo scopo di offrire una reale occasione di partecipazione e inclusione durante l’esperienza di visita, si richiede gentilmente di segnalare la presenza di disabilità fisiche, disagio psichico e/o disabilità mentali al momento della prenotazione. DISDETTE Si chiede di inviare comunicazione scritta appena possibile e comunque non oltre i sette giorni precedenti la data prevista per qualsiasi tipo di attività prenotata, inoltrandola al numero all’indirizzo email didattica@aporema.it PRIVACY Aporema garantisce che i dati personali e relativi all’Istituto forniti all’atto delle prenotazioni verranno utilizzati esclusivamente per gli usi amministrativi interni nonché per la diffusione e l’informazione dell’attività del Museo. Caricamento…

2022 – ArtDays – Open Call

Nell’ambito degli ArtDays 2022, Aporema propone con l’Associazione Attiva-Cultura Project l’Open Call ArtResidency – Flegreo per il contemporaneo. La call si rivolge a singoli artisti, coppie o collettivi artistici emergenti interessati a presentare un’azione di arte partecipativa che si realizzerà presso il Macellum di Pozzuoli – Tempio di Serapide in occasione delle giornate dedicate agli Art Days – Napoli Campania 2022. La Call è aperta fino al 10 settembre 2022. Qui il link alla Call ed all’Application Form. La giuria La giuria che selezionerà l’artista vincitore della Open Call ArtResidency – Flegreo per il contemporaneo sarà composta da: Il team di Art Days – Napoli Campania, due giurati d’eccezione si distinguono per la loro expertise e conoscenza del territorio. Il team di Aporema Onlus, partner della Call, struttura no profit che punta alla diffusione dei linguaggi artistici attraverso forme di didattica alternative, basate sulla creatività. Il dott. Fabio Pagano è Direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei che comprende i principali siti e monumenti archeologici del territorio flegreo. Un contesto singolare per storia e natura, in cui sono ambientati alcuni dei più importanti miti antichi, come la Gigantomachia, la Sibilla cumana e la porta degli Inferi nell’Averno. Inoltre in qualità di ospiti speciali della Giuria che decreterà il vincitore dell’Open Call ArtResidency – Flegreo per il contemporaneo, saranno presenti il collezionista Fabio Frasca e la giornalista Mirella Armiero. Fabio Frasca colleziona arte contemporanea dal 2011. Opera simbolo della sua collezione, che ad oggi vanta più di 50 opere, è la litografia di Giorgio de Chirico “L’Arcobaleno” (1969).Sol Calero, Adriano Costa, Marinella Senatore sono solo alcuni dei grandi artisti di cui custodisce le opere negli spazi domestici o attraverso prestiti presso istituzioni museali. Mirella Armiero è laureata in Lettere e ha insegnato nei licei negli anni ’90.

2022 – Leisure

Il minigolf partecipativo al Tempio di Serapide chiude gli Art Days Napoli Campania 2022.L’artista autore – Niccolò Moronato, vincitore del concorso Flegreo Contemporaneo bandito da Attiva e Aporema Onlus – ha invitato i cittadini al Macellum di PozzuoliUn intervento scultoreo nel sito il 27 novembre. In quella data i visitatori giocano a Leisure, l’opera partecipativa che l’artista Niccolò Moronato ha pensato e realizzato durante la residenza a Pozzuoli, ospitata dalla rete di b&b diffusi Anyway Campi Flegrei – partner hospitality dell’associazione Attiva Cultural Projects, ente organizzatore degli Art Days – e da un premio di produzione offerto da Rossi – Studio legale e tributario, già sponsor dell’edizione 2021 degli Art Days.Buche temporanee allestite per l’intera giornata trasformano il Macellum in un inusuale minigolf, cui si può accedere per giocare a piccoli gruppi. Il momento partecipativo si inserisce nel più ampio quadro dell’opera, intitolata Leisure, che comprende anche un intervento scultoreo/installativo all’interno dell’area archeologica durante la settimana precedente l’evento.Le curatrici di Art Days affermano: ‘È sempre una grande sfida lavorare con progetti di questo tipo: happening relazionali che si situano in un’area pubblica; la responsabilità dell’artista è tanto maggiore per la natura archeologica di questo prezioso e simbolico sito, ancor di più se si pensa che è letteralmente inglobato in una città viva e vibrante come Pozzuoli.Niccolò Moronato – che la giuria multidisciplinare ha selezionato come vincitore del premio Art Residency – Flegreo per il Contemporaneo, bandito per la prima volta quest’anno in collaborazione con Aporema Onlus e il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, è un artista votato ad azioni collaborative nello spazio pubblico, sua cifra stilistica ed impegno sin dagli esordi.La sua ‘scommessa’ con il sito, la sua memoria ed i suoi abitanti, si compone di diversi step: dal 21 novembre la componente scultorea del suo progetto Leisure ha preso forma in vari punti dell’area archeologica restando agibile e visitabile da chiunque ha avuto accesso al Macellum, con l’obiettivo di suscitare curiosità e stimolo nella comunità che circonda o si trova a passare per il sito. Il 27 novembre l’area verde del Tempio popolata di buche e mazze messe a disposizione dai mediatori culturali, che si occuperanno di coinvolgere e guidare i fruitori fornendo le regole di gioco. Mentre adulti e bambini, amanti dell’arte e dell’archeologia giocheranno, Moronato sarà felice di dialogare liberamente con loro sul valore dell’opera e sul senso per loro di essere lì a prendervi parte. Il suo dialogo con i cittadini e con i visitatori dell’area inizierà anche prima invitandoli nei giorni precedenti a prendere parte al suo lavoro vivo.’ L’artista afferma: ‘La mia ricerca sul golf nasce qualche anno fa, quasi per caso: da tempo abitavo a Chicago e, per un inghippo burocratico, vi restai bloccato per due anni durante la pandemia. Per trovare pace, andavo spesso in bici fino a raggiungere un grande lago, passando per un parco cittadino al cui interno c’è un driving range, campo di allenamento per i tiri lunghi del golf, sport molto popolare negli USA. La mia corsa spesso si interrompeva per il rumore iper-violento che fanno le palline quando vengono colpite dalle mazze: sembrano colpi di arma da fuoco. Il golf è uno sport violento sebbene sia, all’apparenza, una disciplina dall’estetica accomodante e “signorile”.Effettivamente, se lo guardi dal punto di vista del campo, il golf appare come una dimensione che ingloba, mastica e trasforma il territorio su cui atterra in un paesaggio “da cartolina”. A volte compiendo veri sacrilegi, come i campi da golf caraibici che sorgono su piantagioni un tempo lavorate da schiavi, o un campo, nell’Ohio, che sorge sopra un cimitero nativo-americano. Inserire un campo da golf in una rovina romana è anch’esso un sacrilegio, che mi serve per poter riflettere su altri sacrilegi che spesso accadono nelle nostre città senza che ce ne rendiamo più conto. È stato progressivamente soppiantato spazio pubblico come l’ho conosciuto, ad esempio: sgangherato, destrutturato, ma comunque inclusivo di differenti modi di socializzare e, soprattutto, non necessariamente legato a finalità commerciali. Leisure riflette su come, da anni, la “rivitalizzazione” degli spazi pubblici sia sempre più appaltata all’industria del divertimento e dello svago, che privatizza, monetizza e sponsorizza la propria attività sui mezzi di comunicazione, creando un’immagine distorta, una realtà in cui si è turisti nella propria stessa città. Una visione dello spazio pubblico dalla quale sembra non esserci via d’uscita. Il sito ART DAYS

2022 Immaginazione – Didattica al Parco Archeologico dei Campi Flegrei

“Immaginazione” è il modo di pensare e operare per l’educazione al patrimonio culturale, seguendo la strategia partecipativa per la valorizzazione del territorio che il Parco Archeologico dei Campi Flegrei porta avanti da anni. Con la pubblicazione di un avviso pubblico nel maggio 2021, il Parco ha aperto uno scenario, innovativo nel panorama italiano, per la progettazione condivisa con enti del terzo settore dell’offerta educativa indirizzata verso le scuole e le famiglie. Aporema è partner del Parco Archeologico in questo percorso. Il progetto prevede la costruzione di un ampio programma di iniziative educative e didattiche, sviluppate mediante molteplici forme e linguaggi, orientate a promuovere la conoscenza, la consapevolezza e la condivisione del patrimonio flegreo. “Immaginazione” ha casa nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia, nel Parco Archeologico delle Terme di Baia, nel Parco Archeologico di Cuma, nell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli.

Formazione docenti – 2024 2025 Con Aporema alla scoperta dei linguaggi del Contemporaneo

Iniziativa formativa ID. 81544 Durata 25 ore “con APOREMA alla scoperta dei linguaggi del Contemporaneo”  propone agli insegnanti una possibilità di aggiornamento – che porti all’acquisizione di conoscenze e competenze relative alle forme e ai pensieri  artistici contemporanei – per sviluppare una didattica interdisciplinare che si apra alla conoscenza e all’interpretazione del tessuto culturale che ci circonda. Obiettivi: guardare il proprio territorio con occhi nuovi maturare le capacità percettive, intese non solo come aspetti sensoriali, ma anche come influenza degli aspetti cognitivi e di adattamento all’ambiente maturare una riflessione approfondita sul concetto di  creatività, al di là dello stereotipo di spontaneità”, ”libertà espressiva”, “eccentricità” acquisire conoscenze relative alle forme ed ai pensieri artistici contemporanei acquisire una terminologia appropriata conoscere gli strumenti e le tecniche usate nell’arte contemporanea Il percorso è strutturato attraverso Lezioni Attività laboratoriali Creazione di strumenti didattici Visite di studio Le attività di studio sul territorio si terranno presso: •MADRE, Museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli •PAN, Palazzo delle Arti, Napoli •Museo Nazionale di Capodimonte, Sezione permanente arte contemporanea, Napoli •Metronapoli, linea 1 e linea 6, le stazioni dell’arte •Mostre temporanee d’arte contemporanea •Gallerie d’arte La struttura del corso: Definizione di Contemporaneo Espressione tramite materiali “non convenzionali” Analisi di opere Rapporto tra scuola e contemporaneo Visite ai luoghi del contemporaneo Condivisione di risorse didattiche

Parco Archeologico di Baia – Immersi nel Passato

“Immersi nel passato” al Parco Archeologico delle terme di Baia consiste in un percorso Sensoriale Storico Artistico partecipato, con il quale in maniera gioiosa si vive la storia di un territorio vitale dell’Impero Romano. Impianti termali, piscine coperte, ampi spazi e tante sorprese… Si andrà alla scoperta del vivace mondo Romano delle Terme tramite un percorso SENSORIALE. Le Terme sono sempre state simbolo dell’Impero e rappresentano il simbolo del fenomeno geologico del bradisismo. Gli operatori di Aporema Aporema o.n.l.u.s. si avvale di operatori Laureati in Didattica e mediazione culturale del patrimonio con una preparazione universitaria specialistica rispetto all’incarico affidato. I laureati in Didattica e mediazione culturale del patrimonio possono svolgere con competenza attività professionali in ambiti pubblici e privati come specialisti in grado di operare con flessibilità e autonomia nei diversi settori del patrimonio culturale e della didattica. Tempi circa 2 ore Contributo € 10,00 a studente Prenotazione obbligatoria telefonando al numero +39 351 512 5681 dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle 13,00 o scrivendo a didattica@aporema.it È previsto un biglietto omaggio per l’insegnante accompagnatore ogni 15 allievi paganti, con un max. di 2 accompagnatori gratuiti per ogni classe oltre agli eventuali insegnanti di sostegno. È previsto un ingresso gratuito per l’accompagnatore di sostegno degli alunni portatori di handicap. Allo scopo di offrire una reale occasione di partecipazione e inclusione durante l’esperienza di visita, si richiede gentilmente di segnalare la presenza di disabilità fisiche, disagio psichico e/o disabilità mentali al momento della prenotazione. DISDETTE Si chiede di inviare comunicazione scritta appena possibile e comunque non oltre i sette giorni precedenti la data prevista per qualsiasi tipo di attività prenotata, inoltrandola al numero all’indirizzo email didattica@aporema.it PRIVACY Aporema garantisce che i dati personali e relativi all’Istituto forniti all’atto delle prenotazioni verranno utilizzati esclusivamente per gli usi amministrativi interni nonché per la diffusione e l’informazione dell’attività del Museo. Caricamento…

Castello di Baia – Immaginazione Frammentata

“Immaginazione Frammentata”, pensato per un pubblico di bambini e ragazzi, consiste in una restituzione di ciò che è stato appreso nella visita al Castello ed al Museo. Con l’utilizzo del collage, della fotografia e del disegno, gli alunni elaboreranno un breve racconto di cui si renderanno protagonisti. Gli obiettivi sono: Ascolto attivo, Curiosità ed osservazione, Scoperta ed uso di più media. Durante la visita i bambini saranno esortati ad osservare anche i reperti più piccoli e scoprirne la storia, per poterli fotografare ed inserire nel loro racconto. Dopo la visita andranno nel laboratorio per creare. Gli operatori di Aporema Aporema o.n.l.u.s. si avvale di operatori Laureati in Didattica e mediazione culturale del patrimonio con una preparazione universitaria specialistica rispetto all’incarico affidato. I laureati in Didattica e mediazione culturale del patrimonio possono svolgere con competenza attività professionali in ambiti pubblici e privati come specialisti in grado di operare con flessibilità e autonomia nei diversi settori del patrimonio culturale e della didattica. Tempi circa 2 ore Contributo € 10,00 a studente Prenotazione obbligatoria telefonando al numero +39 351 512 5681 dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle 13,00 o scrivendo a didattica@aporema.it È previsto un biglietto omaggio per l’insegnante accompagnatore ogni 15 allievi paganti, con un max. di 2 accompagnatori gratuiti per ogni classe oltre agli eventuali insegnanti di sostegno. È previsto un ingresso gratuito per l’accompagnatore di sostegno degli alunni portatori di handicap. Allo scopo di offrire una reale occasione di partecipazione e inclusione durante l’esperienza di visita, si richiede gentilmente di segnalare la presenza di disabilità fisiche, disagio psichico e/o disabilità mentali al momento della prenotazione. DISDETTE Si chiede di inviare comunicazione scritta appena possibile e comunque non oltre i sette giorni precedenti la data prevista per qualsiasi tipo di attività prenotata, inoltrandola al numero all’indirizzo email didattica@aporema.it PRIVACY Aporema garantisce che i dati personali e relativi all’Istituto forniti all’atto delle prenotazioni verranno utilizzati esclusivamente per gli usi amministrativi interni nonché per la diffusione e l’informazione dell’attività del Museo. Caricamento…

2022 – MAGMA Vivo nell’arte contemporanea giapponese

24-28 Ottobre | Creazioni Sculture delle artiste con laboratori | Accademia Belle Arti di Napoli 29 Ottobre | Opening | MANN, Parco Archeologico di Cuma e Tempio di Serapide                         30 Ottobre – 29 Novembre | Mostra Temporanea | PaFleg Con “ring of fire” si intende la cintura di fuoco creata dai vulcani che circondano l’Oceano Pacifico. Posizionato proprio lungo il ring of fire, il Giappone è un territorio geo-dinamicamente attivo, dominato dal fenomeno della subduzione, ovvero dello scorrimento delle placche del Pacifico. La costante convivenza con fenomeni naturali imponenti e l’esistenza di una lunga tradizione che li interpretava come avvertimenti da parte degli spiriti hanno favorito lo sviluppo di un nuovo approccio creativo, attraverso cui la Scultura diviene strumento espressivo radicato ed etereo al tempo stesso. Nel segno dei vulcani, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli da tempo ospita e promuove rassegne culturali, esposizioni ed eventi che favoriscono la conoscenza della tradizione giapponese, antica e contemporanea. Il successo della mostra “Pompeii”, realizzata in diverse città nipponiche con importanti prestiti del MANN, testimonia il doppio filo che lega la sensibilità asiatica all’eredità artistica cardine nell’Occidente. La Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli ha ritenuto proficuo apporre una riflessione laterale allo studio dell’antico, invitando tre artiste che meglio si contraddistinguono in ambito internazionale per la produzione scultorea e performativa oggi. Con il progetto Magma vivo nell’arte contemporanea giapponese si intende condividere l’attività scultorea di tre talenti che in pratiche differenti hanno narrato negli ultimi 40 anni le dinamiche sociali e politiche in terra nipponica. Le artiste Noriko Ambe, Aoki Noe e Yoshiko Shimada interagiranno con gli studenti della scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli per la creazione di site specific da inaugurare al Parco Archeologico di Cuma e al Tempio di Serapide di Pozzuoli. Le artiste avranno il sostegno di un gruppo selezionato di studenti di lingua e cultura giapponese dell’Università di Napoli L’Orientale, che, oltre a facilitare la comunicazione dal punto di vista linguistico, parteciperanno al processo creativo. Noriko Ambe ha individuato nel materiale cartaceo la continuazione divinatoria del valore simbolico affidato alla carta: del resto, foneticamente, in giapponese la parola carta e la parola dio si equivalgono. Le opere di Ambe sono stratificazioni che si innestano fino a diventare nervature, modellate metaforicamente da uno stato di lavorazione capillare, come fossero emerse dagli eventi naturali, fino a diventare oracolo e premonizione, salvezza sperata e radicamento di virtù culturali ed estetiche. L’opera di Ambe installata al Parco Archeologico di Cuma. Aoki Noe tratta il ferro come la pratica fine della creazione a cesello, in cui ogni singolo pezzo, forgiato alla misura stabilita, crea una composizione monumentale senza trascurare mai il dettaglio. Ologramma reale di una costruzione precaria, ma al tempo stesso profonda e forte. Radicate ed eteree, le sue opere trafiggono lo sguardo dello spettatore e sconfinano oltre la forma intesa, per aprire nuovi campi e nuove interferenze scultoree mai viste o percepite. L’opera di Aoki è visibile al Tempio di Serapide di Pozzuoli. Yoshiko Shimada è una Performer di lunga data, che analizza la storia recente per recuperare e riscattare le pagine strappate alla memoria collettiva. Una dinamica ricostruzione, una potente rappresentazione del reale, che restituisce alla storia, svelandole, le verità occultate. Senza mai lasciare al caso o omettere un singolo frammento dell’esistenza umana, Shimada conferisce materialità e potenza alle lotte per l’eguaglianza e per i diritti. La Performance è in mostra al Parco Archeologico di Cuma. Il progetto proposto dall’Accademia di Belle Arti di Napoli è realizzato con la collaborazione dell’Università di Napoli L’Orientale, l’ISMEO — Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente, il Parco Archeologico dei Campi flegrei, il MANN e l’Altro Giappone. Sono importanti partner nella realizzazione del progetto la Camera di Commercio Italiana a Tokyo, Fonderia Nolana, Berni spa, Le Associazioni Aporema onlus, Napoli è donna, Tempio Macellum e la Scuola di Fotografia e Didattica dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Il progetto si svolge sotto forma di workshop nei laboratori della Scuola di Scultura dal 24 al 28 Ottobre e sarà inaugurato il 29 Ottobre all’auditorium del Mann alle ore 10:00,  al Parco Archeologico di Cuma alle ore 12:00 e al Tempio di Serapide di Pozzuoli alle ore 15:00. Le opere saranno fruibili al Parco Archeologico di Cuma e al Tempio di Serapide di Pozzuoli dal 30 Ottobre al 29 Novembre 2022. In merito al progetto il direttore Fabio Pagano ha dichiarato: “Sulla solidità della memoria storica e archeologica del nostro territorio si fonda il progetto Magma Vivo. Il Macellum di Pozzuoli si pone sempre di più luogo di incontro tra antico e moderno. Un progetto innovativo che favorisce l’incontro tra culture diverse, tra artisti affermati e studenti e che si nutre dell’originale spirito di progettazione condivisa che ha ispirato la nuova stagione del PaFleg”.                                                                                           Sponsor Ufficiali: BERNI SPA seleziona le migliori cartiere dal 1936 | Fonderia Nolana Del Giudice

2022 – RUHA! per la Giornata del Contemporaneo

Sabato 8 ottobre 2022 torna la Giornata del Contemporaneo, la grande manifestazione promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani e realizzata con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e la collaborazione della Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Nella sua diciottesima edizione – che come tradizione si svolgerà su tutto il territorio nazionale, coinvolgendo musei, fondazioni, istituzioni pubbliche e private, gallerie, studi e spazi d’artista – la Giornata del Contemporaneo torna a ottobre, in presenza, con l’obiettivo di raccontare la rinata vitalità dell’arte contemporanea nel nostro Paese, dopo le restrizioni dovute a due anni di pandemia. Per questa edizione Aporema onlus in collaborazione con l’Associazione Attiva Cultural Projects ed ospitati dall’ATI Macellum, presentarno al pubblico la restituzione di RUAH!, progetto site specific dell’artista Veronica Bisesti. L’ambizioso progetto ha come protagonista il confronto dialettico tra l’archeologia e il linguaggio contemporaneo in un incontro che riesce a far riemergere lo spirito più profondo dei Campi Flegrei. RUAH, intervento site specific di Veronica Bisesti ATI Macellum, Macellum – Tempio di Serapide, Pozzuoli (Na) Sabato 8 ottobre H 17-19:30

2022 – RUHA!

Torna al Macellum  – Tempio di Serapide l’opera RUAH! di Veronica Bisesti. A poco meno di un anno dalla sua inaugurazione in occasione della prima edizione degli Art Days – Napoli Campania, l’Associazione Attiva Cultural Projects in collaborazione con gli enti del territorio Aporema Onlus e ospitati dall’ATI Macellum, è orgogliosa di presentare al pubblico la restituzione di RUAH!, progetto site specific dell’artista Veronica Bisesti. L’ambizioso progetto ha come protagonista il confronto dialettico tra l’archeologia e il linguaggio contemporaneo in un incontro che riesce a far riemergere lo spirito più profondo dei Campi Flegrei. RUAH! Una parola che rimanda a una sonorità potente, una voce che sembra emergere da un substrato silenzioso e nascosto per far sentire a tutti la sua forza. L’intervento di Veronica Bisesti (Napoli, 1991) scava nel profondo di un territorio vibrante e denso di storia, quello dei Campi Flegrei, dove la terra custodisce in silenzio le testimonianze di un passato culturale ricco e in continuo movimento. Dal Macellum – Tempio di Serapide, se ci si accosta con sensibilità e rispetto, si può percepire la potenza di un mondo sotterraneo che, di volta in volta, sente il bisogno di emergere alla luce del sole. Nel corso delle tre giornate di appuntamenti, il 24 settembre, l’1 e l’8 ottobre, dalle ore 17 alle 19:30 sarà possibile partecipare a una fruizione speciale della performance sonora dell’artista al Macellum – Tempio di Serapide, accompagnati dal racconto dei mediatori culturali. Passeggiando per i resti archeologici, ci si trova ad ascoltare il suono della terra, un corpo denso da attraversare, in cui e con cui muoversi, lasciandosi suggestionare da una presenza tanto iconica quanto nascosta. La particolare sensibilità dell’artista ha permesso di guardare oltre il visibile, di scavare sotto la superficie e di liberare la voce profonda, femminile, magmatica della Madre Terra sotto forma di spirito – Ruah – dall’ebraico soffio, aria, vento, respiro. L’invito è a fermarsi e a porgere l’orecchio per inseguire questa spinta creatrice che con forza sale dal basso e ci avvolge per diventare tutt’uno con essa. Ed è proprio con questo spirito partecipativo e simbiotico che l’artista ha dato vita al suo intervento al Macellum, innescando un dialogo attivo con le voci femminili della classe di canto di Enrica di Martino della Campi Flegrei Academy. La restituzione di questo scambio consiste nelle tracce audio di voci che si preparano al canto, le cui tecniche – humming, vocal fry, bocca chiusa e vocal free – sono la manifestazione di un movimento, quello diaframmatico, che, proprio come il bradisismo, diviene la manifestazione del movimento della terra. I Campi Flegrei infatti, sono un territorio ricco, denso di storia, di testimonianze di passaggi culturali, un territorio dal passato cosmopolita si potrebbe dire e, soprattutto, un territorio vivo nel quale la terra non ha mai smesso di muoversi. Forti di questa prima collaborazione, le curatrici e fondatrici di Art Days Napoli Campania decidono per il 2022 di rinnovare il sodalizio aperto nel 2021 con Aporema Onlus e, in occasione della seconda edizione della manifestazione – che si svolgerà dal 24 al 27 novembre 2022, il Macellum – Tempio di Serapide sarà sede del nuovo premio dedicato ad artisti emergenti, Flegreo per il contemporaneo – Art Residency. L’obiettivo è coinvolgere attivamente la comunità flegrea, chiamata a ridefinire, attraverso il lavoro svolto insieme all’artista, la propria relazione con il sito del Macellum, simbolo del centro storico della città di Pozzuoli e, allo stesso tempo, l’archeologia più antropizzata nel distretto culturale dei Campi Flegrei. Accompagnato da una residenza sponsorizzata dalla rete dei b&b Anyway Campi Flegrei e da un premio di produzione per l’opera, l’artista avrà l’occasione di presentare il suo intervento dal 24 al 27 novembre 2022. La giuria, anch’essa d’eccezione, di Flegreo per il contemporaneo è composta dal Team Art Days – Napoli Campania (Martina Campese, Raffaella Ferraro, Letizia Mari, Valeria Bevilacqua), dal team Aporema O.N.L.U.S. (Antonio Manzoni e Daniela Politelli), dal collezionista Fabio Frasca, dalla caposervizio cultura e primo piano del Corriere della Sera (ed. del Mezzogiorno) Mirella Armiero, dal Direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano. _____________________________ Info RUAH, intervento site specific di Veronica Bisesti ATI Macellum, Macellum – Tempio di Serapide, Pozzuoli (Na) Sabato 24 settembre H 17-19.30 Sabato 1 ottobre H 17-19.30 Sabato 8 ottobre H 17-19:30 Ingresso ridotto al Tempio di Serapide attiva.art@gmail.com

Conversazione con Franco Vaccari

Accademia di Belle Arti di Napoli FRANCO VACCARI ha incontrato gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli in occasione della mostra personale RUMORI TELEPATICI presso la Fondazione Morra Greco, realizzata nell’ambito di PROGETTO XXI, promosso dalla Fondazione Donnaregina per le Arti ContemporaneePresentazione diAurora Spinosa, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di NapoliIntroduzione diMaurizio Morra Greco, Presidente della Fondazione Morra Greco, NapoliSaluti IstituzionaliAndrea Viliani, Direttore Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee /MADRE-Museo d’arte contemporanea Donnaregina, NapoliModeratoreAniello Barone, Docente di fotografia dell’Accademia di Belle Arti di NapoliAnna Cuomo, Assistente curatore di Progetto XXI per la Fondazione Morra Greco.

Accreditamento MI e MIBAC

Il Ministero dell’Istruzione, Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione Direzione Generale ed il Ministero della Cultura, Educazione, ricerca e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione e istituti culturali, in ragione del Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 60, recante “Norme sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della creatività”, con Determinazione m_pi AOODPIT. Registro Decreti Dipartimentali 0001742 del 14 luglio 2022, individua Aporema onlus Soggetto accreditato del Sistema coordinato per la Promozione dei “Temi della creatività” nel Sistema Nazionale di Istruzione e Formazione, a decorrere dall’anno scolastico 2022/2023. Il decreto è pubblicato sul sito istituzionale del Ministero dell’Istruzione, sezione “Arti e creatività” di seguito indicato: https://miur.gov.it/web/guest/arti-e-creativita

Un Legittimo Pensiero – un articolo del Direttore del PAN

UN LEGITTIMO PENSIERO PER UN’ALCHIMIA CIVICA di Fabio Pascapè Responsabile del PAN Palazzo delle Arti di Napoli Sono uomo d’apparato e  non d’arte. Grigio e spesso nero perché, alla fine, sono i colori che preferisco. Passo la maggior parte del tempo prescritto (ed oltre…  ma questo   non ditelo in giro) con la testa fra le carte. Di questi tempi è difficile far  quadrare i conti, le risorse  sono poche ed è già tanto garantire l’apertura  della  struttura. Offrire gli spazi  è diventato la via principale (se  non l’unica) di sostegno alle attività culturali. È bene  intendersi. Mantenere aperta una  struttura come il Palazzo delle Arti di Napoli è stata una scelta di coraggio della Civica Amministrazione che,   nonostante  una situazione congiunturale drammatica, ha evitato di fare la cosa più banale, dannosa e comune che  in genere si fa in epoca di crisi: tagliare i fondi  alla cultura. Se il PAN avesse chiuso due anni e  mezzo fa, solo qualche   rara voce si  sarebbe levata. Vox clamans in deserto? Forse. Fortunatamente  non è andata così, e quando alzo la testa dalle carte vedo sale espositive popolate di opere e affollate di cittadini. Mi chiamano. «Il vernissage sta per iniziare». Tiro fuori la testa dalle carte e raggiungo il primo piano. Bambini, ragazzi, genitori, istituzioni, cittadini. Le sale sono gremite. Vado col pensiero   ad   una  riunione  di  azionisti civici. Passione, partecipazione e calore. Tra me e me rifletto su come il tempo e l’azione civica stiano ridisegnando l’identità del PAN. Cesello o fucina? L’associazione è “Aporema”, il terreno è l’istituto  scolastico comprensivo “Casanova – Costantinopoli” di Napoli il maglio sono tre  artiste come Rosaria Iazzetta, Maram e Daniela Politelli, la rete è l’Ordine degli Avvocati, l’Università Parthenope, il  Comune di Napoli, l’Ufficio Scolastico Regionale. Campo di confronto è l’arte come legittimo strumento di   conoscenza del proprio essere e sentirsi al mondo. Le artiste hanno lavorato a lungo con i bambini e con i ragazzi. Mi trovo di fronte ad opere d’arte che assumono senso in funzione “dell’ambiente di  sviluppo” nel quale sono nate. Opere ricche di senso. La scuola marca la differenza del gesto artistico. Una scultura di metallo poggia i suoi acuminati pseudoarti  su banchetti di scuola. Lettini in miniatura accolgono germogli poggiati su morbido cotone bianco. Grandi fogli giacciono arrotolati sul pavimento in un contesto di quadretti bianchi. Mai più algidi esercizi di stile. Il gesto artistico prende e dà senso alla scuola. La scuola prende e dà senso al gesto artistico. Il connubio nelle sale del PAN appare subito inscindibile, e subito propone un patto. Lo spazio civico non serve solo ad accogliere. Non è mero spazio   di affitto o di munifica concessione. Lo spazio espositivo diventa setting civico. Ambiente di sviluppo. Moltiplicatore di energie civiche. Nasce così la proposta di un protocollo di lavoro fra le istituzioni presenti. Il patto è siglato davanti ai bambini, ai ragazzi, ai genitori agli insegnanti, alle artiste. Occhi incuriositi, coscienze attente, notai civici. Non si può sbagliare, non si torna indietro. Pacta sunt servanda: echeggia nella mia  memoria di liceale la voce del professor Remondelli e la  sua incomparabile “pappagorgia”. “Soprattutto quelli civici”, aggiunge la mia coscienza. Torno nel mio ufficio. Rimetto la testa nelle carte. Per la prossima inaugurazione servono lampade. Occorre attintare le sale. Manca la sorveglianza. Non ho soldi per pagare lo straordinario. Una collega è caduta tornando a casa e devo curare la pratica  Inail.  Riprendo a combattere con vigore rinnovato. Un “legittimo pensiero” può dare tanta forza… Il PAN è ormai laboratorio di  cittadinanza. Le soluzioni  verranno, e con esse le giuste alchimie… civiche. “Gentile Supervisore”, digito sulla tastiera. L’ultima nota del giorno prende corpo e forma. Provo ad ottenere un budget per pagare qualche ora di  lavoro straordinario. Il protocollo informatico mi rassicura “protocollazione effettuata”. La giornata è finita. Anche gli   uomini di apparato hanno una famiglia. Domani è un altro giorno. Si torna  a casa.

2015 2019 Seminari Esperienziali

Per 4 anni presso il Museo Pignatelli, si sono tenuti incontri con artisti, alunni e genitori, nell’ambito del POR Scuola Viva “Fare scuola, oltre la scuola!” della Regione Campania, con riferimento al Protocollo d’intesa tra il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.Gli incontri nascono dalla volontà di dare visibilità alle metodologie didattiche messe in atto presso il 2° Circolo Didattico “G. Siani” di Mugnano e dalla Associazione Aporema onlus, grazie al progetto della Regione Campania .Scuola Viva è il programma triennale, finanziato mediante risorse del Fondo Sociale Europeo, con cui la Regione Campania realizza una serie di interventi volti a potenziare l’offerta formativa del sistema scolastico regionale, con l’obiettivo di innalzare il livello della qualità della scuola .Un sabato di primavera è divenuto un momento di incontro pratico e riflessivo tra artisti, genitori, docenti, bambini.

2014 Epifanie

Otto progetti per otto fotografi, un laboratorio e un maestro.  Si chiama EPIFANIE la mostra-installazione, risultato della prima edizione del “laboratorio irregolare” di Antonio Biasiucci che inaugura al Castel dell’Ovo di Napoli ad aprile a 2014, i portfolio degli otto giovani artisti di LAB, complessivamente oltre 150 opere fotografiche. L’esperienza nasce dall’incontro tra Biasiucci e Ilaria Abbiento, Fulvio Ambrosio, Chiara Arturo, Giuliana Calomino, Cristina Cusani, Susy D’Urzo, Luigi Grassi e Claudia Mozzillo. Per circa due anni, a cadenza bisettimanale, nel suo studio napoletano l’artista ha seguito gratuitamente i ragazzi nel loro percorso artistico, guidandoli nella produzione di un progetto di ricerca personale. Gli otto giovani hanno assimilato un processo, un criterio, il cui cardine è il confronto serrato con l’uomo-fotografo Biasiucci. «Il senso del “laboratorio” – spiega Biasiucci – è quello di scoprire una urgenza, una autenticità attraverso il continuo confronto col soggetto scelto. L’incapacità di andare dritti al fondo delle cose crea omologazione. Il laboratorio ha la funzione di guardarsi dentro, ogni volta, ripetutamente. Da questo confronto nasceranno le domande che tenderanno a svelare quella parte di mistero che inevitabilmente il soggetto nasconde. Attraverso quel mistero ci si guarda allo specchio e si avvia un processo di conoscenza introspettivo che diviene il senso del proprio fare fotografia. Fare il laboratorio non significa diventare artisti ma il tentativo di scoprire cosa è importante; aiuta a distinguere il fondamentale dall’effimero, ad acquisire una forma mentis, una metodologia che è funzionale per lo meno a realizzare una fotografia che non mente, una fotografia di se stessi».  Il percorso ha attraversato tutte le fasi che fanno dell’azione didattica un’azione di esistenza. Quindi non un mero tecnicismo, ma di fatto neanche una scuola dove l’altrui operato viene stigmatizzato all’interno di una formazione fine a se stessa: è prioritario scoprire il desiderio di voler dire qualcosa, per poi adottare la tecnica più adeguata alla sua comunicazione. Il laboratorio come indicava Antonio Neiwiller, regista napoletano, amico e ispiratore di Biasiucci, diviene «lo stimolo a solleticare corde interne del pensiero e dell’emozione, affinché diventino epifanie pure e scarnificate” (Leo de Berardinis).  I ragazzi hanno raccontato la propria “epifania”, hanno prodotto otto portfolio, l’uno fortemente differente dall’altro sia per forme che per contenuti. Otto sguardi autonomi, progetti eterogenei guidati da un unico metodo: Ilaria Abbiento ha raccontato delle immagini sacre custodite nelle piccole botteghe, Fulvio Ambrosio di contatti umani, Chiara Arturo dei suoi viaggi verso casa, Giuliana Calomino di un mondo che nasce, Cristina Cusani del proprio abbecedario, Susy D’Urzo della sua famiglia, Luigi Grassi di assenze svelate, Claudia Mozzillo delle donne dell’alta borghesia napoletana.  Così al Castel dell’Ovo nella Sala delle Prigioni – grande ambiente in tufo, un tempo cassaforte dei tesori e dei documenti del regno – un tavolo lungo 15 metri rivela le epifanie degli artisti di LAB costituendo la base per accogliere i “portfolio-libro” da scoprire: una sala scarna, nuda, senza immagini si svela attraverso l’intima azione dello sfogliare e dell’osservare dei visitatori intorno al tavolo. Un ripiano semplice e austero, dotato di luce propria, che conserva la dimensione semioscura e “segreta” propria del luogo.  Il tavolo quadrato dello studio di Biasiucci è il protagonista assoluto degli incontri del “laboratorio irregolare”, il luogo del confronto dove è nata la vita di LAB, come costruzione dei progetti ancora in nuce, come voglia di fare insieme, spirito di gruppo, considerazione e rispetto dell’altro. Portandolo fuori dallo studio, nella mostra-installazione al Castel dell’Ovo, il tavolo diventa protagonista per il significato che assume nel corso del tempo: invitare le persone al tavolo collocato nella Sala delle Prigioni rappresenta un invito di convivialità, di condivisione con gli altri. L’allestimento, disegnato da Giovanni Francesco Frascino con gli studenti del Corso di Progettazione Allestimenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, accompagnerà l’esposizione anche in altre sedi in Italia.  Gli otto lavori di EPIFANIE sono raccontati anche dal catalogo a cura di Antonio Biasiucci e Antonello Scotti, pubblicato da Peliti Associati, testi di Chiara Pirozzi, progetto grafico di Adversa. La mostra EPIFANIE, aperta al pubblico dal 30 aprile fino al 2 giugno 2014, è patrocinata dal Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura e al Turismo, ed è realizzata grazie ad un’azione di crowdfunding, voluta fortemente dal gruppo degli otto giovani partecipanti – che sono riusciti in meno di un mese a superare il 100% dell’obiettivo! – per portare il “laboratorio irregolare” fuori dallo studio dove si sono sempre riuniti e per coinvolgere la città. È stata possibile, inoltre, grazie al contributo di ASMe (Associazione Senologica del Mediterraneo), associazione no profit nata dalla necessità di valorizzare, migliorare e diffondere la cultura della prevenzione del cancro alla mammella e della senologia, in Campania e nel resto d’Italia.  LAB / per un laboratorio irregolare, ideato da Antonio Biasiucci e coordinato da Antonello Scotti di Aporema Onlus, è un progetto di puro volontariato e intende essere un appuntamento biennale affinché negli anni possa affermarsi un’azione incisiva nel contesto cittadino. Ha ricevuto il “matronato” della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee ed è stato presentato al MADRE – Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina lo scorso nel mese di marzo 2014.  «LAB è il tentativo di offrire alla città un progetto culturale che ruoti intorno alla fotografia utilizzando metodi ispirati dal “laboratorio” teatrale di Antonio Neiwiller, regista napoletano scomparso venti anni fa e che io considero mio maestro. Personalmente, è anche il desiderio di restituire quello che mi è stato dato con la consapevolezza che non ha senso se sono solo io a salvarmi e che oggi più che mai gli artisti devono offrire una disponibilità che serva a far nascere vera cultura», così Antonio Biasiucci racconta l’iniziativa del suo “laboratorio irregolare”.  Ogni passaggio del percorso, dalla creazione del progetto, alla realizzazione di un portfolio, all’allestimento e all’organizzazione della mostra, fino alla stampa del catalogo, rientra nell’attività del laboratorio. Antonio Biasiucci e Antonello Scotti hanno, inoltre, voluto condividere questa avventura con un gruppo di professionisti napoletani, che, avvertendo le stesse necessità, hanno offerto le proprie conoscenze affinché il percorso si realizzasse completamente, affiancando il progetto nelle diverse fasi

PON FSE SCUOLA “Patrimonio culturale, artistico e paesaggistico”

Asse I (FSE) Azione 10.2.5 B Avviso pubblico 4427 del 02 maggio 2017 Progetto in rete Titolo  Patrimonio culturale: eredità e futuro! Il progetto ha perseguito finalità ben precise: educare studentesse e studenti alla tutela del patrimonio artistico; avvicinandoli al mondo dei linguaggi dell’arte; utilizzare tale strumento educativo per renderli partecipi, in qualità di cittadini, alla vita culturale del Paese. Le attività didattiche (leggi moduli) progettate per raggiungere tali finalità, sono state configurate, a loro volta, come potenti strumenti per il miglioramento dell’offerta educativa e, nell’ambito della scuola dell’obbligo, per la lotta alla dispersione scolastica attraverso la creazione di nuove forme di didattica e di attrazione alla vita nella scuola. Il tema che si è affrontatato, il Patrimonio artistico, è stato particolarmente stimolante per la rete di scuole che si è costituita per realizzare il presente progetto. Infatti le scuole che hanno costituito la rete erano accomunate da una specifica, pregressa, attenzione rivolta, negli anni, all’utilizzo dei linguaggi dell’arte, e della creatività in genere, quali potenti motori per la crescita dei nostri alunni. L’I.C. “Casanova /Costantinopoli”, l’I.C. “Nicolini/Di Giacomo”, l’I.C. “70 Marino/ S. Rosa”, il 2° C.D. “Siani” di Mugnano, rappresentano storici quanto specifici riferimenti sui territori che presidiano in qualità di agenzie formative. Territori, purtroppo, tristemente famosi alle cronache per il degrado economico, sociale, e culturale quotidianamente combattuti attraverso l’azione formativa nei confronti dei più giovani. Azione che si sono svolte soprattutto attraverso l’educazione al bello, alla purezza dei linguaggi dell’arte, al racconto del territorio e della sua identità culturale. Nel corso degli anni le scuole hanno costruito e sviluppato tali azioni educative in collaborazione con esperti ed associazioni non lucrative presenti sui rispettivi territori, costituendo un archivio di dati ed una ricchezza di competenze che, in questa occasione, si intendono condividere per la partecipazione al presente Avviso P.O.N.. La rete si è così costituita: I.C. “Casanova /Costantinopoli” I.C. “Nicolini/Di Giacomo” I.C. “70 Marino/ S. Rosa” 2° C.D. “G. Siani” di Mugnano Comune di Mugnano di Napoli Museo Pignatelli/Polo Museale della Campania Associazione Aporema O.N.L.U.S. Il progetto si è sviluppato intorno ad un bene di riferimento individuato, appunto, nel Museo Pignatelli; preziosissimo tesoro della cultura e della storia cittadina, ancora da troppi non sufficientemente apprezzato. L’azione progettuale ha inteso “utilizzare” il Museo quale location e strumento didattico e, nel contempo, offrire allo stesso un’opportunità di maggiore visibilità nei confronti di fasce sociali e della stessa scuola pubblica che, spesso, ne ignorano le enormi potenzialità.

2022 – RUAH – Veronica Bisesti

Nell’ambito dell’evento Art Days – Napoli e Campania, l’Associazione Attiva Cultural Projects in collaborazione con Aporema Onlus ed ospitati dall’ATI Macellum, presenta RUAH, progetto site specific dell’artista napoletana Veronica Bisesti. L’ambizioso progetto ha come protagonista il confronto dialettico tra l’archeologia e il linguaggio contemporaneo in un incontro che riesce a far riemergere il fulcro di quelli che sono i Campi Flegrei. RUAH! Sembra un urlo a gran voce, un’esclamazione dal forte potere sonoro, ed in effetti la Ruah di Veronica Bisesti dà voce a qualcosa di nascosto, di sotterraneo che fuoriesce dal Macellum – Tempio di Serapide, ma lo fa sottovoce.I Campi Flegrei sono un territorio ricco, denso di storia, di testimonianze di passaggi culturali, un territorio dal passato cosmopolita si potrebbe dire e, soprattutto, un territorio vivo nel quale la terra non ha mai smesso di muoversi. Fenomeni come il bradisismo, la Solfatara, ne sono una vistosa testimonianza alle quali si accostano testimonianze silenziose di cui anche il tempio di Serapide ne è diretto testimone.La sensibilità e curiosità di Veronica Bisesti (Napoli, 1991) ha condotto a una riflessione attenta sul distretto culturale dei campi ardenti, tale da restituire alla Ruah una voce millenaria. Ed ecco che la Madre Terra si palesa in spirito – Ruah – dall’ebraico soffio, aria, vento, respiro ma più nello specifico – in questo caso – ci si riferisce a una forza in grado di emettere movimento, una forza creatrice. Veronica è stata in grado di estrapolare edesternare questa voce profonda, femminile, calda e densa della terra e di restituirla.Passeggiando per il Macellum – Tempio di Serapide di Pozzuoli ci si trova ad ascoltare il suono della terra, un corpo denso da – letteralmente – attraversare, in cui e con cui muoversi, lasciandosi suggestionare da una presenza tanto iconica quanto nascosta. Nell’ottica del processo di realizzazione dell’opera dettato da Aporema Onlus, l’artista ha provveduto a coordinare tale genesi con un pubblico esterno, in questo caso le voci femminili sono nate da un dialogo attivo tra Veronica Bisesti e la classe di canto di Enrica di Martino della Campi Flegrei Academy. Quello che è nato da questa collaborazione sono tracce audio di voci che si preparano al canto, le cui tecniche – humming, vocal fry, bocca chiusa e vocal free – sono la manifestazione di un movimento, quello diaframmatico, proprio come il bradisismo è la manifestazione del movimento della terra. Questa fase di pre-canto evidenzia una situazione di quiete apparente e nasconde una forza in perenne condizione di moto.

2021 – Art Days – RUHA

Art Days – Napoli e Campania16 dicembre – 19 dicembre 2021Attiva Cultural Projects Art Days – Napoli e Campania è la prima art week della regione, che si terrà dal 16 al 19 Dicembre 2021, riunendo spazi indipendenti e gallerie d’arte contemporanea del territorio da Napoli a Salerno passando per Benevento e Caserta.Tutti gli enti aderenti all’iniziativa avranno aperture speciali dei loro spazi con nuove mostre e una programmazione di talks ed eventi.Art Days – Napoli e Campania è un’iniziativa a cura di Letizia Mari, Raffaella Ferraro e Martina Campese, organizzata dall’Associazione Attiva Cultural Projects. Nata dalle menti brillanti di tre giovani ragazze, che nel 2020 sono riuscite ad unire in un’unica iniziativa 46 enti di cui 35 a Napoli, tra gallerie del territorio come, ad esempio, Lia Rumma, Alfonso Artiaco e Umberto Di Marino e assicurandosi il supporto di istituzioni come il Museo Madre, Casa Morra, e molti altri. In particolare la manifestazione ha ricevuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee; per l’occasione, nei giorni 17, 18 e 19 il Museo Madre offrirà al pubblico il biglietto ridotto.L’obiettivo è creare dialogo tra gli attori partenopei del sistema dell’arte contemporanea, costituendo una nuova scenografia collettiva. Gallerie, spazi indipendenti, istituzioni culturali e museali si uniscono con l’intento di stabilire la creazione di un appuntamento che diventi un riferimento per le città coinvolte e un’iniziativa di piú ampio respiro nazionale e internazionale.Il progetto è volto ad attivare collaborazioni con artisti, critici, curatori, collezionisti e giornalisti che possano sostenere il territorio rafforzando la rete di networking tra gallerie d’arte, istituzioni culturali, spazi extra cittadini, artisti, collezionisti e operatori del settore.Art Days – Napoli e Campania è promotore di uno spirito di complicità e collaborazione tra enti pubblici e privati, piccoli e grandi, città e provincia, in modo trasversale ed egualitario. Un’opportunità per scoprire un mediterraneo contemporaneo.

2021 – Presentazione del Catalogo mostra Kême

Il 18 novembre 2021 alle ore 18.00, nella cornice del Palazzo Migliaresi, nel Rione Terra di Pozzuoli, si è svolta la Presentazione del Catalogo della mostra Kême. La mostra Kême si è tenuta presso il Macellum (cosiddetto Tempio di Serapide) di Pozzuoli, dal 20 giugno al 5 novembre 2021. L’evento è stato possibile grazie alla collaborazione di Aporema o.n.l.u.s., referente culturale dell’ATI Macellum, e la Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. In 20 Settimane, il Sito archeologico si è relazionato con le 14 Sculture/installazioni appositamente create, per instaurare multiple percezioni tra storia e contemporaneità, tra antropologia visuale del luogo e sociologia moderna delle opere. Un unicum nel suo genere. Il Tempio di Serapide fino ad ora non accessibile al pubblico, ha inaugurato una stagione di grande fruibilità, e lo ha fatto nel migliore dei modi, integrando con la stessa materia di cui sono composti i resti persistenti, opere dalla concettualità differente, e dalla semantica del linguaggio espresso, pur sempre integrata al luogo. Tanti i visitatori, e molti gli estimatori. Anche gli artisti di chiara fama Jimmie Durham e Maria Thereza Alves, hanno visionato l’intervento installato, complimentandosi della straordinaria capacità interpretativa e di fattezza delle opere in mostra. Gli studenti, iscritti alla Scuola di Scultura, si sono cimentati per oltre un anno alla realizzazione delle opere. In primis selezionati al concorso bandito da Aporema Onlus e poi individuata la qualità concettuale della proposta, si sono tuffati nella fase di prototipazione e di realizzazione, usufruendo anche del contributo offerto dall’Istituto Caselli Real Fabbrica di Capodimonte, per la cottura dei lavori argillosi. Un connubio di grandi collaborazioni, quindi, che ha permesso al Parco Archeologico dei Campi Flegrei di immaginare la Scultura contemporanea, un valore da integrare nelle realtà archeologiche presenti sul territorio, con i referenti culturali come Aporema Onlus che lavorano da tempo all’innovazione didattica dell’arte contemporanea nei processi educativi e sociali. Catalogo “Kême – la scuola nel tempio” Artem Edizioni

2021 Incontro con le scuole al Macellum di Pozzuoli

FESTIVAL ASVIS Domenica 10 Ottobre 2021 Il Macellum- Tempio di Serapide: la storia, la scienza, la scuola l’ATI Macellum, l’Associazione Temporanea di Imprese che dal mese di giugno gestisce il Macellum c.d. Tempio di Serapide, invita Dirigenti Scolastici e Docenti Referenti ad un incontro che si terrà all’interno del sito archeologico “Macellum-Tempio di Serapide” dalle 10:00 alle 12:30, nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2021. L’incontro, curato dai partner dell’ATI Macellum, “La Terra dei Miti S.r.l.” , “Aporema Onlus” e “Amartea APS” si svolgerà secondo il seguente programma: Programma:ore 10:15 registrazione presso la biglietteria, Piazzetta Serapide 2ore 10:30-11:30 incontro con i docenti a cura de La Terra dei Miti Srl, Aporema Onlus, Amartea APSore 11:45- 12:30 visita guidata del sito archeologico

Salvatore Mancino

OPERA PER LA MOSTRA KEME “Ankh”, 2020/2021 Il titolo del progetto, “Ankh”, fa riferimento alla Croce della Vita, antico simbolo egiziano che rappresentava la vita come un sentiero che ognuno deve percorrere per giungere alla propria realizzazione spirituale.Immaginando la quotidianità caotica del macellum che univa artigiani dell’arte, mercanti e seguaci di Dioniso in una spettacolare struttura architettonica nasce l’idea di questo progetto, che racconta la catarsi di una figura selvaggia come il Satiro, che si eleva dal suo stato di inconsapevolezza tramite la cultura, per giungere alla conoscenza assoluta e dunque alla divinità, rappresentata dal dio Serapide.L’opera si collega al concetto dell’ “Andare” greco, di unione mistica tra il mondo divino e il mondo umano. L’Ankh è simbolo di vita eterna, grazie alla quale l’uomo riesce a superare i propri limiti terreni, per giungere alla rinascita. BIO Napoli, 1980. Studia presso la Scuola di Restauro Maria Teresa Caiazzo (Salerno), studiando restauro, intaglio, intarsio, e finitura. Nel 2019 si diploma in Industria e Artigianato per il Made in Italy, proseguendo poi gli studi in Scultura presso L’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Dopo aver conseguito il titolo di “Esperto liutaio per la costruzione e il restauro di strumenti ad arco e a pizzico” e “Esperto in musica popolare della tradizione popolare campana”, è attualmente membro e socio fondatore della liuteria ‘Anema e Corde’ di Napoli, con il fratello e collega Pasquale Mancino e docente di Liuteria presso l’Istituto A. Casanova di Napoli. Negli anni ha conseguito numerose qualifiche e premi, ed è impegnato nel sociale con corsi e workshop. Tutto questo gli ha conferito competenze e versatilità in campo musicale, pittorico, disegno tecnico, intarsio ed intaglio ligneo.

Rosanna Pezzella

OPERA PER LA MOSTRA KEME Serapeum L’opera “Serapeum” nasce esclusivamente per il Macellum, un’area protetta, un sito unico al mondo, messo in risalto dal fenomeno del bradisismo. Oggetto di studio sono le tre imponenti colonne di marmo cipollino che mettono in evidenza nel disegno gli strati rocciosi del marmo ‘karistos’. Sfoglie sottili di terracotta di vario spessore e dimensione distanziate le une dalle altre si susseguono a formare due colonne decomposte, montate su telai di ferro autoportanti.

Noemi Saltalamacchia

OPERA PER LA MOSTRA KEME “Lapis”Macellum, da “ma’kal”. Luogo del cibarsi, del ‘raccogliere/accogliere’. Mercato delle carni, dunque, e Luogo puntiforme, dello scambio, vivo. Del mutamento.L’intervento vive e si ciba della doppia valenza che ha il Macellum all’interno dell’immaginario collettivo; che lo vede prima di tutto come Simbolo (nelle tre colonne) della ricerca, da parte dell’uomo, di utilizzare il proprio operato come chiave per la lettura del mondo.Emblema, poi, di quella tensione tra passato e presente, che trova forse riscontro nella visione di un tempo alineare (uniformitarismo).L’opera ricerca un equilibrio, nel solve et coagula alchemico. Nel diritto alla vita e al processo, all’alterazione della materia, che si fa esperienza e memoria. Questo, a partire dai micro elementi scultorei ri-emersi, realizzati in terra cruda, fino al macro progetto-reperto, stratificato. BIO Classe ’98.Maturità artistica in Arti Figurative. Diploma accademico di primo livello in pittura, arti visive, ABANA. Studentessa di scultura, ABANA.Ricercatrice presso Embodied Education Lab, UNISOB – Casa Morra (NA).Per un’arte trasformativa, che è filtro, scompenso e ri-abitudine.‘PRE-testo per la creazione di domande scomode e risposte provvisorie’.Punto transizionale e spazio di frontiera.Attraversamenti.

Salvatore Russo

OPERA PER LA MOSTRA KEME “Dionisio con il satiro”, 2020/2021L’opera rappresenta Dionisio che regge un catino colmo di uva sulla spalla. Al suo interno c’è un satiro che sta mangiando l’uva.La scultura è stata pensata in chiave contemporanea con un collegamento agli scavi. Infatti essa si presenta sotto forma di reperto archeologico, sezionata in più parti per sottolineare l’Unione delle tre forze ( terra, fuoco e acqua) cui si aggiunge un nuovo elemento, il ferro.I tagli sono stati pensati per far emergere l’anima della scultura e vedere oltre la materia.

Biagio Salvati

OPERA PER LA MOSTRA KEME “La Goccia Che Fa Traboccare Il Vaso” Il materiale della scultura è il ferro unito al grès nero.L’opera è composta da tre elementi e si costruisce sulla metafora del titolo. La goccia non è più piccola come in natura ma simbolicamente è grande perchè ha un grande peso, il peso di una rottura.La goccia ci ricorda anche l’ecosistema marino e ci rimanda al mare e all’acqua che è a stretto contatto con il tempio, anche per via del fenomeno del bradisismo che colpisce il luogo.Di conseguenza i recipienti che contenevano la goccia sono più piccoli.Essi sono rappresentati da quattro parallelepipedi che presentano tanti crateri perchè il vaso sta implodendo dato che non riesce a trattenere quella singola goccia . Il terzo elemento è una meridiana che simboleggia le svettanti colonne del macellum che sono rimaste e che la natura prima del riqualificamento del sito ha preso il controllo. La Goccia è slanciata da 3 tubolari in ferro che al tempo stesso fuoriescono da essa, perchè “ciò che ti sorregge ti può pure trafiggere”. BIO Castel San Giorgio (SA), 1999.in procinto di conseguire la laurea in scultura all’Accademia di Belle Arti Di Napoli.La sua formazione e il suo accrescimento artistico avviene anche  presso industrie artistiche e artisti locali e internazionali.Negli anni ha conseguito numerose qualifiche e premi come la candidatura al premio Vittorio Sgarbi e le due vittorie al concorso internazionale dell’Accademia internazionale “Alfonso Grassi”.È impegnato su commissioni di enti pubblici, ecclesiastici e privati come la partecipazione e presentazione di progetti per la riqualificazione del Museo Archeologico di Pontecagnano e all’evento Climathon Salerno “Luci sul Clima”.

Rebecca Miccio

OPERA PER LA MOSTRA KEME ‘Pedi’, 2021 Discoride attribuisce il nome di ‘Lingue di Serapide’ a un’orchidea generatrice di ibridi e con capacità autoriproduttive.‘Pedi’ simula la pressione esercitata sui pistilli dai quali sgorga il liquido seminale che, raggiungendo il terreno, crea nuova vita. Una riflessione quindi sulla capacità di rinascere a seguito delle pressioni cui la vita ci sottopone. BIO Rebecca Miccio, 1998 Napoli.L’arte è per lei motivo di sfogo e di riflessione su una realtà fratturata e piena di controversie.Anche se si considera un animale di città, la sua vita è condizionata dal quartiere collinare napoletano in cui vive: Capodimonte.Si è diplomata presso il Liceo Artistico Istituto Raro Giovanni Caselli in Design della Porcellana. Attualmente frequenta la Scuola di Scultura presso l’Accademia diBelle Arti di Napoli.

Alessandro Piromallo

OPERA PER LA MOSTRA KEME “Omphalos” L’opera guarda il Macellum, immaginandolo negli anni di sua piena attività come punto di transito e connessione tra differenti popolazioni e culture. L’indagine è infatti focalizzata sul concetto di equilibrio che avveniva in questo luogo, in cui attraverso il commercio mercantile si instauravano contatti e legami che permettevano la continuità vitale: ciò si riflette in questa scultura, in cui le parti in gres ceramico sono punti di passaggio e allo stesso tempo elementi di stabilità strutturale delle assi che le varcano. BIO Alessandro Piromallo. Napoli, 1991.Nel 2015 si iscrive all’Accademia di belle arti di Napoli, conseguendone il diploma in pittura. L’interesse per la tridimensionalità e la necessità di contatto con la materia, lo spingono a proseguire gli studi cambiandone indirizzo,Dal 2019 è iscritto al biennio di scultura dell’Accademia di Napoli.Nel 2020 svolge il suo anno di studi a Madrid, in cui prosegue la sua ricerca scultorea presso la “Scuola d’arte La Palma”. Partendo da una prospettiva antropologica, la sua ricerca è focalizzata sull’individuazione di analogie tra sistemi differenti, mettendole in relazione attraverso la produzione artistica, col potere evocativo della materia scultorea.

Roberto Pesacane

OPERA PER LA MOSTRA KEME Homo Chronos Homo Chronos analizza la concezione di tempo nella sua maggiore complessità, mostrandola cioè non come un unico ente immutabile ma ben differenziato tra il costante tempo della materia e il tempo dell’uomo soggetto alla percezione di quest’ultimo. Questo concetto è rappresentato con una meridiana solare, primo esempio di segnalatore del tempo inventato dall’essere umano, e da una mano da cui idealmente scorre il tempo di ogni singola persona.

Gaetano Fabozzi

OPERA PERLA MOSTRA KEME Reliquie di Serapide, 2020/2021 L’opera “Reliquie di Serapide” nasce dalla voglia di rapportare un mio percorso artistico ad un luogo così suggestivo come il Macellum di Pozzuoli, cs Tempio di Serapide. In passato ho lavorato sul concetto di reliquia, sull’avanzo inteso come ciò che rimane e dell’effettiva importanza che gli diamo in quanto rappresenta la memoria. Quello che noi abbiamo del Macellum sono dei semplici resti che però sono fondamentali per la memoria del luogo stesso.Il mio lavoro propone l’installazione di un cumulo di ossa bovine riprodotte in argilla, ammassate per rimandare a quei reliquiari-ossari che ritroviamo spesso sul nostro territorio.

Lucia Schettino

OPERA PER LA MOSTRA KEME “Visione di un invasione” È un installazione composta da 4 figure antropomorfe realizzate in terracotta e ferro. Figure in trasformazione, colte nell’atto di una lotta interiore, scappano verso l’osservatore, creando così un’incontro; Un incontro che avviene negli spazi del Macellum, un luogo denso e colmo di vite passate e perennemente in continua trasformazione. BIO Lucia Schettino. Castellammare di Stabia, 1988. Artista multidisciplinare, le cui opere sono state esposte in numerose collettive a livello nazionale. Dopo la laurea breve in grafica d’arte, presso l’Accademia di belle di Napoli, (2014/16) s’iscrive al master triennale in Arti Terapie, (2017/19) presso “Artiterapeutiche di Napoli”, che la riconduce al corso di specializzazione in scultura, che tutt’ora frequenta. Vive e lavora a Napoli presso il suo studio artistico, Atelier Alifuoco

Tammaro Menale

OPERA PER LA MOSTRA KEME “Revival” Revival è un’installazione composta da un accatasto disordinato di 12 cassette della frutta.Tale scelta si rifà al personale percorso artistico riguardante l’archeologia del contemporaneo, ovvero la pratica nella quale gli oggetti ritrovati nelle aree più complesse del territorio campano, fungono da fonte di investigazione antropologica, grazie alle loro caratteristiche estetiche e concettuali.La cassetta di plastica si rapporta perfettamente agli antichi contenitori (otri e vasellame vario, rinvenuti massicciamente in ogni sito archeologico) come un moderno reperto contemporaneo, svolgendone la medesima funzione oltre ad essere “nuova” testimonianza dello svolgimento dell’attività commerciale svoltasi in passato all’interno del Macellum. BIO Tammaro Menale. Aversa,1995.Consegue il diploma di laurea di l livello in Scultura e quello di ll livello in pittura.Attualmente in procinto di conseguire un secondo diploma di ll livello in Scultura.Vincitore lll edizione I Giardini di Via Caravaggio con l’installazione “Specchietto per le allodole”Vincitore VI edizione del premio Sette opere per la Misericordia indetto dal Pio Monte della Misericordia (Napoli) con l’opera “Frammenti di statua seriale, in gesso dipinto, della Madonna Miracolosa”Vincitore XXVll edizione del Premio Internazionale di Scultura Edgardo Mannucci con “Libri ed appunti scolastici” (2°posto) e “Conserve” (3°posto)Selezionato per la collettiva della mostra Kême, presso il Macellum (Tempio di Serapide) a Pozzuoli con “Revival”.Selezionato tra i finalisti della IV edizione del Premio R. Pezzuti per l’arte.La sua pratica artistica è rivolta allo studio del territorio periferico campano, utilizzando l’oggetto come vettore di memoria e significato. Manifesti staccati, involucri sepolti, oggetti ritrovati sono i protagonisti dell’archeologia del contemporaneo, la quale mostra le caratteristiche strutturali della difficile situazione degli spazi extra-urbani della regione, con un taglio antropologico oggettivo.

Antonio Flumeri

OPERA PER LA MOSTRA KEME Colonna vuota La mia colonna in contrapposizione ha un suo molteplice significato tradizionale esprime la mancanza e il riposo sia riferito al fare manuale che all’uso originario di tale tempio.L’ opera identifica a pieno la mia personalità ossia l’estrema passione e devozione che ho nel fare manuale dove attraverso i tre materiali stimola al fruitore ad essere eretta quindi in augurio al tempio e al fare manuale BIO Avellino, 1981. Ha studiato presso accademia di belle arti di Napoli “Scultura”, esperienze mutimateriche, attualmente tecnico di scultura presso Accademia di Belle Arti di Napoli

Antonio Salzano

OPERA PER LA MOSTRA KEME “A ruota”, Antonio Salzano, 2020/21“A ruota” è un opera che fa parte di una lunga ricerca, iniziata nel 2019, improntata a sensibilizzare il consumo della plastica.L’opera è composta da dodici pneumatici realizzati in terracotta a grandezza naturale, disposti in modo da simulare un vero e proprio scarico illecito di rifiuti, non a caso è tra i rifiuti piu scaricati e tra quelli più dannosi. La particolare corrosione è dovuta dall’utilizzo di prodotti chimici non nocivi applicati prima della cottura. BIO Avellino, 1995 Frequenta il secondo anno per il diploma accademico di II livello presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Si classifica 3° posto al XXIII Concorso Internazionale “Scultura da vivere” (Cuneo,CN) con l’opera “3020 a. C. E la IV edizione Giardini d’Arte di Via Caravaggio (Pescara, PE) dove vince ed installa in modo permanente l’opera “Saremo sommersi” all’interno della YAG/garage. Nel 2020 partecipa alla XXVII Premio Internazionale di Scultura Edgardo Mannucci (Arcevia, AN) dove si classifica al 3° posto con l’opera “Cigarette day”.

Francesca Arduino

OPERA PER LA MOSTRA KEME Rubedo Rubedo é ispirata all’ultima fase alchemica della trasformazione della materia. La rubedo è solitamente rappresentata come un uovo di fenice, contenente la materia da trasformare, immagine che rimanda ad un cratere, contenitore anch’esso di materia intrasformazione mediante l’effetto del fuoco.Crateri come quelli che caratterizzano i Campi Flegrei. L’ opera consiste nella riproduzione di molteplici crateri/uova di fenice, in terra cruda che sarà soggetta, nel tempo, alla trasformazione per mezzo dell’acqua, e ad altrettante sfere in terracotta che hanno subito la trasformazione per mezzo del fuoco. Francesca Arduino. Napoli, 1988.Nel 2021 consegue a pieni voti il diploma di laurea di secondo livello in scultura, presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e vince la menzione speciale al XXVIII Premio Internazionale di scultura Edgardo MannucciVive e lavora a Napoli. L’interesse per il rapporto tra uomo e natura e, più in generale, il rapporto tra entità diverse è alla base della ricerca di Francesca Arduino.Il suo lavoro è mosso dall’interrogativo del rapporto che dovrebbe avere l’artista nei confronti dell’eco-sostenibilità, al quale lei risponde con la scelta di utilizzare materiali perlopiù naturali e realizzando opere effimere o in costante metamorfosi, cercando di mantenere quanto più possibile intatta l’anima della materia utilizzata.Il rispetto per materie antiche, come ad esempio l’argilla che è il risultato di secoli di metamorfosi, è fondamentale per la sua costante ricerca di un equilibrio tra il gesto artistico e la volontà della materia stessa.

2021 – Mostra Kême – Macellum di Pozzuoli

A partire da domenica 20 giugno 2021 alle ore 11.00 e in occasione dell’apertura del “Macellum di Pozzuoli- Tempio di Serapide”, la Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli in collaborazione con Aporema o.n.l.u.s., nell’ambito dell’ATI Macellum, (“La Terra dei Miti s.r.l.”, “Associazione Amartea”, “Aporema onlus” “Graficamente srl”) presenta la mostra Kême. Il progetto espositivo, nato e realizzato grazie alla collaborazione con il Parco archeologico dei Campi Flegrei, a cui hanno preso parte 14 studenti appositamente selezionati attraverso un concorso tematico, mette in evidenza la possibile interazione tra il linguaggio contemporaneo e quello archeologico. Il titolo stesso della mostra traduce l’intento, “Kême” in egiziano infatti si riferisce a “terra nera” o “materia prima”: la materia che dà origine. Così come Serapide, divinità egizia creata per favorire l’incontro tra due civiltà, Kême che da termine egiziano, in arabo diventa al-kimya trasformandosi quindi in alchimia, disciplina finalizzata alla trasformazione della materia tramite il fuoco. Terra e fuoco sono gli elementi primordiali della trasformazione, anche elementi caratteristici della terra dei Campi Flegrei. Basandosi su questi temi gli allievi hanno prodotto sculture in materiali argillosi, terracotta o/e ceramica, rispondendo al tema preposto e alla collocazione integrata site-specific. Ogni opera ha una propria autonomia estetica e pur diversificando la matrice che li contraddistingue, dà vita a un percorso espositivo funzionale alla comprensione e l’evoluzione della concettualità e delle capacità scultoree che ad essi appartengono. Francesca Arduino, Gaetano Fabozzi, Antonio Flumeri, Salvatore Mancino, Tammaro Menale, Rebecca Miccio, Roberto Pesacane, Rosanna Pezzella, Alessandro Piromallo, Salvatore Russo, Biagio Salvati, Antonio Salzano, Noemi Saltalamacchia e Lucia Schettino sono i giovani in mostra. Le porte del Tempio di Serapide saranno aperte al pubblico e le opere saranno visibili fino al 30 di settembre 2021.

2021 – IL PARCO APRE I CONFINI

E’ iniziato un nuovo percorso. Il Macellum di Pozzuoli ritorna alla comunità, grazie ad una nuova avventura. Prende vita la partnership pubblico privata tra il Parco Archeologico Campi Flegrei e la ATI Macellum, a cui partecipiamo insieme a “La Terra dei Miti“, “Amartea APS” e “Graficamente srl“. Per la prima volta il “Macellum di Pozzuoli” vede aprire le sue porte al territorio in maniera strutturata e stabile. Vi invitiamo a seguire la diretta della cerimonia di inaugurazione dalle ore 16:00 di martedì 8 giugno sulla pagina Facebook del Parco Archeologico Campi Flegrei.

ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile

Festival dello Sviluppo Sostenibile, l’ATI Macellum, con Aporema, c’è! Best of Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020 Ecco i migliori momenti dei 17 giorni della manifestazione dedicata alla promozione e alla diffusione della cultura della sostenibilità in Italia e nel mondo. Buona visione!

2021 – Un concorso per il Macellum

Per la manifestazione inaugurale che sancirà ufficialmente l’avvio della gestione pubblico-privata del Macellum di Pozzuoli, Aporema o.n.l.u.s. non poteva rivolgere la propria attenzione che agli studenti! Ha, infatti, pubblicato un bando dedicato alla Cattedra di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli per la presentazione di progetti finalizzati alla realizzazione di opere da installare nel sito. Grazie alla eccezionale professionalità di Rosaria Iazzetta, Pasquale Pennacchio e Nello Antonio Valentino, artisti/docenti coinvolti e resisi disponibili immediatamente, e con entusiasmo, l’invito è stato accolto dagli studenti che hanno risposto con lo slancio e la passione che solo un giovane animo di artista può esprimere! Una commissione valuterà i progetti ma possiamo fin d’ora affermare con certezza, e fuor di retorica, che tutti hanno già vinto. Tutti gli studenti partecipanti, che non hanno avuto indecisioni ed hanno affrontato con tenacia la sfida, nonostante le difficoltà che ancora li costringono ad un lavoro e ad un confronto a distanza; Aporema, che vede realizzata pienamente la propria vocazione di studio, ricerca e sviluppo dei linguaggi della didattica e dell’arte contemporanea, vedendo in tal maniera premiato il quotidiano impegno; gli artisti/docenti che non hanno mai, nemmeno per un giorno, abbassato la guardia onorando il proprio ruolo di guida verso i propri studenti. Grazie, quindi, a tutti noi! A presto le opere site specific selezionate dialogheranno con il Macellum/Tempio di Serapide, in un primo esperimento che preluderà ad altri eccezionali avvenimenti… A presto

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